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I dischi da ascoltare a luglio

Sarà il mese di 'Happier Than Ever' di Billie Eilish, ma pure dei Foo Fighters in versione Bee Gees, degli inediti di Prince, del ritorno del figlio di Dylan, del disco combat di Yola e (forse) di Lana Del Rey

Foto: Kelia Anne MacCluskey

“Utopian Ashes” Bobby Gillespie & Jehnny Beth (2 luglio)

Lui è il leader dei Primal Scream, lei la cantante delle Savages. Insieme hanno scritto un album particolare, un concept country-soul su una coppia in crisi, che parla d’amore, rabbia e delle nostre fragilità. Ce l’hanno raccontato in un’intervista.

“Pink Noise” Laura Mvula (2 luglio)

A cinque anni dal suo ultimo album, Laura Mvula torna con «il disco che ho sempre voluto registrare», un album che parla di identità ed è interamente ispirato alle atmosfere e ai suoni degli anni ’80. «Ho assorbito il dinamismo e l’estetica di quel periodo dai primi momenti che ho passato su questo pianeta».

“Danzə” AA. VV. (2 luglio)

Danzə è un esperimento, una compilation che prova a raccontare la neonata scena hyperpop italiana. All’interno ci sono 13 brani e 22 tra artisti e produttori, c’è il mondo di Soundcloud e quello delle live su Twitch, il bubblegum pop e l’emo-metal. Da ascoltare se si amano PC Music e SOPHIE.

“Blue Banisters” Lana Del Rey (4 luglio)

A meno di quattro mesi di Chemtrails Over the Country Club, Lana Del Rey potrebbe tornare con un nuovo album, Blue Banisters. Usiamo il condizionale perché non c’è niente di confermato, e uno slittamento non sarebbe una novità per la cantante. Ne abbiamo parlato qui.

“Exit Wounds” The Wallflowers (9 luglio)

È il ritorno della band di Jakob Dylan – il figlio di Bob Dylan – a dieci anni dall’ultima volta e con una line-up molto rinnovata. «I Wallflowers sono il lavoro di una vita», ha detto. «Sono sempre stati un modo per registrare grandi dischi rock». Bringing Down the Horse lo era. Lo sarà anche questo?

“Space Jam: A New Legacy” AA. VV. (9 luglio)

È la colonna sonora del nuovo Space Jam, quello con LeBron James al posto di Michael Jordan, e in scaletta ci sono un sacco di grossi nomi del pop e del rap americano: Lil Baby, Chance the Rapper, John Legend, Lil Uzi Vert, Brockhampton, Leon Bridges.

“It Won’t Always Be Like This” Inhaler (9 luglio)


È il disco di debutto della band del figlio di Bono, Elijah Hewson. Vengono dalla scena britannica, ma non aspettatevi post punk o esperimenti vari: gli Inhaler suonano un pop-rock classico. «I testi ruotano attorno al bisogno di trovare energia positiva che si ha soprattutto in quella fase in cui non si è più teenager, ma non si è ancora adulti. I brani che abbiamo scritto dopo il Covid riflettono ancora di più tutto questo e la nostra voglia di infondere speranza e ottimismo», ci hanno raccontato.

“Milano Soprano” Don Joe (9 luglio)

Come da titolo, con Milano Soprano Don Joe vuole celebrare la città in cui è nato e dove ha costruito la sua carriera. Per farlo si è circondato di collaboratori, un mix di nuove promesse e giganti della scena, tra cui Coma_Cose, Emis Killa, Ernia, Guè Pequeno, J-Ax, Jake La Furia, Massimo Pericolo, Myss Keta, Marracash.

“Vince Staples” Vince Staples (9 luglio)

«Mi sembra di cercare di raccontare sempre la stessa storia. Mentre la vita va avanti, il tuo punto di vista sulle cose cambia. Questo disco è un altro tentativo di raccontare me stesso, qualcosa che non avrei potuto fare prima», ha detto il rapper di Compton del suo nuovo album. Il primo singolo, Law of Averages, è essenziale, gelido, pieno di vuoti.

“Sling” Clairo (16 luglio)

In attesa del nuovo di Lorde, ecco il secondo album di una delle voci di Solar Power, Clairo. Si tratta di musica folk delicata e romantica, prodotta dal solito Jack Antonoff. «L’ho scritto per affrontare il tema della maternità e capirne il significato», ha detto.

“Pop Smoke” Pop Smoke (16 luglio)

È il secondo album postumo della stella della scena drill di Brooklyn. Al momento sappiamo pochissimo: il disco avrà 17 brani ed è stato presentato con un piccolo trailer. Vedremo se replicherà l’enorme successo commerciale del precedente Shoot For The Stars Aim For The Moon.

“Welcome to the Madhouse” Tones and I (16 luglio)

È il disco di debutto di Tones and I, quella della mega-hit Dance Monkey. «L’album riflette il mutamento continuo delle mie emozioni», ha detto. «Alcune canzoni sono state scritte prima di Dance Monkey, quando non sapevo se il busking facesse per me».

“Drama” Rodrigo Amarante (16 luglio)

Tutti conoscono Rodrigo Amarante per la splendida sigla di Narcos, ma sottovalutarlo sarebbe un errore. Il musicista ha scritto tanta musica interessante oltre a Tuyo e il suo nuovo album potrebbe essere una bella sorpresa. «È rilassante abbandonare l’illusione della verosimiglianza, accogliere la confusione e la contraddizione di quello con cui lavoro, storie e ricordi. Questo è il suono di Drama».

“May The Circle Remain Unbroken: A Tribute to Roky Erickson” AA.VV. (16 luglio)

Un tributo all-star vecchia maniera, ammucchiata di piccole stelle e nomi di culto per rendere omaggio all’arte di Roky Erickson (13th Floor Elevators). Qualche nome: Lucinda Williams, Billy Gibbons, Black Angels, Margo Price, Mosshart Sexton (ovvero Alison Mosshart e Charlie Sexton, già chitarrista di Dylan), Neko Case, Mark Lanegan, Jeff Tweedy, Gary Clark Jr.

“Hail Satin” Dee Gees (17 luglio)

Uscirà per il Record Store Day questo vinile in cui i Foo Fighters si improvvisano per metà cover band dei Bee Gees (You Should Be Dancing, Night Fever, Tragedy, More Than a Woman, Shadow Dancing) e per metà rifanno dal vivo in studio canzoni dell’ultimo Medicine at Midnight.

“Yellow” Emma-Jean Thackray (23 luglio)

Emma-Jean Thackray è una compositrice, produttrice, cantante e polistrumentista. Yellow è il suo disco di debutto e si presenta benissimo: un «viaggio psichedelico» ispirato tanto da Sun Ra quanto dai Beach Boys, dal jazz e dal P-funk.

“9th & Walnut” Descendents (23 luglio)

Il ritorno dei vecchi ragazzacci del punk-rock americano arriva al momento giusto, in un periodo di revival per questo tipo di sound. È stato registrato in due fasi dalla formazione originale: nel 2002 e, dopo la morte di Frank Navetta, nel 2020. Ci sono ri-registrazioni di vecchi pezzi e canzoni del periodo 1977-1980 mai pubblicate.

“Gold-Diggers Sound” Leon Bridges (23 luglio)

Il primo album dopo l’EP Texas Sun pubblicato coi Khruangbin prende nome da piccolo complesso a East Hollywood: fuori bruttarello, dentro bellissimo. Bridges ci ha registrato il suo album più R&B. «Voglio sfidare i miei fan», ha detto, «voglio rimanere imprevedibile».

“Downhill from Everywhere” Jackson Browne (23 luglio)

«A volte penso che scrivere canzoni sia un po’ come consultare un oracolo», dice Jackson Browne. A sette anni dall’ultimo album e a 49 dal primo, il cantautore per eccellenza della West Coast cerca di rimanere rilevante in un album in cui canta del tempo che passa e di inclusione. La prima mossa è buona: un video in cui Phoebe Bridges gli mangia il cuore.

“For Free” David Crosby (23 luglio)

Di lui s’è parlato di recente soprattutto per motivi extramusicali: la salute, la crisi economica. Ora torna a parlare la musica con un suono che dai primi estratti sembra classicissimo (produce il figlio James Raymond), la collaborazione di Michael McDonald e Donald Fagen, la cover di Joni Mitchell che dà il titolo al disco.

“Filtri + Nudo” VillaBanks (23 luglio)

«Mi sono reso conto che vivevo attraverso dei filtri e che dovevo necessariamente rimuoverli per avere una visione chiara della mia vita. Filtri è nato proprio dalla consapevolezza, dalla realizzazione dell’esistenza di questi limiti. Con Filtri + Nudo adesso finalmente posso liberarmene».

“Happier Than Ever” Billie Eilish (30 luglio)

Dal secondo album di Billie Eilish non ci si aspetta una svolta, ma uno sguardo più ampio sul mondo e l’evoluzione del linguaggio musicale personale messo a punto col fratello Finneas. Finora si sono ascoltate Lost Cause, Your Power, My Future, Therefore I Am: promette bene. Qui la nostra digital cover con l’intervista a Eilish sull’album.

“Welcome 2 America” Prince (30 luglio)

Una dozzina di brani dagli archivi di Prince, compresa una cover di Stand Up and Be Strong dei Soul Asylum. Nella versione deluxe c’è un Blu-Ray con un concerto al Forum di Los Angeles del 2011.

“Take The Sadness Out of Saturday Night” Bleachers (30 luglio)

Magari non conoscete i Bleachers, ma il nome Jack Antonoff dovrebbe dirvi qualcosa, essendo il produttore di Taylor Swift, Lorde, Lana De Rey, giusto per citare tre grandi nomi. «Dentro ci sono tante canzoni disperate, così mi sono detto: è così che si sente chi viene dal New Jersey, ha la disperazione di chi vuole fuggire, di chi vuole iniziare altrove una vita diversa», ci ha detto in questa intervista.

“Private Space” Durand Jones & The Indications (30 luglio)

Vecchio funk-soul suonato però da un gruppo giovane. «In fondo non voglio altro che la gente chiuda gli occhi e dimentichi tutto. Come accadeva a me sentendo i dischi di Stevie Wonder», ha detto  il cantante.

“Stand for Myself” Yola (30 luglio)

Ci si aspettano grandi cose dal nuovo album di Yola: una grande voce, le radici musicali che affondano nel soul classico, la voglia di affrontare i temi che girano attorno a Black Lives Matter e non solo, la produzione di Dan Auerbach.

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