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Il Flow Festival è la fuga ideale per l’estate

Dal 12 al 14 agosto, ad Helsinki, torna uno dei festival europei più interessanti con Gorillaz, Florence + The Machine e Nick Cave & The Bad Seeds

Foto: Press

Sembra quasi irreale poter finalmente tornare ad un’estate colma di festival in giro per l’Italia e l’Europa e risentire il brivido di controllare le line up delle varie manifestazioni per scegliere la propria destinazione. Un festival è un’esperienza, nel senso più ampio del termine, una viaggio tra musica e persone, tra condivisione e aggregazione, qualcosa che ci è mancato incredibilmente in questo biennio. Noi, per quest’estate, ci siamo fatti un po’ di ricerca e alla fine abbiamo optato per un viaggetto al Mare del Nord, direzione Finlandia, per il Flow Festival.

Noi al Flow Festival ci eravamo stati nella sua ultima edizione, in quella spensierata estate del 2019 che mai avremmo pensato sarebbe diventata un lontano ricordo di felicità. Per quell’occasione non ci eravamo fatti mancare niente, dall’esperienza del festival ai consigli dei local per le saune, dai concerti bellissimi che non ci fu mai occasione di vedere in Italia ai drink al gin in lattina che ci avevano riportato subito ad un’adolescenza forsennata. Già pensavamo di tornarci nel 2020, ma sapete come è andata.

«Non abbiamo mai pensato che non saremmo riusciti a ripartire», ci spiega Tuomas Kallio, direttore creativo del Flow Festival, «ma questi due anni sono stati molto difficili. Abbiamo dovuto ripensare i nostri obiettivi e rinnovare il nostro modo di lavorare. Questo però ci ha permesso di lanciare nuovi progetti, come Flow School, creato in collaborazione con City of Helsinki, per insegnare ai più giovani come lavorare nel campo della produzione di eventi, dal marketing al booking». Una delle sfide più complesse di questa ripartenza, infatti, è stata propria quella di riuscire a trovare i lavoratori adeguati per il festival visto che molti di loro, in questo periodo, hanno dovuto cambiare lavoro per sopravvivere. Senza considerare l’aumento dei costi legati ai trasporti, alla sicurezza e tutti i rischi legati alla possibilità di aver musicisti che, all’ultimo minuto, potrebbero annullare la loro presenza a causa covid.

«La cosa importante rimane quella di portare chi parteciperà all’interno dell’esperienza Flow. Il festival è studiato così nei minimi particolari che fino ad ora non ho trovato niente di simile in giro», continua Kallio. E noi gli crediamo visto che l’ultima volta eravamo rimasti affascinati da un particolare minuscolo ma prezioso: attorno alle aree bar erano state posizionate delle piccole isole di erbe e gusti pensate per insaporire, a piacere, il proprio cocktail. Una cosa minuscola che mostra un pensiero e un’attenzione fuori dal comune, in pieno stile finlandese.

Parliamo comunque di un festival – il primo al mondo carbon-neutral – in cui la musica domina con dieci palchi (ognuno con la propria personalità estetica, tra cui l’iconico Baloon 360°, un palco circolare sormontato da un pallone aerostatico), un’attenta sezione food composta da 40 ristoranti attenti alla sostenibilità (di cui ogni menù contiene almeno una proposta vegana) e una capacità totale di massimo 30 mila persone al giorno pensata per garantire i giusti spazi per tutti i partecipanti ed evitare qualsiasi tipo di difficoltà e affollamento.

Per noi che aspettavamo il ritorno del Flow Festival da tre anni, saper di poter tornare nell’educazione e nella gentilezza finlandese a vederci performance che si prospettano incredibile come quelle di Gorillaz, Florence + The Machine, Nick Cave & The Bad Seeds.

L’appuntamento è dal 12 al 14 agosto, ad Helsinki. I biglietti del festival sono acquistabili a questo link.

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