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Bella Thorne se ne frega

La fama di 'bad girl', il successo, i pregiudizi, l'amicizia con Snoop Dogg: una lunga chiacchierata con la star da 24 milioni di follower che ci presenta il nuovo singolo 'Phantom', dedicato agli stronzi

Foto: Alex Peterson

Foto: Alex Peterson

La data si avvicina: il prossimo 4 maggio Yahoo Answers chiuderà definitivamente i battenti, lasciandoci orfani di domande come «quanto guadagna Bella Thorne?», «chi è il suo fidanzato?» (questa la sappiamo), «ha diretto davvero un film porno?». Sarà un duro colpo per molti restare così, appesi. Lo sarà sicuramente meno per Bella, classe 1997 e abituatissima a domande del genere, se non altro perché gliele fanno da sempre.

Aveva 13 quando diventava la protagonista, insieme a Zendaya, della serie Shake It Up (da noi A tutto ritmo), in onda su Disney Channel, conoscendo il grande successo. Ma la sua carriera era iniziata prima, quando di anni ne aveva 6. Ora che ne ha (solo) 23, le cose che ha fatto non si contano più. Film, televisione, musica, libri. Il tutto con quell’aura da bad girl che le appioppano di continuo. C’entrano il suo chiacchieratissimo sbarco su OnlyFans, la regia di un corto per Pornhub – sì, anche questa la sapevamo – ma anche il fatto che Bella abbia sempre dato l’impressione di essere una che se ne frega. Di apparire perfetta, di dire o fare la cosa perfetta.

Lo vedo anche dalla chiacchierata che facciamo su Zoom per parlare del suo nuovo singolo, Phantom, in cui rappa e per cui ha scritto e diretto un video in stile B-movie horror. Per me è sera, per lei è mattina. Si presenta all’appuntamento che pare ancora un po’ assonnata, e quello che vedo sullo schermo del mio PC ha del comico. Mentre parliamo entrano ed escono persone, qualcuno passa a salutarla, ci sono cani che abbaiano e colazioni da finire. Bella si comporta normalmente, come se fosse sola, in una mattina qualunque. Non deve convincermi di niente, siamo qui per parlare delle sue nuove canzoni, e questa è solo un’altra intervista.

Partiamo dalla musica. Ultimamente stai pubblicando un po’ di pezzi, gli ultimi due usciti in meno di un mese.
Ho un sacco di brani pronti e ho deciso che li pubblico e mi diverto. Sto cercando di fare un po’ di video adesso che ho tempo, prima di spostarmi per girare i nuovi film.

In Phantom dici: «Me ne vado, puoi chiamarmi fantasma. La salute mentale è una cosa seria, hai bisogno di un medico, stronzo». A chi la dedichi?
Nel periodo in cui l’ho scritta un po’ di amiche mi hanno raccontato che stavano uscendo con ragazzi pessimi, che cercavano di controllarle, che gli dicevano come vestirsi, chi frequentare. Tutta questa merda mi ha ispirato per scrivere il pezzo.

Hai pure scritto e diretto il video. È una roba che ti viene riconosciuta o è un privilegio di pochi?
Le persone non vogliono mai credere che tu possa avere le mani su tutto. Anzi, più fai e più cercano di togliere. L’arte e il lavoro vanno rispettati. Ti dico che per girare Phantom abbiamo fatto cinque giorni di set, ho curato ogni aspetto. Bisogna farlo, dall’editing alla produzione. È troppo importante.



Il video di Shake It invece YouTube te l’ha tirato giù perché ritenuto volgare.
Sì, credo che l’abbiano tirato giù perché ci sono due donne che si baciano. Se fosse stato il video di una popstar che canta d’amore e si bacia con un ragazzo, sarebbe ancora lì. Se invece sono donne, le persone si sentono a disagio, perché sono prima di tutto a disagio con loro stessi. Mi ha fatto incazzare che YouTube lo abbia tirato giù. Spererei che le big tech companies che hanno tutto questo potere si occupassero delle cose importanti, tipo i ragazzini che vengono bullizzati su queste piattaforme e che poi si ammazzano. Che facciamo per loro? È sempre divertente vedere a cosa si dedicano realmente.

Le critiche le leggi ancora? Ti turbano?
Quando leggo le recensioni di critici che rispetto, certo, un po’ fa male se non sono dalla tua. Per quanto riguarda i commenti delle persone che si annoiano online, mi sono abbastanza abituata. Ci sono un sacco di scemi che dicono cose sceme per farti sentire male.

Ti ha stancato essere sempre ritratta come ‘bad girl’ dai media?
È fastidioso, anche perché non ho mai fatto niente di male. Sono sempre stata la più tranquilla del mio gruppo. Tutti mi vedono sempre come party animal, quella che esce tutte le sere, va nei club, beve e si droga. Anche quando esco dallo studio, alle sei del mattino, dopo che ho lavorato tutta la notte, qualcuno mi fotografa e scrive che ero in giro a bere. Sai cosa? Se sei una donna è così. Se vai a ballare con le tue amiche sei per forza un’ubriacona, non potrai mai essere una brava persona. Le donne devono stare attente, sempre. Se bevono, se si vestono in un certo modo…

Si parla sempre di più di femminismo e pregiudizi, anche sui social. Le cose stanno cambiando o è solo la solita bolla delle Instagram stories?
Stanno cambiando, ma i cambiamenti hanno bisogno di tempo. Il primo step è che le persone inizino a pensare: «Eh? Davvero? Devo cambiare?». Anche se poi non cambiano magari iniziano ad assorbire qualcosa, a informarsi su diversi temi. Ed è già qualcosa.

Torniamo alla musica. Sei un’artista indipendente. Qual è il lato migliore e qual è il lato peggiore di non avere alle spalle una major?
La cosa peggiore è che devi fare tutto tu. La cosa migliore è che devi fare tutto tu (ride). Le etichette controllano tantissimo, per questo ho paura di avere un contratto. Se mai fossi un’artista di una label, be’, dovrei finire in un posto in cui capiscano davvero chi sono, senza controllarmi o cercare di cambiarmi. Altrimenti finisce che non conti più niente. Ho un sacco di amici che si lamentano di come le etichette li trattano, ogni giorno. Scrivono un pezzo e non possono pubblicarlo, anche se vorrebbero. Ti dicono loro cosa farci e quando. Il controllo sull’arte di qualcuno per me è terribile. Tu scrivi una canzone, la produci, e poi scopri che il master non è tuo. What the fuck?



Di chi eri fan da piccola?
Ho sempre ascoltato un sacco di rap, rock, musica anni ’80. Dai Blondie agli AC/DC, un sacco di roba diversa. Poi amo Childish Gambino, Big Sean, Chief Keef e Lil Wayne. Ho fatto un tema a scuola su di lui, per farti capire.

Cioè?
Dovevamo fare una roba tipo “descrivi una persona che ammiri”. Ho parlato di lui.

Oltre a lui, con chi vorresti collaborare?
Mmm… penso che sarebbe totalmente assurdo se cantassi un brano con Adele.

Sarebbe perlomeno insolito, sì.
Lei è tipo la voce più figa del mondo. Potrebbe cantare una delle sue ballad e io potrei rapparci qualcosa sopra.

Bisognerebbe provare.
Adele, vengo a cercarti… (scoppia a ridere).

E con Snoop? È un tuo fan, ha pure postato il video di Shake It sui social.
Quando ho visto il post, ho detto: «Cazzo!». Ha postato tutto il video. Io gliel’avevo mandato così, per chiedergli un parere. Lui l’ha caricato tutto. Tra l’altro era la versione non censurata, con le tette di fuori. Amo Snoop, mi supporta da tantissimo tempo, ha sempre creduto in me, mi ha sempre ascoltato.

Stai ricevendo supporto dagli altri artisti, in generale?
Sì, mi scrivono in molti. Le persone sentono le canzoni e dicono: ok, anche lei può fare bella musica. E lo vedo anche da come reagiscono le persone, da come reagiscono i miei fan.

Foto: Alex Peterson

Foto: Alex Peterson

Com’è avere più di 24 milioni di follower? Io avrei ansia a postare qualsiasi cosa.
Diciamo che non puoi sempre essere te stessa quando hai questo seguito. Ci penso due volte prima di postare anche una foto in cui fumo una sigaretta. Cerco di essere sempre me stessa, sincera. Ma qualche volta è difficile se mezzo mondo non la pensa come te.

Tu poi sei abituata a raccontare tutto, anche i momenti peggiori. Nel tuo libro hai raccontato gli abusi che hai subìto quando eri più piccola. Che reazioni ha suscitato la tua storia?
Una valanga di “me too”. Mi sono resa conto di quante persone abbiano subìto abusi. Se sei in una stanza con cinque persone, due di loro hanno subìto molestie. È statistica. Assurdo, no? Quando ho pubblicato il mio libro, un sacco di persone mi hanno raccontato le loro esperienze. Cose che non direbbero mai. Le più brutte, ti giuro, esperienze orribili. Il coraggio di condividere la propria storia è importantissimo. Per questo amo i miei fan, sono coraggiosi. Abbiamo molto in comune, per questo siamo così vicini. Sanno che anche io ho vissuto tutta questa merda.

La copertina di ’The Life of a Wannabe Mogul: Mental Disarray’

Da ex Disney star, hai visto il documentario su Demi Lovato? In pratica lei racconta di quanto sia stato difficile, in passato, dover sembrare sempre felice e in forma perché quello era il suo ruolo. Le cose sono un po’ cambiate oppure no?
No, non sono cambiate, è esattamente come prima. Devi sempre essere al massimo: per un concerto, per un lavoro… Anche se stai male devi sorridere, parlare coi fan. Ogni giorno tutti si aspettano che tu sia ok, tutti ti chiedono cosa c’è che non va, come stai. Essere sempre al top è una roba che ti esaurisce. Ti faccio un esempio per farti capire.

Vai.
È come andare a cena con i genitori della persona con cui stai, ma loro sono due ignoranti e tu non sei d’accordo su nulla. Continui a sorridere, almeno fino a quando salirai in macchina col tuo fidanzato e potrai urlare quanto detesti i suoi genitori. È un po’ così.

Con la differenza che la cena dura un paio d’ore al massimo.
Esattamente.

Negli ultimi anni hai fatto di tutto. Recitato, cantato, scritto, diretto… pure il brand di cannabis Forbidden Flowers.
Amo l’erba e da sempre volevo entrare nell’industria della cannabis. Fumo erba, i miei amici fumano, è stata parte della mia vita e della mia crescita. Mia mamma era una di quelle che dicevano: «Non voglio che fumiate erba. Ma se lo fate, lo fate in casa, io prendo tutte le chiavi delle auto e tutti i tuoi amici devono dormire qui». L’ho sempre trovata una decisione da genitore responsabile. Conosco un sacco di genitori che non vogliono che i loro figli fumino erba, non vogliono che i loro figli bevano… be’, indovinate un po’: la fumeranno lo stesso. Istruiscili, piuttosto che farli diventare stoner all day. L’erba mi aiuta con l’ansia, con la paranoia, ma anche a mangiare quando non ho fame.

C’è ancora tutto questo stigma sulle droghe leggere?
Assolutamente. Basterebbe informarsi, tutto qui.

Quale sarà la tua prossima mossa? Il tuo prossimo sogno da realizzare?
Ad oggi, vorrei solo trovare un modo di continuare a scrivere musica, cantare e dirigere i miei video. Mi permette di unire tantissime passioni. Molti registi dimenticano che la musica racconta tante storie, anche in lingue diverse. Quando Ben (Benjamin Mascolo, l’ex Benji di Benji & Fede, nda) canta in italiano, non capisco, ma sento tutte le emozioni. Quindi ti direi che trovare modi sempre più belli di unire tutte le mie passioni è il mio obiettivo.

E magare cantare in italiano, a questo punto.
Vorrei fare uno show con attori italiani, con dialoghi che ho scritto in inglese, e stavo dicendo al mio manager che sarebbe figo se cantassi metà in italiano e metà in inglese. Ben mi aiuterebbe tantissimo con la pronuncia, e tutto rispecchierebbe benissimo la nostra relazione.

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