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Franco Battiato, grazie

Come si saluta Battiato? Con quali parole, quali canzoni si riascoltano per prime, che cosa si pensa, come ci si adatta alla nuova realtà? Franco Battiato è stato – è – un fatto pubblico e privato, e tale rimarrà

Battiato nella sua casa di Milo, Catania

Foto: Luciano Viti/Getty Images

Come si saluta Battiato? Con quali parole, quali canzoni si riascoltano per prime, che cosa si pensa, come ci si adatta alla nuova realtà? Affioreranno i ricordi, a ognuno i propri, materiali e spirituali, verranno collegate vite a istanti sonori del più grande di tutti, del più altero e prossimo, del più semplice e profondo, del più intenso e leggero, del più corporeo e astratto, del più irraggiungibile tra i grandi cantautori italiani. Battiato non si celebra in morte, per fortuna Battiato si è celebrato in vita, sempre, a ogni concerto a cui abbiamo avuto la sorte di assistere, a ogni disco consumato, per ogni momento di gioia sospesa, di stupore e incredulità, di rabbia e disprezzo, di amore totale e ovviamente di conforto e cura. Franco Battiato è stato – è – un fatto pubblico e privato, e tale rimarrà, ancora di più, oltre le leggi fisiche dell’universo, che obbedisce all’amore ma non solo, e nemmeno noi. Continuiamo come sempre, Franco Battiato, grazie.