Il Grande Gatsby, Bon Iver, il pop anni ’80: guida alle fonti di ispirazione di Taylor Swift | Rolling Stone Italia
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Il Grande Gatsby, Bon Iver, il pop anni ’80: guida alle fonti di ispirazione di Taylor Swift

Dalle citazioni letterarie alle collaborazioni coi National, ‘Evermore’ mostra una Taylor Swift diversa, influenzata fra le altre cose da Emily Dickinson e dalla tradizione delle murder ballads

Taylor Swift

Foto: Beth Garrabrant

Evermore, la “sorella” di Folklore, come lo definisce Taylor Swift, è uscito da pochi giorni. I due dischi sono basati sullo stesso sound ispirato a folk e indie, ma in Evermore Swift si avventura su una strada parzialmente diversa, spaziando da storie country di mariti traditori a meraviglie dance-pop.

In più, la collaborazione di Swift con i musicisti dei National – Aaron e Bryce Dessner, e questa volta anche il cantante Matt Berninger –, oltre a Justin Vernon dei Bon Iver, le permette di usare l’approccio di quelle band ancora più che in Folklore.

Dal punto di vista dei testi, Swift continua il suo tributo all’arte dello storytelling attingendo a diverse fonti letterarie, citando e omaggiando sia il Grande Gatsby che Emily Dickinson. Ecco che cosa l’ha ispirata.

1Le murder ballads del country

Sono anni ormai che Swift cerca qualcosa di meglio della vendetta e per la collaborazione con le Haim No Body, No Crime è tornata alle radici country. Nella tradizione di Goodbye Earl delle Chicks e  diBefore He Cheats di Carrie Underwood, Taylor e le sorelle Haim realizzano che le azioni sono più forti di qualsiasi parola. E così, quando scoprono il tradimento del marito della protagonista Este, decidono che proprio come Earl quell’uomo merita di morire. 
Esattamente come nel classico delle Chicks, anche qui serve un buon amico per portare a termine il lavoro. Este scompare e il narratore decide di liberarsi del traditore e incastrare l’amante. Il brano è stato ufficialmente approvato dalle Chicks, che hanno scritto su Twitter: “Sisters before misters”.

2Il pop anni ’80

Uno degli elementi più sorprendenti di Folklore ed Evermore è l’influenza del pop sognante degli anni ’80. Se canzoni pubblicate in luglio come August e Mirrorball ricordano i Cocteau Twins, i brani di Evermore come Gold Rush e Long Story Short sono puro synth pop in stile primi anni 2000, lo-fi revival alla Chromatics. Gold Rush, in particolare, è basata su sintetizzatori ambient e un beat trascinante, nello stesso stile della cover di I’m on Fire di Springsteen registrata dai Chromatics.

3Il Grande Gatsby

Approfondendo gli spunti letterari di Folkore, in cui Swift cita Fiesta (Il sole sorgerà ancora) di Hemingway, in Evermore la cantante accenna per due volte al Grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. In Happiness, la protagonista dice della nuova moglie del suo ex amante: “Spero che sia ancora una bella piccola stupida”. È la stessa frase che Daisy pronuncia nel romanzo, in cui era intesa come un augurio alla figlia, la speranza che ignori i drammi del mondo. Swift la trasforma in un complimento ambiguo. Più avanti nel pezzo, allude a un’altra frase di Fitzgerald: “Tutto quello che vuoi da me adesso è la luce verde del perdono”.

4Emily Dickinson

Evermore non è tanti indizi segreti e citazioni quanti Taylor Swift usa mettere nei suoi dischi, a parte un riferimento all’autrice e poetessa Emily Dickinson. Gli swifties più attenti hanno subito notato che il disco è stato annunciato nel giorno del compleanno di Dickinson, e hanno trovato anche una citazione della poesia Ho una sorella nella nostra casa: “From out the wide night’s numbers — Sue — forevermore!” (“Tra le innumerevoli della notte immensa, Sue, ancora e per sempre!”). Non conosciamo ancora il significato di questi riferimenti, ma di sicuro contribuiscono alla mistica letteraria di Evermore.

5Bon Iver

Questo è un riferimento ovvio: Justin Vernon ha collaborato sia a questo disco che a Folklore. Questa volta, però, la cantante va ancora più a fondo nel folk industrial tipico dei Bon Iver. In Closure, Swift canta su delle drum machine che sarebbe state perfette per 22, A Million, e la sua voce viene filtrata con gli stessi effetti usati da Vernon. È uno dei brani più coraggiosi del disco e dimostra quanto Swift sia un’esperta del repertorio dei Bon Iver.

6I National

Swift si è sempre definita una fan dei National e qui non fa nulla per nasconderlo. Lavorando fianco a fianco con Aaron Dessner sia in Folklore che in Evermore, nel secondo ha addirittura coinvolto il cantante Matt Berninger per un duetto in Coney Island. L’influenza della band è evidente in realtà un po’ in tutto l’LP: nelle chitarre di ’Tis the Damn Season che sembrano arrivare direttamente da Trouble Will Find Me, o nei beat trip hop di Long Story Short, perfetti per i suoni di Sleep Well Beast.

7Lana Del Rey

Lana Del Rey non ha di certo inventato il goth folk, ma ne è l’interprete più popolare. La sua fascinazione per l’iconografia vintage americana e per tutti i sogni che l’accompagnano è sempre stato un elemento centrale della sua musica. In passato Swift ha pubblicato vari brani influenzati da Del Rey – soprattutto Wildest Dreams, il singolo tratto da 1989 – ma Cowboy Like Me è un po’ Ride, un po’ Norman Fucking Rockwell!, grazie all’immaginario da Vecchio West e alla storia di due vagabondi che prima cercano un piano per diventare ricchi il più velocemente possibile, poi si innamorano.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.