I Calibro 35 raccontano ‘Scacco al maestro Volume II’ traccia per traccia | Rolling Stone Italia
Home Musica

I Calibro 35 raccontano ‘Scacco al maestro Volume II’ traccia per traccia

La musica da ballo, il sospetto che si fa musica, l'improvvisazione collettiva, gli ospiti Elisa, Roy Paci, Joan Wasser, Alessandro Cortini: ecco com'è andata la seconda sfida fra la band e il Maestro

Calibro 35

Foto: Attilio Marasco

È uscito oggi il secondo volume di Scacco al maestro, l’omaggio dei Calibro 35 a Ennio Morricone e alle sue musiche per il cinema che la band sta portando in tour in giro per l’Italia. Dal sospetto fatto musica di Indagine alla musica da ballo di Allegretto per signora, dalle quattro note di The Hateful Eight all’improvvisazione collettiva di La tarantola dal ventre nero, dall’interpretazione vocale di Elisa alla tromba di Roy Paci, i Calibro raccontano per Rolling il disco traccia per traccia.

1The Ballad of Sacco and Vanzetti feat. Joan As Police Woman

Quando si dice chi ben inizia è a metà dell’opera. Questo brano è tra i più ostici con cui ci siamo mai confrontati sia da un punto di vista emotivo – per la scrittura oltremodo densa, spessa, significativa sia della musica di Morricone sia del testo di Joan Baez – sia da un punto di vista puramente tecnico-musicale, perché il brano è un ottimo esempio del “Morricone che gioca a scacchi in musica” le cui mosse sono spesso imprevedibili. Pensare poi a qualcuno che ne sapesse interpretare la parte vocale con l’eleganza ma anche la potenza comunicativa che Joan As Police Woman è stata in grado di metterci è stata un’ulteriore sfida. Riascoltando adesso il risultato ci vengono i brividi e – anche se forse non dovremmo dirlo noi – la sensazione è quella di aver reso un ottimo omaggio a due giganti della musica.

2Passaggi nel tempo

È un brano scritto per il film Il grande silenzio, un western sui generis ambientato nelle nevi del Nord America. Il film oltre che per il pregevole ruolo da pazzo psicotico di Klaus Kinski, è degno di nota perché ha fornito lo scenario al più celebre The Hateful Eight di Tarantino. Morricone qui fa uso di un’economia tematica talmente estrema che usa sostanzialmente quattro note: Fa, Mi, Sib e La. Ciò nonostante riesce a tenere sospeso e appassionante il discorso fino al suo termine.

3Per un pugno di dollari feat. Roy Paci

Per quanto sia stato un compositore enorme non esiste Morricone senza i musicisti che hanno dato voce alle sue partiture. Se il tema di Per un pugno di dollari rimarrà per sempre nella storia del cinema è sì merito delle note scelte, ma anche della pronuncia che Michele Lacerenza diede durante le registrazioni. Per questo ci voleva un fuoriclasse come Roy Paci con noi ad affrontare questa scalata e guardare questo pezzo meraviglioso dall’alto, sulle spalle di due giganti come Morricone e Lacerenza.

4La tarantola dal ventre nero feat. Alessandro Cortini

Tra le molteplici declinazioni delle musiche di Morricone per il mondo del giallo/nero/thriller italiano c’è anche l’utilizzo delle tecniche di improvvisazione collettiva. Ciò non vuole dire un banalissimo “ognuno fa quello che vuole”, ma un insieme di regole e direzioni date ai musicisti per seguire la dinamica delle immagini del film.

Alessandro l’ho conosciuto più di dieci anni fa durante un tour dei Muse, poco dopo mi sono trasferito a Los Angeles, siamo diventati amici ed era da tanto, troppo, tempo che si diceva di fare qualcosa assieme con Calibro. Affrontare un brano improvvisato che lascia tanto spazio alla creatività di ognuno definendo paletti solidi era un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

5Allegretto per signora

Sempre in territorio giallo – il film Le foto proibite di una signora per bene – troviamo questa musica originariamente diegetica che ci fa capire uno dei modi di affrontare il mestiere da parte di Morricone. Come tutte le musiche “di scena” si sente lo sforzo di non impiegarci troppo tempo e testa e questo abbiamo fatto anche noi: Calibro è un “complesso musicale” e interpretare la musica “da ballo” (seppure di 50 anni fa) è uno dei nostri compiti.

6Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Rappresenta la summa del modello morriconiano applicato a più riprese su film dichiaratamente malavitosi “all’italiana”. La ricetta timbrica proposta al film di Elio Petri è una miscela di strumenti poveri in salsa di accordi minori, costanti e continui su ritmo di tango sottinteso e cubista. Mentre si ascolta questo brano è difficile non guardar fuori dalla finestra e non insospettirsi di chiunque passi per la strada. Sospetto fatto musica.

7Ancora qui feat. Elisa

Fu così che, per il suo Django, Quentin Tarantino riuscì ad avere Morricone a comporre musica originale. Inclusa nella colonna sonora è una classicissima canzone “alla Morricone”, dalla complessa struttura e dalla narrativa molto sviluppata splendidamente eseguita dalla voce di Elisa.

Ne esistono due versioni: una minimale finita nel film (si narra anche fonte di grosso disaccordo tra regista e compositore) e una completamente arrangiata per orchestra pubblicata su disco. Nel dubbio su quale prendere come riferimento abbiamo deciso di farne una versione totalmente nostra/alla Calibro, cercando di far incontrare la scrittura del Maestro con le nostre ricerche musicali.

Quando Elisa ci ha detto che era disposta a cantarla è stata un’enorme soddisfazione e quando abbiamo ricevuto la sua registrazione siamo rimasti a bocca aperta. Il brano è una prova olimpionica per un cantante e la voce di Elisa è riuscita a far quadrare perfettamente il cerchio riuscendo a infondere tutta l’emozione possibile alle note sul pentagramma.

8Una lucertola con la pelle di donna

Brano enigmistico, con cascate di settime maggiori intrecciate verticalmente e orizzontalmente, dove un tema suadente si muove in scansioni dispari o un flauto dalla pelle squamosa non trova requie. Eppure tutto chiama alla sensualità, al desiderio, nascondendo tra la forma tripartita uno strano fatto di sangue. A sangue freddo.

9Milano odia: la polizia non può sparare

Milano odia davvero. I Calibro conoscono bene questo film e per un periodo della loro vita lo portarono in giro per intero, musicandolo seduta stante. Il plot di Umberto Lenzi è senza possibilità di fraintendimento violenza pura, gratuita e tossica. Tomas Milian in anfetamina e più di 14 morti, bambini inclusi. Morricone ha riutilizzato la concatenazione di accordi minori che già in Indagine e in Classe operaia dava il senso di uomini alle prese con un crimine. Furioso e marziale, i Calibro lo interpretano come in possesso di una mannaia a dare il tempo su pelli, tasti e corde.

10Il gatto a nove code

Uno dei groove più infestanti che ci sia, delineato da una linea di basso ossessiva che tiene le fila della narrazione al di sopra della quale sassofono, vibrafono, chitarra e batteria (suonata con le spazzole) punteggiano gli accadimenti. Composto da Morricone per l’omonimo film della trilogia degli animali di un giovane Dario Argento, la musica amplificava perfettamente il senso di inquietudine delle immagini. La nostra versione che ascoltate – con Sebastiano De Gennaro alle percussioni e Beppe Scardino al sassofono – risale alle prove per il nostro concerto al Church of Sound di Londra nel 2018; avevamo provato a registrare nuovamente il brano per il disco, ma non siamo riusciti ad eguagliare la spontaneità e l’interplay che si erano creati durante quella sessione e alla fine abbiamo deciso di pubblicare questa.

11Per qualche dollaro in più feat. Roy Paci

Non si poteva chiudere in modo migliore questo disco. Un brano dall’epicità inarrivabile dove si ha la sensazione di essere a servizio della musica concepita da Morricone in supporto di una lancinante linea di tromba, magistralmente interpretata nuovamente da Roy Paci.