I dischi da ascoltare a dicembre | Rolling Stone Italia
Home Musica

I dischi da ascoltare a dicembre

I lavori “colti” di Nick Cave e Sigur Rós, le canzoni incise da McCartney in «rockdown», il super album degli Avalanches. E poi, il ritorno al passato di Achille Lauro e il ritorno alla natura di Max Casacci

Paul McCartney

Foto: Mary McCartney/MPL Communications

Dalla «lockdown opera» di Nick Cave al disco di Paul McCartney nato in «rockdown», passando per il 1920 evocato da Achille Lauro, i suoni della natura di Max Casacci e super album degli Avalanches, ecco alcuni fra i dischi che ascolteremo nel mese di dicembre. In attesa di Lana Del Rey, che ha promesso di pubblicare il suo disco di standard entro fine del 2020.

“Tripping with Nils Frahm” Nils Frahm (3 dicembre)

È la colonna sonora dell’omonimo film-concerto, frutto di quattro show registrati nel dicembre 2018 alla Funkhaus di Berlino. Pianoforti, sintetizzatori, Mellotron, organo, tastiere analogiche, senza distinzioni fra strumenti classici ed elettronici, una grande cura per il suono, e niente loop station. «I concerti incentrati sull’uso di loop station sono noiosi».

“Litanies” Nick Cave & Nicholas Lens (4 dicembre)

È la «lockdown opera» di Nick Cave che ha scritto i testi per le musiche del compositore belga Nicholas Lens. «Mi ha chiamato durante il lockdown», ha detto Cave, «e mi ha chiesto di scrivere testi per 12 litanie. Sono stato felice di farlo. La prima cosa che ho fatto dopo aver agganciato è stata cercare “che cos’è una litania?”. Ho imparato che sono suppliche religiose e in quel momento ho capito di aver scritto litanie per tutta la vita».

“Seasonal Shift” Calexico (4 dicembre)

Una specie di album per le feste, ma non come ve lo aspettate. «Volevamo registrare un EP di sei canzoni e abbiamo continuato», ha detto Joey Burns che lo definisce un «seasonal album», una riflessione sul cambiamento contenente cover di Happy Xmas di John Lennon e di Christmas All Over Again di Tom Petty. Fra gli ospiti, Bombino, Gaby Moreno e Nick Urata dei DeVotchKa.

“Royal Albert Hall” Arctic Monkeys (4 dicembre)

Venti canzoni da disco dal vivo registrate all’inizio del tour di Tranquility Base Hotel + Casino. «Il 7 giugno 2018 ci siamo esibiti per uno spettacolo speciale alla Royal Albert Hall di Londra. Tutti i proventi di quella incredibile serata sono stati donati a War Child UK per supportare il lavoro fondamentale che fanno per proteggere, educare e riabilitare bambini che hanno vissuto traumi legati agli orrori della guerra. Per aiutare War Child UK a ridurre il deficit e a continuare il loro incredibile lavoro, siamo felici di pubblicare un live album, registrato quella sera alla Royal Albert Hall. Tutti i proventi andranno in beneficenza».

“Nightmare Vacation” Rico Nasty (4 dicembre)

«Faccio musica per le stronze tristi e sole che vogliono spaccare il culo a tutti e affrontare i propri problemi emotivi», ci ha detto la rapper. In Nightmare Vacation mette assieme hip hop, EDM, rock. L’hanno definito super trap agli steroidi. «Non ho mai condiviso musica altrettanto sincera» dice lei.

“Weird!” Yungblud (4 dicembre)

Inizialmente previsto in novembre e poi rimandato, il secondo album del cantante inglese è pensato come una sorta di colonna sonora della sua graphic novel Weird Times. Nel presentare Yungblud agli ultimi EMA’s, Dave Grohl ha detto che è «una delle ragioni per cui penso che il rock’n’roll non sia morto».

“Odin’s Raven Magic” Sigur Rós (4 dicembre)

Non è il nuovo album di canzoni del gruppo islandese, ma una registrazione risalente al 2004 del progetto per coro e orchestra ispirato a un poema islandese, Odin’s Raven Magic appunto, legato alla saga mitologica dell’Edda.

“1920” Achille Lauro (4 dicembre)

Viene presentato come un side project e allo stesso tempo la chiusura della trilogia iniziata con 1969 (l’album di Rolls Royce) e proseguita con 1990. Registrato dal vivo con orchestra, contiene i tre inediti Piccola Sophie, Pessima e Chicago, cover come My Funny Valentine e Tu vuò fa’ l’americano, riedizioni come Cadillac 1920 e Bvlgari Black Swing. Ospiti Izi & Gemitaiz, Annalisa, Gigi D’Alessio.

“Mood” Nayt (4 dicembre)

«Mood è un viaggio attraverso gli stati d’animo di un ragazzo della mia generazione non più adolescente ma neanche pienamente adulto», ha detto il rapper. «Senza nessuna predica o lezione da impartire, ho cercato di stimolare l’empatia e la curiosità di scoprirsi in quest’era dove essere protagonisti è l’unica cosa che conta e la pressione sociale è arrivata a livelli mai raggiunti prima».

“Venti” Giorgio Canali & Rossofuoco (4 dicembre)

Un doppio album, 20 canzoni pensate come operazione anti-noia durante il lockdown. «Venti è nato durante il Grande Panico Globale del 2020, all’inizio di marzo», dice Canali. «Isolati e confinati nei nostri rispettivi ambienti domestici, rifiutandoci di partecipare alle farse consolatorie dei miniconcerti in streaming e alle balconate pomeridiane, abbiamo iniziato a registrare, ognuno con i propri mezzi, spunti e idee e abbiamo cominciato a scambiarceli. È un album figlio dei nostri tempi disgraziati e delle connessioni internet ad alta velocità».

“Her Dem Amade Me” Artisti Vari (4 dicembre)

Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Giorgio Canali, Pierpaolo Capovilla, Max Collini, Ginevra Di Marco, Lucio Leoni, Tre Allegri Ragazzi Morti, Giovanni Truppi, Margherita Vicario e altri cantano per raccogliere fondi a favore del centro Alan’s Rainbow di Kobane per dotarlo di un ambulatorio pediatrico che sarà intitolato a Lorenzo Orsetti, morto in Siria nel marzo 2019.

“Earthphonia” Max Casacci (11 dicembre)

Un disco, anzi, un’opera sonora realizzata senza strumenti, ma esclusivamente con suoni e rumori della natura, un po’ come fatto con Watermemories. In formato fisico in allegato c’è un libro che espande il concetto, con il coinvolgimento di Mario Tozzi, Stefano Mancuso, Michelangelo Pistoletto, Mariasole Bianco, Carlo Petrini, Vasco Brondi. «La musica non è una scintilla che scaturisce dal nulla», dice Casacci, «è un riflesso di condizionamenti sociali, relazioni, conflitti, incroci, incontri, culture. E questa musica vuole rispondere anche alla sollecitazione delle voci dei più giovani, che si sono recentemente levate nelle piazze. Un attivismo che affronta il tema dell’emergenza climatica in una chiave pragmatica e diretta».

“Covers” James Blake (11 dicembre)

Blake Covers

Con il nuovo EP Covers James Blake chiude un cerchio aperto all’inizio della sua carriera, quando la sua reinterpretazione di Limit To Your Love di Feist conquistava critica e pubblico. Questa volta in scaletta ci sono canzoni come Godspeed di Frank Ocean e The First Time Ever I Saw Your Face di Roberta Flack. Blake ha raccontato che il progetto è nato grazie ai fan che gli chiedevano di suonare per loro tramite Instagram: «mi hanno aiutato a superare il lockdown e a riscoprire molta musica», ha detto.

“Little Bastards” The Kills (11 dicembre)

Kills Bastards

Little Bastards è la raccolta che contiene demo, b-side e brani rari che ripercorrono la carriera dei Kills, tutti rimasterizzati per l’occasione. Il titolo fa riferimento al soprannome della drum machine che ha accompagnato gli inizi del gruppo. Abbiamo già ascoltato la demo inedita di Raise Me e I Put a Spell On You.

“Burn” Foxy Shazam (11 dicembre)

burn foxy shazam

Dopo sei anni di iato, i Foxy Shazam tornano con Burn, un album che a giudicare dai primi singoli pubblicati (The Rose, Dreamer e la title track) è puro revival glam, rock leggero, luminoso e ritmato, pieno di cori. La band l’ha registrato in remoto: «Volevamo fare qualcosa in questo 2020. È stato difficile, ma ci siamo riusciti. Forse non è quello che vi aspettate, ma con i Foxy è sempre così»
.

“Think of Spring” M Ward (11 dicembre)

M. Ward canta Billie Holiday. Si può riassumere così il progetto Think of Spring, la raccolta di cover per chitarra acustica e voce che il cantautore ha registrata su un quattro piste Tascam, sperimentando accordature alternative. «La prima volta che ho sentito Lady in Satin mi trovavo in un mega centro commerciale, da qualche parte a San Francisco», ha detto Ward. «Avevo 20 anni e non sapevo niente dei suoi dischi, o della sua vita. Ad ogni modo il suono della voce mi sembrava una chitarra elettrica, qualcosa dell’altro mondo».

“We Will Always Love You” The Avalanches (11 dicembre)

A quattro anni da Wildflower, gli Avalanches tornano con We Will Always Love You e un parterre di ospiti straordinari, dimensione Gorillaz: Blood Orange, Rivers Cuomo, Tricky, Leon Bridges, Jamie xx, Johnny Marr, gli MGMT, Kurt Vile e altri. Aspettatevi pop raffinato e di classe, r&b romantico, suoni accoglienti e grandi beat. Sullo sfondo un concept che parla «d’amore infinito, di una vibrazione che non muore mai. È un’esplorazione della relazione tra luce, suono e spirito».

“Styles We Paid For” Guided By Voices (11 dicembre)

La vita al tempo della pandemia non ha minimamente scalfito la voglia di suonare dei Guided by Voices, che a dicembre tornano con il terzo disco dell’anno. Il frontman Robert Pollard ha detto che l’idea era registrare un album completamente analogico, ma che l’isolamento li ha costretti a lavorare in remoto e in digitale. Possiamo già ascoltare due singoli: Crash at Lake Placebo, un pezzo conciso con un ritmo ostinato e belle aperture di chitarra, e l’indie rock catchy di Mr Child.

“McCartney III” Paul McCartney (18 dicembre)

«Ogni decennio dovrebbe aprirsi con un disco suonato per intero da Paul McCartney, questo più di ogni altro», abbiamo detto di McCartney III, l’album che continua la tradizione dei dischi “artigianali”, giocosi e casalinghi di Paul. Questa volta siamo di fronte a un album caldo e intimo, scritto da una leggenda della musica che ha approfittato dell’isolamento per scrivere, suonare e produrre ogni singola nota. Qui la recensione.