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Fare musica, fare impresa: i lavori dello Start-up Ecosystem Summit ospiti a Linecheck

Tech, finanza e musica vengono spesso visti come mondi distanti. In realtà hanno molti più punti in comune di quanto si potrebbe pensare. Se ne è parlato durante le giornate di Linecheck, a Milano

Foto: @linecheck_it

Linecheck Music Meeting, la principale conferenza e festival musicale in Italia, continua fino al 25 novembre con un programma che da sempre si distingue per i legami inediti che stabilisce tra i diversi attori dell’ecosistema musicale: artisti e istituzioni, senza però dimenticare le imprese.

Proprio a queste ultime è stato dedicato lo Start-up Ecosystem Summit, panel tenutosi nella giornata di ieri a BASE Milano, che ha visto intervenire diverse realtà promettenti nel settore musicale, già selezionate in vari programmi di accelerazione a livello europeo. Ad alternarsi sul palco Joe Zadeh, Patrick Zucchetta (Able Tech), Mehjabeen Patrick (EIT Culture & Creativity), Mauro Kan (SEFEA Impact), Andrea Di Camillo (P101 SGR s.p.a.) e Antonio Grifoni (Plug And Play). A chiudere i lavori, una sessione di pitching per start-up organizzata da Linecheck con MTE Academy e HEMI, che ha visto presentarsi Audacia Innovations, Chord Memory, Genius Jamtracks, IZI, Mood, Musicotogo, Score Music e Stage Rider.

Ad aprire l’occasione è stato l’intervento di Mehjabeen Patrick, prezioso per unire temi apparentemente distanti come la musica, il Tech e la finanza. Questo, d’altronde, l’obiettivo di EIT – European Institute for Innovation and Technology: unire gli stakeholder di uno stesso ecosistema in una community, per creare un gruppo coeso capace di avvantaggiarsi delle opportunità di crescita e funding a disposizione e, soprattutto, creare un soggetto forte e attivo, capace di prendere in prima persona le decisioni relative al proprio percorso artistico e professionale.

Modello che, sottolinea Patrick, EIT ha già sperimentato in altri ambiti della contemporaneità, come il cambiamento climatico, andando a creare partnership in tutta Europa per un’attivazione capillare sul territorio. In queste operazioni sono comprese istituzioni, università, istituti di formazione superiore ma anche aziende (1.800 tra i vari Stati interessati).

«Con il nuovo interesse sulla musica», continua Patrick, «vogliamo riconoscere l’importanza fondamentale che questa forma d’arte e cultura ha sia sulla quotidianità di ciascuno, che sul benessere individuale e collettivo. Non solo: la musica ha dimostrato di avere il potere di agire come forza di cambiamento attivo sulla società, e questo aspetto è importante sia dal punto di vista culturale che da quello di potenziali attivazioni imprenditoriali».

Una strada che EIT si impegna a promuovere e sostenere, coinvolgendo già, per esempio, 50 istituzioni in 20 paesi. «È la creatività a tenere insieme il mondo, non dobbiamo dimenticarlo mai. Così come non dobbiamo dimenticare che anche la creatività va stimolata, e ha bisogno di innovazione. Il nostro obiettivo è attivare una conversazione proficua tra questi due settori, sempre nell’ottica di uno sviluppo sostenibile».

Per proseguire nel percorso, EIT ha individuato tre settori-chiave su cui concentrare le proprie attività negli anni a venire: «Sono aree con grandi potenzialità a livello di mercato, ma anche snodi fondamentali per migliorare l’approccio a temi sensibili come la sostenibilità e l’inclusione sociale. Parlo dei videogiochi, del patrimonio architettonico, e infine dell’industria della moda e del design. Su questi settori andremo ad agire secondo quattro logiche: formazione, innovazione, attivazione di mercato, sviluppo sociale». Il che, per EIT, vorrà dire sia aiutare gli attori coinvolti a ricercare finanziamenti presso investitori e venture capitalist, sia investire direttamente in progetti ritenuti particolarmente meritevoli. «Sappiamo che c’è un problema di funding gap: ovvero, spesso il capitale è presente, ma non è distribuito equamente o non si ha conoscenza diffusa su come accedervi».

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