Harry Styles ha trovato le parole giuste per ricordare Liam Payne | Rolling Stone Italia
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Harry Styles ha trovato le parole giuste per ricordare Liam Payne

Con il nuovo brano, Styles ci ha permesso di entrare nella sua personalissima ricerca di una qualche forma di comprensione. Perché tanto la vita è anche questa roba qua

Harry Styles ha trovato le parole giuste per ricordare Liam Payne

Foto: Kevin WInter/ Getty

Nelle ultime sette settimane Harry Styles ha riservato due minuti di ogni suo concerto al Madison Square Garden per riflettere sull’ultima volta che ha riunito così tante persone in quel luogo. Sono passati quattro anni da quando si è esibito per 15 serate da record proprio lì, durante il Love on Tour. E oggi, in ogni serata del nuovo show Together, Together, riconosce che «molte cose che mi sono successe nella vita mi hanno colpito in modi che non avevo mai sperimentato prima».

Styles di solito non entra molto nei dettagli; è uno che sta largo e descrive gli anni scorsi come «un grande promemoria di quanto meravigliosa e bella, difficile e stimolante, ma anche fragile possa essere una vita». Incoraggia il pubblico a guardarsi intorno e a celebrare la comunità che hanno costruito insieme. Poi si immerge in Sign of the Times. Accade ogni mercoledì, venerdì e sabato. Una precisione svizzera. Ma quando ha pronunciato questo discorso venerdì 16 ottobre, qualcosa è cambiato.

Styles ha rivolto la sua attenzione allo striscione che commemorava le sue 15 serate consecutive al Garden nel 2022. «Significa molto poter guardare lassù e vedere il mio nome, quello dell’ultimo tour», ha detto. «Ci sono così tante persone, amici e collaboratori, senza i quali non sarei mai riuscito a fare tutto questo». Il concerto di venerdì si è tenuto lo stesso giorno del secondo anniversario della morte di Liam Payne, suo compagno dei One Direction. «Sono sicuro che molti di voi abbiano vissuto qualcosa di simile», ha detto Styles. «Spero di no».

Un’osservazione frequente su Styles, sia tra i suoi fan che tra coloro che lo conoscono solo da lontano, è che spesso si dilunga prima di arrivare al punto. Lo riconosce anche lui nella canzone Coming Up Roses dell’album Kiss All the Time. Disco, Occasionally, dove canta di avere difficoltà a trovare le parole. Ma ultimamente, i commenti sul suo modo di parlare prolisso hanno iniziato a generare vere e proprie interpretazioni errate. Perché tra le sue pause e i suoi discorsi si celano pensieri chiari, ponderati. Basta ascoltare attentamente per cogliere quello che intende.

Venerdì, Styles si è interrotto più volte. Ha cercato di parlare dell’importanza di prendersi cura gli uni degli altri. Non ha mai menzionato Payne per nome, lo ha chiamato ‘amico’, cosa che in qualche modo è diventata oggetto di critiche da parte di alcuni fan.

Dopo circa un minuto e mezzo, ha pensato che fosse meglio mostrare cosa intendesse piuttosto che spiegarlo a parole. «Canterò una canzone che ho scritto due anni fa per il mio amico», ha detto prima di presentare Wise Enough. Il tributo a Payne ha immerso la sala in un silenzio quasi totale, interrotto solo da lievi sussulti e singhiozzi. È stato bello, devastante e toccante vedere Styles condividere il suo dolore con 20.000 persone. Forse l’unico modo che conosce.

All’inizio di quest’anno, Styles ha raccontato a Zane Lowe della profonda angoscia che provava riguardo alla performance che ci si aspettava dal suo lutto. «La piena trasparenza, anche solo l’idea di parlarne, mi crea qualche difficoltà. C’è stato un periodo, dopo la sua scomparsa, in cui ho faticato molto ad accettare quanto sia strano che le persone si approprino di una parte del mio dolore», ha detto. «Provo sentimenti molto forti per la morte del mio amico. E poi, all’improvviso, mi rendo conto che forse c’è il desiderio da parte degli altri che comunichi come mi sento, e che se non lo faccio significa he non sto soffrendo veramente».

Spesso gli artisti descrivono l’atto di condividere nuova musica come un cambio di proprietà, qualcosa che non appartiene più a loro una volta consegnato al pubblico. Wise Enough sembra invece ripararsi da questo. Sarebbe strano vedere Styles registrarla e pubblicarla ufficialmente. «Posso dirti com’è seppellire gli amici il mercoledì sera/Riunirsi in un giardino attorno al fuoco», canta in una strofa particolarmente incisiva della canzone, che si conclude con un’onesta ammissione: «Non sono abbastanza saggio da chiedere una conversazione/E poi mantenerla, giusto?/Come se fossi in cielo».

La celebrità non attenua il dolore. Non viene fornita una formula magica su cosa dire quando qualcuno si dispiace per la tua perdita, o quando ricorda la persona che conoscevi. Nessuno ha davvero le parole giuste per questi momenti. Durante il fine settimana, i fan hanno discusso se Wise Enough si intitoli in realtà What Is Enough? (Cos’è abbastanza?). Styles ha presentato il pezzo in modo così rapido che è stato difficile decifrarlo.

Harry Styles - What Is Enough (New Song In Memory of Liam Payne)

Il fatto importante però è questo: Styles ci ha permesso di entrare nella sua ricerca, ormai pluriennale, di una qualche forma di comprensione – pur sapendo che le sue parole sono state in passato analizzate minuziosamente per motivi ben meno significativi. E non è una cosa scontata.

Dopo il brano la serata è continuata normalmente. Styles ha intonato Sign of the Times, poi Aperture ha scatenato un’ondata di luci stroboscopiche. Il tumulto emotivo si è trasformato in qualcosa di fisico, con i fan che si confortavano a vicenda.
In quattro anni possono accadere tante cose, come perdere qualcuno di caro. Come si fa a ballare sulle note di Aperture dopo aver sentito qualcosa del genere? Si prende la mano dell’amico vicino e si torna in pista. A ballare, cantare a squarciagola e ad abbracciarsi. Ad aggrapparsi a ciò che è qui e ora. È tutto ciò che abbiamo, bisogna farselo bastare.

Da Rolling Stone U.S.