I 10 migliori video italiani del 2021 | Rolling Stone Italia
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I 10 migliori video italiani del 2021

Le scenografie surreali di Colapesce e Dimartino, la cyber follia di Capibara, l’ultima volta di Marra ed Elodie, il pogo sudato di Mace, il digitale di Salmo: il meglio di un anno di musica da vedere

Sì, è un buon momento per il videoclip in Italia. Finita la sbornia dell’iperproduzione fine a se stessa, con quantità sproporzionate di video girati in supporto ai dischi in uscita, l’industria sembra aver finalmente trovato un bilanciamento tra qualità e investimenti. Meno video, ma migliori; e questo è un bene per il livello artistico della scena.

Da questo nuovo corso abbiamo quindi preparato una lista di quelli che, a nostro parere, sono stati i 10 videoclip meglio riusciti e più interessanti di questo anno.

“La canzone nostra” Mace, Blanco, Salmo (gennaio 2021)

Uno dei primi video dell’anno, uscito in pieno lockdown, e proprio per questo così potente e a fuoco nelle sue scelte. In un bianco e nero rallentato e accelerato, corpi si scontrano nel sudore di un pogo; tutto ciò che negli ultimi due anni ci è stato vietato. Per chi guarda, la sensazione che arriva è un rush adrenalinico, una voglia di spaccare e distruggere per sentire il contatto delle persone e del mondo attorno.

“‘Na cosa sola” La Niña (febbraio 2021)

Chi sta provando a spingere verso il futuro il ruolo dell’alternative popstar in Italia è sicuramente La Niña. ‘Na cosa sola, diretto da Kwsk Ninja (che è anche produttore del brano), rientra in quel filone internazionale che trova le sue reference in artiste come Arca e Sevdaliza, ma ha la capacità di non essere derivativo e di mettere in luce lo straordinario talento performativo di Carola Moccia. Potrebbe essere il punto a cui guarderemo tra qualche anno per dire: è iniziato tutto da qui.

“Musica leggerissima” Colapesce e Dimartino (marzo 2021)

Il video, come il brano, è un gioco delicato e intelligente di contrasti e contrapposizioni, con un’estetica educata ma concisa, capace di muoversi tra sottrazioni e addizioni, pieni e vuoti, sublimandosi in situazioni e scenografie surreali. Zavvo Nicolosi cuce l’abito più adatto (e, in tema, gustatevi i costumi del video) a uno dei più grandi successi dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, riprendendo anche il balletto virale che i due hanno portato sul palco dell’Ariston. Leggerissimo.

“Klan” Mahmood (maggio 2021)

Nessuno in Italia sta tentando di fare uno salto in avanti nel mondo del video come Mahmood, l’unico vero artista italiano di respiro internazionale del nostro panorama. Tra scenografie, costumi e coreografie, Attilio Cusani in Klan riesce ad amplificare ancor più quest’idea e questo concetto, costruendo una cornice da sogno per un video che definisce perfettamente l’estetica e la narrativa di Mahmood. A metà tra l’iconicità fotografica di Romain Gavras (M.I.A., Kanye West, Justice) e il lo-fi della cultura mediterranea, Mahmood e il suo klan hanno fatto il grande salto.

“Artemoneta” Thru Collected (giugno 2021)

Se dovessi trovare un modo per raccontare la Gen Z a qualche persona, probabilmente opterei per mostrare i video pubblicati finora dal Thru Collected. Il collettivo/etichetta napoletano è stata la grande rivelazione del 2021, una commistione azzeccata di generi e input digitale e analogici specchio(paura) di questa generazione. Se questo è ciò che il futuro ha in serbo per noi, stiamo a leccarci le dita.

“Marechià” Nu Genea (luglio 2021)

Il più classico esempio di ironico videoclip d’estate in tutti i suoi canoni. Un anziano signore, in costume da bagno, sneakers, occhiali da immersione e canotta, mima una sessione di nuoto tra le vie di una città attirando lo sguardo sbigottito dei passanti. Nel contempo i Nu Genea – con Célia Kameni – si esibiscono in una scenografia kitsch che ricalca il gusto dei canali della televisione privata. Funziona tutto così bene che il brano ne giova, aprendosi anche a un pubblico inedito al progetto napoletano. Estivo e rinfrescante come il loro suono.

“Homunculus: Genesi” Capibara (agosto 2021)

Questo è un consiglio per palati fini. Non è un video in senso stretto, ma uno short film che anticipa Homunculus, il terzo disco in studio del producer romano che ad oggi non ha ancora visto la luce. Le due tracce che lo compongono, Giorno7 e Hikikomori, sono qui perfettamente rappresentate dalla cyber-follia frammentata del 3D aggressivo, stonato, sfibrato di Fricat/Joe Antani. Ancora una volta Capibara – che qui è anche autore e regista del video – ci regala un prodotto dal forte impatto futuristico, mischiando transumanesimo e distopia, accelerazionismo e gaming. Fenomeno vero.

“Un mazzo di chiavi, un ombrello, lì in mezzo” Emma Nolde e Generic Animal (ottobre 2021)

Basta la prima scena di questo lavoro per farcelo segnalare tra i migliori dell’anno: Emma Nolde seduta per terra in una stanza stracolma di oggetti (al Museo Audiovisivo della Resistenza) che alza le braccia sopra la sua testa per suonare il pianoforte senza guardare. Un’immagine disperatamente umana e fragile che ben racconta l’emotività del brano. Un video di ottime scelte e semplici ma efficaci inquadrature che premia il lavoro dei due artisti.

“Crazy Love” Marracash (novembre 2021)

Ci vuole coraggio per decidere di mettere in scena la fine del proprio amore, ma Marracash ha sempre dimostrato di averne. Crazy Love, il primo estratto da Noi, loro, gli altri, mette in video, per l’ultima volta come amanti, Marracash e Elodie. Una scelta maiuscola ripresa dalla pulita ed elegante direzione di Giulio Rosati (con cui abbiamo avuto il piacere di parlare qui) che per la fine di questo rapporto decide di immaginare un distopico giorno del giudizio dove i partner si allenano per un ultimo e definitivo combattimento di scherma. Tra citazioni di Marina Abramović e Kendrick Lamar, probabilmente si giocherebbe le prime posizione di un ipotetico podio.

“Aldo Ritmo” Salmo (novembre 2021)

Dopo aver sorpreso e scatenato polemiche per i visual di lancio di Flop in cui veniva travolto da un’auto, Salmo continua ad avventurarsi nel mondo della 3D art costruendo un video assurdo per un brano altrettanto fuori come Aldo Ritmo. Spingendo sull’acceleratore delle possibilità del 3D, il fantoccio digitale di Salmo sfida le regole della gravità e del buon senso ballando praticamente ovunque (sui cornicioni dei grattacieli, sul bordo di un canyon, sulla Luna) fino a farsi eventualmente investire da un tir. Spettacolare e scenico come sempre.