Le prove del live – per una produzione così importante – sono estenuanti.
Ore e ore nelle diverse camere di preparazione (video, luci, audio) riescono a sfinire anche gli artisti più meticolosi.
Negli anni, dal mio punto di vista di osservatore privilegiato, ho visto tanti grandi amici e artisti finire le prove dei tour con la voglia di annullare tutto.

Foto: @marianomarianoy3p
La magia è riservata solo e unicamente al live; a quel momento catartico in cui l’insieme di spazio, persone, musica, video e audio crea la sospensione della realtà che riconosciamo nel termine show.
Non è scontato: tutti accendono il palco e l’impianto, pochi creano l’incanto che ti tiene incollato, che ti fa dire – quasi due ore dopo: “Ma come, è già finito?”.

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Noyz è uno di quelli. Non c’è ombra di dubbio che la sua massima espressione sia il live.
Il suo biglietto da visita, il motivo per cui centinaia di ragazzi negli anni si sono tatuati il suo nome d’arte e il logo di Propaganda.

Foto: @marianomarianoy3p
La sua musica racconta tanto di lui quanto delle vite travagliate di tutti noi, di tutti loro. Parla dei tanti figli dei nostri tempi incerti, e dal vivo te lo fa sentire come dovresti sentirlo spiegato sempre: in presa
diretta.

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Lo spettacolo che lui e Sine stanno preparando è qualcosa di molto, molto potente. Due ore piene di show che ripercorrono l’intera discografia attraverso le tracce che hanno raccolto più significato, accompagnate da una produzione di contenuti video del regista Marco Proserpio, con noi dai tempi del documentario Dope Boys.

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Mozart diceva che la musica sta tra le note, credo intendesse proprio questo.
Noyz dice: la musica è eroina quando oltrepassi la linea. Credo che i due, alla fine, intendessero la stessa cosa.












