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India Jordan è il nuovo prodigio non-binary dell’elettronica inglese

I club sono chiusi? Mettete su l’EP ‘For You’. È house euforizzante e piena d’energia. Ascoltarlo è un’esperienza liberatoria, anche fra le mura di casa

Foto: Prexactly

La storia della club culture è storia di libertà (e liberazione) individuale, identitaria, sessuale. Dall’italo-disco alla house di Chicago, dalla balearic ibizenca alla disco, il clubbing è lo spazio libero e progressista per antonomasia, osteggiato dai governi (il celebre Criminal Justice and Public Order Act in Inghilterra per proibire i rave party) o da eventi idioti come la Disco Demolition Night. Certo, di recente dai social sbuca ogni tanto il dj omofobo o il producer sessista, ma il club rimane ancora un rifugio, un luogo di fuga dalla realtà opprimente e misogina, una dimostrazione sudata di parità.

Seppur alcune delle magnifiche intuizioni iniziali siano state fagocitate dal sistema economico-populista, strette dalla morsa neo-liberale, è ancora possibile – girovagando di città in città – trovare dei paradisi utopici come il Berghain di Berlino o il più carbonaro Tropicantesimo a Roma. Per quanto le politiche conservatrici provino a storcere, plasmare e asfissiare la natura intrinseca della club culture, ballerin*, dj e performer continuano a costituire TAZ autogestite in cui inventarsi. Oggi come ieri, il mondo del clubbing è un ambiente sano dove indagare su se stessi e scoprirsi.

La promettente producer e dj inglese India Jordan, ha fatto coming out pubblico come non-binary lo scorso anno con un post sul suo Instagram in cui scriveva: «non mi identifico come femmina (odio davvero l’espressione dj donna, vi prego, non usatela mai), negli ultimi anni il genere è stato qualcosa di fluido per me». Dopo anni a sentir ripetere frasi come «oh, sei brava per essere una donna», nel clubbing ha trovato la propria identità e una gran voglia di rivalsa.

La musica di India Jordan è il risultato di un background di trance, happy hardcore e gabber music maturato in Yorkshire, una fase drum’n’bass a Hull e un’evoluzione lo-fi house a Manchester, per un mix sonoro che gioca a nascondino con la rave culture britannica e che affonda le mani nelle radici della house music fino al cuore della disco.

For You è il secondo ed entusiasmante EP di India Jordan. Sei tracce, per un mezz’ora che attraversa diametralmente il suono della club culture inglese. Si parte con il mood super up di I’m Waiting (Just 4 You) e For You, euforiche progressioni housy, con sample disco appiccicosi che si rincorrono in un’eterna e gioiosa ripetitività. Una scossa energetica che si colloca tra la filter house (resa celebre dai primi Daft Punk) e la lo-fi house (impossibile non metterla in playlist con hit come Love Is Real della coppia Loods & Mall Grab o No More Talking dei nostri Tiger & Woods), qui spinta ancora in più avanti dalla scelta di un bpm davvero adrenalinico. Questo misto di high energy pathos è inebriante, ti fa sentire l’amore. Come la storia del club sogna, brama, desidera. Più ci si addentra in questo EP, più l’emotività entra con maggior vigore nelle composizioni, tra strutture ritmiche breakbeat e drum’n’bass e synth avvolgenti. Dear Nan King, il brano di chiusura, è ispirato alla mini-serie Tipping the Velvet (da cui provengono i campionamenti vocali), tratta dall’omonimo romanzo di Sarah Waters (in italiano Carezze di velluto) che racconta di un amore lesbico della Middle England puritana.

For You è un EP diretto, bello deciso, orientato tanto alla pista quanto all’ascolto. È un viaggio al centro del ballo, al centro dell’elettronica, con pochi difetti e moltissimi pregi. Sarà un peccato non poterlo ballare, ora, su qualche dancefloor estivo ricercato. Nonostante questa piccola impossibilità, For You è un EP che mette sulla mappa della scena elettronica un’altra interessante bandiera: India Jordan.

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