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Fate largo alla zarraggine da periferia di Anna

Ha 16 anni ed è la più giovane artista italiana di sempre ad entrare nelle top 10 di Spotify e Apple Music. La sua ‘Bando’ è appiccicosa e così sfacciatamente lol da diventare cool

Anna

Foto: Jamie Robert Othieno

Sabato ero in un baraccio milanese che, facendo finta di nulla, serviva al bancone, teneva aperto ad oltranza e dava alcolici sottobanco nemmeno fossimo in periodo di proibizionismo: uscire al tempo del COVID-19. Un po’ sbronzi, un po’ annoiati, ci siamo impossessati della musica del locale iniziando a mandare quelle hit giovanili trap che noi di età 25-35 prendiamo sul ridere ma che, sotto sotto, ci ritroviamo a cantare mentre cuciniamo la quinoa.

Dopo esserci lanciati nell’immancabile bomba da quartiere, nello specifico Rozzi di Paky, un’amica, quella cool, alla moda, super-sul-pezzo su tutte le tendenze del momento, ci ha spintonato via urlandoci sbronzella: “oh raga, questa è la hit!”. Dalle casse gracchianti del locale parte un beat in cassa dritta con sopra una voce femminile spocchiosissima che canta un ritornello appiccicoso come il pavimento del bar. Guardandomi attorno noto gli occhi spalancati di questo gruppo diffuso di alcolismo uniti da un pensiero comune: e ora chi cazzo è questa? 

Bando è il primo singolo ufficiale di Anna ed è un instant tormentone. Semplice, efficace, dritto al punto, nonché violentemente tamarro, privo di ogni artisticità, con un testo farcito di buste e booster e fatture. È il classico caso di pezzo così sfacciatamente lol da diventare cool. Il brano è un insieme di cliché che vanno dalla tipica zarraggine da hinterland (che al rap e alla trap italiana ha dato tantissimo) alla contagiosità che ti fotte il cervello di 212 di Azealia Banks. E per questo funziona subito, che tu voglia o no.

Ma tutto questo Anna non può saperlo perché Anna è una ragazza di La Spezia di appena 16 anni. E quando scopri che quella vocina petulante fighettissima del brano è di una sedicenne, ecco, le perdoni tutte le buste e i booster e le fatture perché a quell’età è normale fotocopiare il trend del momento. Se però quel trend lo sai portare ad un livello di viralità clamorosa, fa bene l’Universal ad averti fermato e firmato (Bando, in realtà, è uscita a novembre per poi essere sospesa per problemi di diritti, essendo nata da un type beat preso da YouTube), vincendo questa scommessa. Anna è diventata la più giovane artista italiana di sempre ad entrare nella Top 10 di Spotify e Apple Music. Ora sarà curioso di capire come si evolverà una carriera così delicata.

Per capire la portata di Bando, ci sono alcuni dati che fanno girare la testa: 3,5 milioni di ascolti su Spotify, 3,4 milioni di visualizzazioni su Tik Tok con #bandochallenge, 1,5 milioni di views YouTube, primo posto nelle playlist Spotify Viral Italia e Spotify Viral Global, terza nella chart di Shazam con 240 mila ricerche. Ma probabilmente tra 5 ore, bisognerà cambiare tutti questi dati al rialzo perché – e questa è una cosa che fa riflettere – forse non siamo nemmeno ancora al picco di questo successo.

Ci sono due livelli di lettura. Per i più giovani, sarà una hit senza se e senza ma, con un tasso di viralità clamoroso da ribaltargli le giornate e tormentarli per un bel po’. Per noi più grandicelli, la situazione è più ampia, e ci porta a fare i conti con un’industria musicale che sempre più pesca e punta sulla viralità Tik Tok. Saremo pronti ad accettarlo? Il problema di noi millennials è che, alla fine, per quanto possiamo essere culturalmente alti e preparati, ci troveremo a ballarla ubriachi in un bar demmerda a notte fonda. Perché, nel nostro profondo, qui siamo tutti dei grandissimi tamarri. Via con L’amour toujours; sipario.

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