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I dischi da ascoltare a ottobre

L'album all-star dei Gorillaz, il ritorno di Springsteen con la E Street Band, il debutto solista di Bianconi, il meglio del rap italiano messo assieme da Machete: ecco la colonna sonora dei prossimi 30 giorni

Gorillaz

Bruce Springsteen torna con la E Street Band, Matt Berninger pubblica il suo primo disco solista, Róisín Murphy ci fa ballare (anche se a casa), i Gorillaz fanno il punto sulla prima “stagione” del progetto Song Machine, Jeff Tweedy trova conforto nel folk, Machete mette insieme il meglio del rap italiano. Poi l’elettronica sperimentale degli Autechre, il disco dedicato alle radio anni ’70 di Oneohtrix Point Never, il debutto solista di Francesco Bianconi e il ritorno di Samuele Bersani. Ecco i dischi da ascoltare nelle prossime settimane.

“Shiver” Jónsi (2 ottobre)

Il frontman dei Sigur Rós torna, a un decennio di distanza dal debutto solista Go, con un disco che promette di «allargare i limiti del suo suono» e con diversi ospiti interessanti, tra cui il fondatore dell’etichetta PC Music (qui nel ruolo di produttore) A.G. Cook – ve ne abbiamo parlato qui –, Robyn e Liz Fraser dei Cocteau Twins. «Sono trent’anni che faccio questo lavoro», ha detto Jonsi, «mi stufo in fretta di ogni cosa, per questo ho cercato un approccio diverso».

“Cinema Samuele” Samuele Bersani (2 ottobre)

Samuele Bersani torna con un disco e la promessa di portarci a vedere il cinema nella sua testa, «con la luce della luna e l’ombra del Nettuno, a raccontare la vita come fosse una canzone». Il cantautore ha svelato tracklist e copertina, in cui vediamo la sua sagoma riempita da case, finestre e ombre. È già uscito il primo singolo, Harakiri, «il ritratto di un uomo che dal suo abisso riesce sorprendentemente a risalire».

“Bloody Vinyl 3” Slait, tha Supreme, Low Kidd, Young Miles (2 ottobre)

Dopo la solita campagna pubblicitaria fatta di indizi e rimandi misteriosi, Machete ha rivelato il suo prossimo progetto discografico: è Bloody Vinyl 3, nuovo mixtape firmato da Slait, tha Supreme, Low Kidd e Young Miles. Insieme a loro il meglio della scena rap italiana – da Salmo a Gué, fino a Fibra, Jake La Furia, Lazza, Massimo Pericolo – e le nuove leve Rosa Chemical, Mara Sattei e Madame.

“CMFT” Corey Taylor (2 ottobre)

Il debutto solista di Corey Taylor, frontman di Slipknot e Stone Sour, ha un titolo incredibile (CMFT sta per Corey Mother Fucking Taylor), più di un singolo interessante, un video pieno di ragazze mangiafuoco e stelle dell’hard rock (Lars Ulrich, Marilyn Manson, Rob Halford e altri) e canzoni libere e senza limiti che attraversano hard rock, punk e classic rock.

“Róisín Machine” Róisín Murphy (2 ottobre)

«Questa musica viene dalla disco, dalla proto house, dal goth, dai Throbbing Gristle, dai Cabaret Voltaire e da Donna Summer», ha detto la cantante in un’intervista con il New York Times. «È un mix che si trasforma in qualcosa che ha a che fare con l’individualismo e la libertà. Ne abbiamo bisogno». Abbiamo già ascoltato il singolo Something More.

“As Long As You Are” Future Islands (9 ottobre)

As Long As You Are parlerà di passato e futuro, vecchi fantasmi e nuove speranze. Il nuovo album dei Future Islands è stato presentato come una raccolta di canzoni che «lascia guarire le vecchie ferite e chiude capitoli dolorosi». Il primo singolo è Thrill, un bel pezzo electro pop dedicato all’isolamento, alla paura e «a tutte le cose di cui non riusciamo a parlare».

“Carla Bruni” Carla Bruni (9 ottobre)

A sette anni dall’ultimo album di inediti, Carla Bruni torna con un disco omonimo e il primo duetto con la sorella Valeria Bruni Tedeschi. Registrato insieme al produttore Albin de la Simone, conterrà canzoni in francese, spagnolo, inglese e italiano. Sono già disponibili tre singoli: Quelque chose, Un grand amour e Le petit guépard.

“Serpentine Prison” Matt Berninger (16 ottobre)

Dopo film, dischi, il Cyrano a teatro con Peter Dinklage, Matt Berninger è finalmente pronto al debutto da solista. Il disco si chiama Serpentine Prison – il titolo è un riferimento a un sacco di cose diverse: le tubature dalle parti dell’aeroporto di Los Angeles, il Serpentine Wall di Cincinnati, i bus che portano le band in tour – e sarà un album intimo e malinconico. Il frontman dei National ce l’ha raccontato in questa intervista.

“Sign” Autechre (16 ottobre)

Qualche mese fa, durante una chat con i fan, gli Autechre hanno svelato di avere un hard disk con «circa 750 ore di materiale live completo al 99%, che verrà pubblicato presto». E non finisce qui, perché il duo di elettronica sperimentale ha nascosto nel cassetto ben due album inediti: il primo, intitolato Sign, uscirà per Warp il 16 ottobre. Purtroppo, oltre alla solita tracklist “in codice” e alla copertina minimale, non si sa ancora molto. Non resta che aspettare.

“Sundowner” Kevin Morby (16 ottobre)

Il nuovo disco di Kevin Morby è stato registrato in isolamento, utilizzando solo ed esclusivamente un registratore a quattro piste che ha definito il suo “partner di scrittura”. «Ho lavorato sempre con le cuffie, lasciando che la mia voce e la chitarra passassero attraverso la macchina», ha detto. «Mi sembrava che il nastro fosse abitato da una versione diversa di me stesso. Ero rapito dalla magia del quattro piste, non solo in quanto macchina da registrazione, ma soprattutto come strumento». Possiamo già ascoltare il singolo Campfire.

“Fake It Flowers” Beabadoobee (16 ottobre)

Beabadoobee ha iniziato a suonare per caso, con una chitarra regalatale dal padre. Poi, dopo un singolo di successo, diversi EP e una canzone intitolata “vorrei essere Stephen Malkmus”, è diventata la regina a sorpresa del revival del rock alternativo anni ’90. Ora è pronta a pubblicare il disco d’esordio. Si intitola Fake It Flowers ed è stato anticipato da un singolo, Care, «una canzone in stile fine anni ’90, in cui mi arrabbio con la società e con le persone che mi circondano perché penso che non importi di me». Abbiamo raccontato la sua storia in questo articolo

“Forever” Francesco Bianconi (16 ottobre)

Il debutto da solista del leader dei Baustelle sarà un disco minimale, puro, ispirato a Desert Shore di Nico e «a certi altri dischi caratterizzati dal fatto che a dominare la scena fossero pochi elementi». È stato anticipato dai singoli Il Bene e L’abisso, e da Storie inventate, una rubrica di cover che trovate in anteprima tutte le settimane su Rolling Stone (qui l’ultimo episodio). In più, il disco è pieno di ospiti di livello: Rufus Wainwright, Eleanor Friedberger, Kazu Makino, Hindi Zahra.

“Mentre nessuno guarda” Mecna (16 ottobre)

A meno di un anno da Neverland, Mecna torna con un altro disco da solista, questa volta prodotto dai collaboratori storici Lvnar e Alessandro Cianci. Si intitola Mentre nessuno guarda, ed è stato anticipato da un cortometraggio di Enea Colombi che contiene frammenti delle canzoni del disco e ne anticipa tematiche e immaginario: strade vuote, storie d’amore, solitudine.

“S16” Woodkid (16 ottobre)

A sette anni dall’esordio The Golden Age, il musicista, regista e graphic designer francese torna con un nuovo album. Si intitola S16 (il numero atomico dello zolfo) e, come spiega il comunicato di presentazione, cercherà di rispondere a due domande: di cosa è fatto il nostro corpo? Dov’è il limite tra realtà e finzione? Possiamo già ascoltare il primo singolo Goliath.

“Letter to You” Bruce Springsteen (23 ottobre)

Nel nuovo album Letter to You Bruce Springsteen guarda in faccia i fantasmi degli amici scomparsi, rimette assieme la E Street Band e torna a un suono che evitava da decenni. In scaletta ci sono nove pezzi e tre canzoni degli anni ’70 mai pubblicate ufficialmente: «Volevo rivisitare il classico suono della band con canzoni nuove», ha detto il Boss.

“Love Is the King” Jeff Tweedy (23 ottobre)

Durante il lockdown Jeff Tweedy ha trovato conforto scrivendo canzoni country. «Le forme musicali del folk e del country mi aiutano a tenere il mondo fuori dalla porta, a fare scorta delle mie fortune e riempire la mia vita d’amore», ha detto. Alla fine le canzoni erano abbastanza per un disco, che si intitola Love Is the King e parlerà di speranza e paura. Possiamo già ascoltare due brani, la title track e Guess Again.

“Maya” John Frusciante (23 ottobre)

Il nuovo album di John Frusciante si chiama come il suo gatto recentemente scomparso e non suona per niente come i Red Hot Chili Peppers, dove è tornato a suonare lo scorso dicembre. Maya è un disco strumentale di musica elettronica, influenzato da hardcore, jungle e dal suono degli anni ’90. «Quando sono da solo non mi viene da cantare o scrivere testi. Mi piace maneggiare macchine e computer», ha detto.

“songs/instrumentals” Adrianne Lenker (23 ottobre)

«Queste canzoni mi hanno aiutato a guarire, e spero che possano esservi amiche», ha detto Adrianne Lenker dei Big Thief del suo nuovo progetto solista. Si intitola songs / instrumentals ed è diviso in due parti: da una parte i brani composti ad aprile, dopo l’interruzione del tour della band causa pandemia, dall’altra delle improvvisazioni strumentali alla chitarra. Abbiamo già ascoltato anything, una ballata quieta e misteriosa, semplice e commovente.

“Song Machine Season One: Strange Timez” Gorillaz (23 ottobre)

Dopo aver pubblicato una lunga serie di singoli, il progetto Song Machine dei Gorillaz diventerà finalmente un album vero e proprio, che verrà presentato con la prima performance dal vivo del gruppo in oltre due anni (trovate qui tutte le info). In scaletta c’è la solita camionata di ospiti: Robert Smith dei Cure, Peter Hook, Schoolboy Q, Elton John, Beck, St. Vincent, Joan as Police Woman, Unknown Mortal Orchestra, Jpegmafia, Chai e molti altri ancora.

“La violenza della luce” Gianluca De Rubertis (23 ottobre)

Il terzo album solista di Gianluca De Rubertis (Il Genio) è un «concept senza concetto». In bilico tra cantautorato sperimentale e tentazioni pop, il disco parlerà di buio, di come riscoprire la luce e «dello stupore che deriva dalla presa di coscienza dell’orrore che si prova per sé stessi». Il primo singolo si intitola Pantelleria.

“Earth to Dora” Eels (30 ottobre)

«Spero che ascoltare canzoni che parlano di cose che sogniamo di tornare a fare possano darvi un qualche tipo di conforto», ha detto Mark Oliver Everett di Earth to Dora, il nuovo album degli Eels. Il tredicesimo disco della band è stato scritto prima della pandemia e registrato a Los Feliz, in California. Il primo singolo, Are We Alright Again, è l’unica canzone scritta durante i primi giorni di isolamento: «è un sogno a occhi aperti di cui avevo disperatamente bisogno».

“Hey Clockface” Elvis Costello (30 ottobre)

Come Bruce Springsteen, anche Elvis Costello ha deciso di registrare il suo nuovo album Hey Clockface dal vivo e in pochissimo tempo. L’obiettivo era trovare un suono vivace, che funzionasse sia nelle canzoni più agitate che in quelle più intime. Per riuscirci, Costello si è rinchiuso nel vocal booth e ha diretto la band da lì, senza parlare. «Quasi tutto quello che hanno suonato i musicisti è una reazione spontanea a quello che cantavo», ha detto. «Ho sempre sognato di registrare così a Parigi, un giorno».

“Magic Oneohtrix Point Never” Oneohtrix Point Never (30 ottobre)

Il nuovo album di Oneohtrix Point Never è un omaggio alle vecchie radio anni ’70, alle stazioni easy listening e alla «logica della programmazione quotidiana, con la musica che inizia al mattino e finisce a notte fonda». Ascoltando i primi singoli Auto & Allo e Long Road Home (in collaborazione con Caroline Polacheck), sembra che Magic sarà un disco barocco, con una certa tendenza al pop e ricco di atmosfere luminose.

“Facile” Boosta (30 ottobre)

Il nuovo album solista di Boosta dei Subsonica sarà strumentale, interamente dedicato al pianoforte e all’elettronica. Il tastierista l’ha presentato come «un discorso profondo in un disco semplice», scritto per «permettere alla gente di trovare nella musica uno spazio per tornare in se stessa». Per il momento non è stato pubblicato alcun singolo.

“The Raging Wrath of the Easter Bunny Demo” Mr. Bungle (30 ottobre)

Il disco del ritorno dei Mr. Bungle, il gruppo ferocissimo di Mike Patton con Trevor Dunn e Trey Spruance, per l’occasione anche con Scott Ian e Dave Lombardo, è la riregistrazione di un vecchio demo di metà anni ’80, con l’aggiunta di un paio di cover. Patton dice che farlo è stato uno sballo e ci crediamo. Per ora si sono ascoltate Eracist e Raping Your Mind.