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I grandi duetti di Ozzy Osbourne, da Lemmy a Post Malone

Il cantante dei Black Sabbath ha appena pubblicato ‘Ordinary Man’ con Elton John. Non è la prima volta che unisce le forze con altri cantanti in carne e ossa e… pezza

Ozzy Osbourne e Lita Ford

Foto: Paul Natkin / Getty Images (2)

Ozzy Osbourne è il pazzo metallaro per antonomasia, ma sotto sotto è un cantante vecchio stile e la title track del suo nuovo album, il duetto nostalgico e agrodolce con Elton John Ordinary Man, non è che l’ultima delle sue ballate, una forma con cui si confronta almeno dai tempi di Changes dei Black Sabbath. Osbourne si è anche cimentato con un altro format tipicamente pop: il duetto. Eccone cinque, da quello con Lita Ford e quello con… Miss Piggy.

“Close My Eyes Forever” con Lita Ford (1988)

Cazzeggiando in sala d’incisione, Ozzy abbozza una delle sue power ballad di maggior successo. Scritta e interpretata con Lita Ford (la cui manager all’epoca era la moglie di Ozzy, Sharon) Close My Eyes Forever finirà nel terzo album solista della rocker, Lita. In un’intervista con Esquire, Ozzy ricorda di averle detto: “Sai una cosa, Rita? Puoi tenerti la canzone”. Osbourne appare anche nel video, dove lui e Ford hanno curiosamente un taglio di capelli simile. Il video diventa un caposaldo di MTV e mostra il lato tenero del Principe delle Tenebre.

“I Ain’t No Nice Guy” con i Motörhead (1992)

L’amicizia tra Ozzy e Lemmy Kilmister, praticamente una bromance, risale al periodo precedente i Motörhead, quando gli Hawkwind, il gruppo space rock in cui Lemmy suona il basso, dividono la sala prove con i Black Sabbath. In seguito, i Motörhead vanno in tour con Ozzy, i due si scambiano memorabilia risalenti alla Seconda guerra mondiale e finiscono per scrivere assieme. Kilmister è l’autore dei testi di quattro pezzi di No More Tears, l’album di Ozzy del 1991, compreso quel Mama, I’m Coming Home che vincerà un Grammy. L’anno dopo, i due si ritrovano a cantare assieme I Ain’t No Nice Guy, un duetto in stile outlaw country contenuto nel disco dei Motörhead March ör Die. La canzone inizia con l’umorismo inglese di Kilmister (“Da ragazzo, ero la persona più piacevole che conoscessi”) per poi diventare più seria e sentita quando Ozzy dice che “dopotutto, neanch’io sono un bravo ragazzo” su una base di chitarra acustica, pianoforte e, quando il pezzo prende corpo, un assolo di Slash. Né lo star power, né l’eco di No More Tears sono sufficienti: March ör Die è un flop. Resterà per molti anni l’ultimo disco dei Motörhead pubblicato da una major.

“Take What You Want” con Post Malone (2019)

No, il 2019 non è stato l’anno di Ozzy. Il cantante deve passare una buona parte dell’anno girando il mondo col suo ultimo tour, ma finisce al pronto soccorso dopo una brutta caduta. È costretto a rimandare i concerti ed rimane a letto per mesi. La figlia Kelly gli risolleva lo spirito chiedendogli se vuole duettare con Post Malone. Pur non conoscendo il rapper, Ozzy dice di sì e i due pubblicano la tetra e poppissima (e perfettamente in stile Ozzy) Take What You Want. A quel punto il produttore Andrew Watt chiede a Ozzy se ha voglia di registrare qualche altra canzone, lui dice di sì e il risultato è l’album Ordinary Man in uscita il 21 febbraio. Il disco contiene varie collaborazioni tra cui il duetto con Elton John, la partecipazione di Slash e Tom Morello, la sezione ritmica formata da Duff McKagan dei Guns N’ Roses e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Take What You Want è particolarmente degna di nota perché è la canzone che riporta Ozzy su un palco. Accade alla fine del 2019, quando Osbourne appare al concerto di Post Malone al Forum di Inglewood, California. I due eseguono il duetto anche agli American Music Awards. Il messaggio è chiaro: Ozzy è tornato.

“Shake Your Head, Let’s Go to Bed” con Was (Not Was), Madonna e Kim Basinger (1983)

Prima di diventare il produttore di riferimento dei Rolling Stones e capo dell’etichetta Blue Note, Don Was fa parte del gruppo di avant-garde pop Was (Not Was), noto soprattutto per esperimenti come Dad, I’m in Hail e per l’orecchiabile Walk the Dinosaur. Alla fine del 1982 la band piazza nel secondo disco Born to Laugh at Tornadoes un gran colpo: Ozzy e Madonna nella stessa canzone. Lui è già famoso e sta per pubblicare l’album Bark at the Moon, lei è sconosciuta e ha il compito di registrare la traccia vocale guida per il pezzo dance pop (che, testo a parte, suona come una canzone di Madonna). Nella versione definitiva, il gruppo sostituisce la linea vocale di Madonna, ma l’originale è finito su internet in varie versioni remixate. La band ha reso le cose ancora più strane pubblicando un nuova versione del pezzo con la voce di Ozzy affiancata a quella dell’attrice Kim Basinger.

“Born to Be Wild” con Miss Piggy (1994)

Di tutte le personalità di Ozzy, quella a metà fra l’assurdo e il ridicolo è la più sottovalutata. Nel 1994 rifà Born to Be Wild degli Steppenwolf con Missy Piggy per Kermit Unpigged, un disco di cover a cui partecipano Jimmy Buffett, Linda Ronstadt e Don Henley. Ozzy canta il pezzo, mentre Miss Piggy s’inserisce con i suoi “Uh huh!” e “That’s beautiful!” un po’ come Diddy in una canzone di Notorious B.I.G. Per rendere il tutto ancora più surreale, Piggy piazza un urletto quasi da orgasmo “Oh, Ozzy, yes! Yes! Yes!”.

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