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Il grande inadattabile: Ivano Fossati racconta Morgan

In questo estratto dalla prefazione vocale di ‘L’audiolibro di Morgan’, il grande cantautore racconta l’opera del collega: «C’è tanto da ascoltare, sufficiente per desiderare di perdersi»

Morgan

Foto: Gabriele Micalizzi

‘L’audiolibro di Morgan’ è la audiobiografia del musicista, un racconto in prima persona di quello che c’è «dentro la testa di uno che fa musica» in cui si mischiano narrazione e tracce sonore. Esce per Emons Libri & Audiolibri e contiene anche brani inediti, cover (Duran Duran, Depeche Mode, De André, i Gufi), racconti ed esperimenti. È disponibile a questo link. Per gentile concessione dell’autore, pubblichiamo un estratto dalla prefazione vocale di Ivano Fossati.

«Morgan ha una voce a cui si può credere. Racconta di sé, della sua vita, l’infanzia, i pomeriggi, il silenzio, il padre, la musica. Quando serve la voce è triplicata, smembrata, elettronica, plurale, altrimenti è pacata come un pensiero. Occasionalmente può capitare di venire spinti all’indietro dalla sua musica, magari verso il ‘700, ma solo se c’è un motivo.

In questo volo, perché di volo si tratta, bisogna tenersi stretti a Marco-Morgan, e non lasciare la presa. Dalla musica emergono in trasparenza qualche psichedelia, qualche tocco atonale, leggero, inaccostabile alla sciatteria corrente. C’è tanto da ascoltare, sufficiente per desiderare di perdersi. Alla fine scende ancora più in profondità, ridiventa Marco e ci parla della compassione. A quel punto tenetevi pronti, lo fa subito prima di strapparvi il cuore».

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