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«Il Mozart della chitarra»: le reazioni dei musicisti alla morte di Eddie Van Halen

Mike McCready, Tom Morello, Pete Townshend, Steve Vai, Flea, David Lee Roth e molti altri ricordano il chitarrista e raccontano il loro rapporto con la sua musica. «Veniva da un altro pianeta»

Foto: Paul Natkin/Getty Images

«Era il nostro Mozart». Lo dicono Mike McCready dei Pearl Jam, Tom Morello e John 5, tre dei musicisti che in queste ore stanno esprimendo il loro dispiacere per la morte di Eddie Van Halen. Ecco le reazioni loro e di altri grandi del rock, da Pete Townshend a Flea passando per Steve Vai, Ozzy Osbourne, Gene Simmons, Joe Satriani, Billie Joe Armstrong e ovviamente Sammy Hagar, David Lee Roth e Gary Cherone.

Pete Townshend: «Speravo diventasse presidente»
Pete Townshend degli Who ha affidato la sua reazione a Rolling Stone, raccontando un aneddoto. «Michael Jackson mi chiese di suonare la chitarra elettrica sull’album Thriller. Non potendo farlo, ho raccomandato che chiamassero Eddie. Abbiamo parlato al telefono. Era una persona piacevole e felice del contatto che avevo creato. Mi spiegò quanto gli piaceva suonare le tastiere. Aveva un gran sorriso».

Secondo Townshend, «non era solo un chitarrista innovativo, stiloso e di buon gusto, ma era anche un grande showman. I chitarristi hanno perso il loro maestro, la loro guida. Col tempo aveva sempre più condiviso il suo dono con gli altri, con workshop e video. Era il Grande Chitarrista Americano. Speravo che un giorno sarebbe diventato presidente».

Mike McCready: «Era il Mozart della chitarra»
Mike McCready ha postato sul profilo Instagram dei Pearl Jam una foto con Van Halen e la didascalia col ricordo dei tour visti: «Ho cominciato a suonare un anno dopo l’uscita di Van Halen. Eddie sembrava venire da un altro pianeta. Era il Mozart della chitarra. Ha cambiato ogni cosa, suonava con l’anima».

Jimmy Page: «Un pioniere»
Anche Jimmy page rende omaggio al chitarrista scrivend che era «the real deal» e un «pioniere dotato di un gusto e di una raffinatezza che lo rendevano superiore ai suoi tanti imitatori».

Gene Simmons: «Era un supereroe»
Anche Gene Simmons, come Pete Townshend, ha affidato il suo ricordo a Rolling Stone. «Guardate le immagini che circolano: Eddie sorride sempre. Amava la vita. Quando suonava faceva venire giù il soffitto, ma guardava sempre i fan, raramente la chitarra. Sorrideva perché si divertiva un mondo».

Simmons ricorda un aneddoto del 1977, quando ha portato i Van Halen agli Electric Lady Studios di New York. «Eddie ha suonato tutte le parti dal vivo. Bastavano poche take, hanno inciso 14, 15 canzoni. Quand’era in studio Eddie, a cui piaceva essere chiamato Edward, era come un supereroe che si toglie i vestiti e assume dei superpoteri».

E ancora: «Un sacco di chitarristi suonano velocemente, ma senza melodia, né cuore, né anima. Gli assoli di Eddie invece avevano tutte queste cose. Era dai tempi di Hendrix che nessuno suonava in quel modo».

Ozzy Osbourne: «È come quando è morto Michael Jackson»
Ozzy Osbourne, che racconta a Rolling Stone che aveva la stessa dottoressa di Eddie Van Halen («Gli passavo dei messaggi tramite lei») si dice scioccato: «È come quando è morto Michael Jackson. All’inizio non ci credevo». E ancora: «Amavo il suo sorriso. Forse lo faceva solo per lo spettacolo, io non credo, ma dava comunque l’idea di godersi ogni singolo istante».

«I Van Halen era una potenza. Ricordo una volta a San Antonio: il posto era strapieno e loro hanno spaccato. Dopo venivamo noi. Non è stato facile».

Steve Vai: «Era Re Edward»
Steve Vai, uno dei suoi eredi, ha pubblicato due foto. Nella prima appare con Eddie Van Halen, che definisce Re Edward. Nella seconda ci sono un paio di All Star che riprendono la grafica della chitarra di Van Halen. «Never to be filled», scrive Vai, ovvero nessuno potrà mai prendere il posto di Eddie Van Halen.

Tom Morello: «Il Mozart della nostra generazione»
Parlando con Rolling Stone, Tom Morello definisce Eddie Van Halen uno dei più musicisti più inventivi e visionari di tutti i tempi. «Il modo in cui ha reinventato lo strumento, trasformando una chitarra costruita in casa in un’arma potente, ha qualcosa di ispirato, quasi di divino. Ha influenzato generazioni di chitarristi e ha annientato tutto quello che era stato fatto prima con la chitarra elettrica, aprendo la strada affinché giovani come me potessero esplorare le possibilità dello strumento».

«L’ho visto suonare dal vivo solo nel tour di 1984 quando facevo il college e cominciavo a pensare di diventare chitarrista. Tutti aspettavano il momento in cui avrebbe suonato un assolo di un quarto d’ora. Di solito quando succede vai in bagno. Non quando suonava Eddie Van Halen. Erano tutti ipnotizzati da quel che faceva. Perché tutti sapevano di essere al cospetto del Mozart della nostra generazione».

Flea: «Spero che stia suonando con Jimi»
Flea dei Red Hot Chili Peppers ha pubblicato su Instagram un messaggio di affetto e condoglianze. «Ti amo, Eddie Van Halen. Un vero rocker, un musicista autentico, un grande cuore, un ragazzo di Los Angeles fatto e finito. Un innovatore senza paura». E ancora: «Spero che tu stia suonando con Jimi stasera, vagando liberamente nel cosmo. Una parte vibrante della musica ha lasciato la Terra».

Joe Satriani: «Metteva gioia in ogni nota»
Joe Satriani è uno dei tanti chitarristi influenzati da Eddie Van Halen. «Quando ho sentito Eruption per la prima volta alla radio sono rimasto a bocca aperta, come quando ho sentito Hendrix da bambino», dice a Rolling Stone. «L’ho sempre considerato il più grande della mia generazione di chitarristi che è venuta dopo i giganti come Hendrix, Page, Beck, Clapton. Suonava sorridendo, una cosa importante perché all’epoca i chitarristi erano tutti smorfie, ringhi e pretenziosità».

«Per anni ho pensato che l’arte della chitarra fosse in pericolo, perché stava imboccando una strana strada. Improvvisamente è arrivato lui ed era come se la sua musica mi parlasse. Metteva gioia in ogni nota. Sorridendo ti faceva capire che era tutta una questione di divertimento. Ma allo stesso tempo, i musicisti sapevano che non potevano arrivare a quel livello. Il lavoro sul ritmo era esilarante, la scelta delle note incredibilmente divertente e coraggiosa. Ha scritto grandi canzoni e non ha annoiato con ore e ore di roba noiosa. È stato sempre rock’n’roll».

David Lee Roth: «Un lungo, grande viaggio»
Il cantante dei primi Van Halen ha postato una foto col chitarrista e un semplice commento: «Che lungo, grande viaggio è stato».

John Mayer: «Era un supereroe della chitarra»
Secondo John Mayer, che si è espresso su Instagram, Van Halen era «un supereroe della chitarra. Un vero virtuoso. Un musicista e compositore incredibilmente dotato. È stato anche guardando al suo esempio, quand’ero ragazzo, che ho deciso di prendere in mano la chitarra. Il suo controllo e la sua espressività erano strabilianti. Ho imparato un sacco di cose sulla chitarra, ma non come si fa a suonare con lui. Ecco perché non ho mai smesso di ascoltarlo con lo stupore di un adolescente e mai smetterò».

Joe Walsh: «Un chitarrista e una persona unica»
Joe Walsh degli Eagles affida a un breve comunicato il suo pensiero: «Era un chitarrista e una persona unica. Un maestro in quel che faceva, un collega a cui guardavo con ammirazione, un amico a cui volevo bene. Il mondo sarà un po’ più buio e un po’ più silenzioso senza di lui».

John Petrucci: «Una delle icone musicali del nostro tempo»
Su Instagram, John Petrucci dei Dream Theater dice che «EVH ha cambiato la chitarra elettrica ed è stato grande fonte di ispirazione per me e per tanti nel mondo. Oggi la comunità dei chitarristi piange la perdita di un vero innovatore, una leggenda, una delle icone musicali del nostro tempo».

Keith Urban: «Veniva da un altro pianeta»
Non sono solo i guitar hero a piangere la scomparsa di Eddie Van Halen. Il cantante country-pop Keith Urban scrive che «al mondo ci sono tanti grandi chitarristi, ma pochi veri innovatori, gente che sembra venire da un altro pianeta». Anche senza considerate il famoso tapping, «aveva un tocco e un timbro straordinari» e una ritmica saltellante tipo Muhammad Ali sul ring.

Questlove: «:’-(»

Persino Questlove dei Roots, il cui mondo musicale è lontanissimo da quello dei Van Halen, ha postato un’immagine coi colori della chitarra di Eddie e un emoji in lacrime.

Slash: «RIP»

Il chitarrista dei Guns N’ Roses ha postato una foto accompagnata da un RIP.

Jack Black: «Un genio fatto e finito»

Jack Black ricorda i concerti dei Van Halen in cui «la band lasciava Eddie solo. Lui si sedeva sul fronte del palco e suonava per 10 minuti. Era il paradiso. Quell’uomo è un genio fatto e finito».

Paul Gilbert: «Mi hai insegnato cos’è la vera gioia»

Il chitarrista dei Mr. Big dice che Van Halen gli ha insegnato cos’è la «pura gioia. Era il 1979, dopo averlo visto ho capito che era reale. Per questo vado avanti. Grazie, Eddie. Averti come eroe è stato un miracolo». Poi ha pubblicato un mix tra gli assolo del chitarrista e While My Guitar Gently Weeps dei Beatles, in questo caso soprannominata While My Guitar Gently Van Halens.

Elton John: «Un grande talento, un uomo adorabile»

«Un grande talento, un uomo adorabile», scrive Elton John.

Yngwie Malmsteen: «Ha ispirato un’intera generazione»

Il guitar hero svedese dice che «se n ‘è andato uno dei veri giganti», poi racconta: «Ha influenzato e ispirato un’intera generazione, compreso il sottoscritto. La sua eredità resterà viva per sempre».

Billie Joe Armstrong: «Non so cosa dire, grazie»

«Non so cosa dire, grazie Eddie», scrive Billie Joe Armstrong su Instagram, dove ha pubblicato una playlist tutta dedicata ai Van Halen e un video in cui il chitarrista parla del suo sogno di suonare ancora una volta con il padre.

John 5: «Abbiamo perso il Mozart moderno»

Il chitarrista John 5 – e insieme a lui anche Nikki Sixx, che ha ripreso le sue parole – dice che con Van Halen se ne va «il nostro Mozart moderno. Nessuno mi ha cambiato o influenzato più di Eddie. Era un innovatore, un grande autore e il più grande chitarrista che sia mai vissuto».

Sammy Hagar: «Senza parole e con il cuore spezzato»

Sammy Hagar, voce dei Van Halen dopo David Lee Roth, scrive: «Ho il cuore spezzato e sono senza parole. Il mio pensiero va alla sua famiglia. L’amore dei fan è enorme. Non potete immaginare i pensieri che bruciano nel mio cervello e nella mia anima. Vorrei solo dire che tra me ed Eddie era tutto a posto, e che racconterò questa storia quando digeriremo la notizia».

Patti Smith: «È nel regno celeste dove tutto è musica»

Patti Smith ha pubblicato una breve poesia dedicata al chitarrista, in cui dice che Van Halen ha «esplorato la stratosfera, dritto nel regno celeste dove tutto è musica».

Steven Tyler: «Ha cambiato tutto»

Steven Tyler ha pubblicato una foto insieme a Van Halen, poi ha scritto: «Ha cambiato la storia della chitarra rock… ha cambiato tutto. La sua follia melodica era insuperabile. Ci mancherai, Eddie».

Gary Cherone: «Un’anima gentile»

Gary Cherone, che ha cantato nei Van Halen alla fine degli anni ’90, descrive un’anima gentile dall’impatto incommensurabile su chi l’ha conosciuto.

Michael Anthony: «Non ci sono parole»

Michael Anthony è stato il bassista dei Van Halen per quasi tutta la loro storia. Ha postato una foto d’epoca col chitarrista e un semplice messaggio. «Non ci sono parole».

Cesareo

Cesareo, il chitarrista di Elio e le Storie Tese, ha pubblicato solo una foto, senza commento.

Federico Poggipollini: «Che la terra ti sia lieve»

Anche Federico Poggipollini spende poche parole: «Che la terra ti sia lieve».

Andrea Braido: «Devozione assoluta alla musica»

Il chitarrista virtuoso Andrea Braido, che è stato influenzato da Van Halen, è senza parole: «Una perdita inestimabile fonte di ispirazione e devozione assoluta alla musica! Sempre nel cuore».

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