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I 10 suoni che hanno definito la musica degli anni ’10

Dal ritorno del sax ai sussurri ASMR di Billie Eilish, passando per il ‘millennial whoop’ di Katy Perry e il mumble rap di Future, ecco gli effetti sonori che hanno caratterizzato il decennio

Foto nell'illustrazione: Shutterstock

Negli anni ’60, il largo uso di riverberi ed echi contribuì a dare forma al suono del rock psichedelico. Il beat in 4/4 arrivò negli anni ’70 con l’ascesa della disco e negli anni ’80 fu introdotto il sintetizzatore. Ogni decennio ha le sue peculiarità sonore, dalle più rivoluzionarie (come l’Auto-Tune) alle più effimere (come le trombe da stadio).

Gli anni ’10 non fanno eccezione. Ecco 10 suoni che hanno contribuito a definire la musica del decennio. In alcuni casi si tratta di effetti collaterali dello streaming – la mescolanza di generi, l’ascesa dell’hip hop e l’influsso sempre maggiore della musica elettronica. In altri si tratta di indicatori di lungo periodo della strada che la musica ha imboccato. In altri ancora, sono il risultato del lavoro di produttori che hanno voluto farlo strano (l’equivalente sonoro della crosta ripiena di würstel di Pizza Hut). Sarà il tempo a dirci quali di questi suoni rimarranno nel tempo (sperando che il Millennial Whoop non sia tra questi).

10Il sassofono pop

Che cosa sembra: Il nipote spensierato e autoironico di Careless Whisper.

Che cos’è: Dopo vent’anni nei quali era quasi scomparso dalla musica mainstream, il sassofono ha fatto il suo grande ritorno nel 2011 nel crescendo della terza parte di Midnight City di M83, nella baldoria festaiola di T.G.I.F. di Katy Perry e in The Edge of Glory di Lady Gaga. Tra il 2013 e il 2015, il sax l’ha fatta da padrone: in Talk Dirty di Jason Derulo, Problem di Ariana Grande e Worth It delle Fifth Harmony lo troviamo in tutto il suo splendore sopra le righe. Persino Taylor Swift, le cui sonorità radicate nel country non avevano mai previsto il sax, l’ha usato in Shake It Off del 2014 e in False God, uno dei pezzi migliori di Lover.

Chi l’ha usato meglio: Carly Rae Jepsen in Run Away With Me.

9L’anti-ritornello

Che cosa sembra: Un meccanismo che toglie il lavoro ai cantanti.

Che cos’è: Negli anni ’10 è emerso un nuovo tipo di ritornello quasi privo di voci umane che ha rafforzato l’onnipresenza della musica elettronica (e l’imminente estinzione della razza umana). Nelle canzoni con l’anti-ritornello, i cantanti compaiono nell’intro, nelle strofe e nel ponte, ma nel ritornello si fanno gentilmente da parte lasciando spazio a qualcos’altro e intervenendo solo per qualche sporadica improvvisazione o per veloci “oooh” e “aaah”. In qualche hit dei Chainsmokers, come Don’t Let Me Down e Roses, quel qualcosa è un drop EDM in contrasto con il resto della canzone. Nel capolavoro funk-pop di Mark Ronson e Bruno Mars Uptown Funk è la spavalderia degli ottoni. In Wiggle, hit del 2013 di Jason Derulo, è, secondo il produttore Ricky Reed, un flauto giocattolo comprato a Party City.

Chi l’ha usato meglio: Mark Ronson in Uptown Funk.

8Il flauto rap

Che cosa sembra: Ron Burgundy in discoteca.

Che cos’è: Prima del 2010, il flauto era apparso molto raramente nelle canzoni rap, ad esempio in Flute Loop dei Beastie Boys, Motivation di T.I. e Just a Little Bit di 50 Cent, ma negli anni ’10 la sua presenza è diventata normale amministrazione. Lo troviamo in Goldie di A$AP Rocky, Back on Road di Gucci Mane, Get Right Witcha dei Migos, Portland di D.R.A.M. e Drake e molte, molte altre. Nella sua scalata al successo, Lizzo ha sempre portato il flauto con sé, dedicando regolarmente una parte dei suoi concerti a un assolo di flauto.

Chi l’ha usato meglio: I Migos in Get Right Witcha (prodotta da Zaytoven e Murda Beatz).

7Il Millennial Whoop

Che cosa sembra: Se il melisma classico è un Dirty Martini, il Millennial Whoop è una lattina di White Claw.

Che cos’è: Secondo lo scrittore e musicista Patrick Metzger, che ha coniato il termine, il Millennial Whoop è “una sequenza di note che si alterna tra la quinta e la terza di una scala maggiore”. All’inizio era un accessorio di canzoni quali Tik Tok di Kesha e California Gurls di Katy Perry. Con il tempo si è fatto più flessibile, divenendo perfino l’equivalente sonoro di un pianto (come in Habits (Stay High) di Tove Lo e in Ivy di Frank Ocean). A metà degli anni ’10, questo lamento tremolante è diventato così comune che i Lonely Island ne hanno fatto una parodia in una canzone per il loro mockumentary del 2016 Vite da popstar.

Chi l’ha usato meglio: I Lonely Island/Conner4Real in F**k Off.

6Lo snapping del country

Che cosa sembra: Un beat pop con sopra un po’ di twang.

Che cos’è: Chi avrebbe mai detto che la drum machine avrebbe incontrato il country, un genere basato sulla musica “vera”? Eppure negli anni ’10 è accaduto, almeno in parte. Quando gli artisti di Nashville hanno iniziato a sposare le trame elettroniche, alcuni produttori hanno cominciato a usare la drum machine. Le percussioni programmate, che qualcuno chiama “snapping”, scandiscono il ritmo di Body Like a Back Road di Sam Hunt e uniscono gli universi agli antipodi dei Florida Georgia Line e di Bebe Rexha in Meant to Be. Il produttore Joey Moi è stato uno dei principali fautori dello snapping in alcune hit di Chris Lane, Jake Owen e dei Florida Georgia Line. Che piaccia o meno ai puristi, negli anni ’10 ne hanno fatto largo uso perfino artisti più tradizionalisti come Jon Pardi con la sua Dirt on My Boots e Maren Morris con la sua 80s Mercedes.

Chi l’ha usato meglio: Jon Pardi in Dirt on My Boots.

5Il basso distorto nel rap

Che cosa sembra: Un basso gracchiante.

Che cos’è: il basso distorto è usato da tempo immemore nel rock ed è la base rauca e gutturale di molte canzoni dei Motörhead e dei Rage Against the Machine, tanto per fare due esempi. Nell’hip hop, tuttavia, non era mai comparso prima degli anni ’10, che hanno visto l’ascesa del rap con influenze rock nato su SoundCloud. Artisti come XXXTentacion, Ski Mask the Slump God e Smokepurpp sono famosi per produzioni torbide e volutamente lo-fi spesso basate su un basso altamente distorto. La tecnica era già stata usata in alcune canzoni, tra cui la versione di Mercy prodotta da G.O.O.D. Music, Move That Dope di Future e Bugatti di Ace Hood, ma mai in questo modo. In hit del 2016 come Look at Me! di XXXTentacion e Gucci Gang di Lil Pump, il basso è così esagerato che lo si sente praticamente vibrare negli EarPod.

Chi l’ha usato meglio: Lil Pump in Gucci Gang e Future in Move That Dope.

4La voce manipolata

Che cosa sembra: L’inizio dell’apocalisse causata dall’intelligenza artificiale.

Che cos’è: Moltissimi la fanno risalire al 1998, quando per la sua hit dance-pop Believe Cher usò l’Auto-Tune per fare qualcosa di mai visto prima: distorcere volontariamente le parti cantate per ottenere un certo effetto, non per correggere l’intonazione. Oggi il cosiddetto “effetto Cher” è stato distorto ancora di più e le parti cantate sono state tagliate, rimodulate e trasformate in qualcosa che non sembra affatto umano. La voce di Justin Bieber assume un timbro stridente, quasi da delfino, nelle sue hit del 2015 Where Are Ü Now e Sorry, nel 2017 Kygo ha fatto in mille pezzettini la voce di Selena Gomez in It Ain’t Me e Kanye West ha distorto la sua stessa voce per farla sembrare un basso nella seconda parte colma di angoscia di Runaway.

Chi l’ha usato meglio: Diplo e Skrillex in Where Are Ü Now (con Justin Bieber) e Kanye West in Runaway.

3L’hi-hat della trap

Che cosa sembra: L’anima irrequieta di Atlanta.

Che cos’è: Se il country ha iniziato a utilizzare la drum machine solo negli ultimi anni, le percussioni programmate sono da decenni uno degli ingredienti principali dell’hip hop e del pop. Negli anni ’10 questo suono ha cominciato ad assumere una nuova forma. Il cuore pulsante della trap è l’hi-hat sintetico, che è stato usato in maniera inedita. Produttori trap come 808 Mafia e Southside l’hanno usato con una velocità e una complessità senza paragoni in alcune hit di Future, dei Migos e di Gucci Mane. Dopo l’uso di beat trap in Drunk in Love e Apeshit da parte di Beyoncé e Jay-Z, era solo questione di tempo prima che iniziassero a usarlo anche i produttori pop: lo troviamo in Break Up With Your Girlfriend, I’m Bored di Ariana Grande e in Without Me di Halsey.

Chi l’ha usato meglio: i Migos in Stir Fry.

2Il sussurro del pop

Che cosa sembra: Musica per gli amanti dell’ASMR.

Che cos’è: Una volta c’era una regola non scritta che diceva che se non sapevi cantare a squarciagola non eri una popstar. Negli anni ’10 è arrivata una nuova ondata di cantanti che, cantando con un tono di voce molto più basso, hanno detto addio a questa regola. Lo stile canoro ricco di sospiri fa parte del DNA di Lana Del Rey fin dall’esordio: in Blue Jeans e Radio, da Born To Die del 2012, la voce è quasi un sussurro. Nell’album di debutto del 2013 Pure Heroine, Lorde si è fatta sentire senza alzare la voce. Selena Gomez, invece, nonostante a inizio carriera fosse una cantante pop più tradizionale, col tempo ha cominciato a cantare in modo più soft come dimostrano Good For You e il singolo successivo, Hands to Myself, nel cui videoclip assomiglia a Janet Jackson. Ma la regina del pop sussurrato è Billie Eilish, il cui debutto When We All Fall Asleep, Where Do We Go? è talmente pieno di sussurri che ha ispirato delle “cover” ASMR in cui i testi delle canzoni sono recitati come si stesse giocando al telefono senza fili (la cover di Gibi ASMR ha più di 2,7 milioni di visualizzazioni su YouTube).

Chi l’ha usato meglio: Billie Eilish in Bad Guy.

1Il mumble rap

Che cosa sembra: Il tuo rapper preferito dopo un bicchiere di troppo.

Che cos’è: I testi sono diventati via via meno importanti nel rap e una nuova generazione di rapper – molti dei quali di Atlanta, fucina di idee per l’hip hop – si è spinta oltre, con flow a malapena articolati e altri a malapena in inglese. Future è diventato famoso per il suo growl fradicio di codeina in canzoni come Where Ya At e Codeine Crazy. Young Thug ha suonato la sua voce come se fosse uno strumento, guaendo, cinguettando e farfugliando in Danny Glover, Can’t Tell e Best Friend. L’indifferenza nei confronti di questo stile da parte dei puristi dell’hip hop, che l’hanno definito “mumble rap”, lascia il tempo che trova: due dei migliori rapper emergenti del 2019, Gunna e Lil Baby, sono pupilli di Young Thug.

Chi l’ha usato meglio: Future in Codeine Crazy.