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Ethan Russell, la leggenda della fotografia rock ’n’ roll


Tra gli anni ’60 e ’70 ha scattato Beatles, Rolling Stones e Who: ora i suoi ritratti verranno pubblicati in un libro

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Ethan Russell ricorda di aver ricevuto una chiamata dall’autore Jonathan Cott, nel 1968. “Mi ha detto: vuoi fotografare la prossima persona che intervisterò?”, dice Russell, che all’epoca aveva ritratto solo una band: i Blue Cheer, un gruppo psichedelico di San Francisco. L’intervista di Cott, invece, era con Mick Jagger, e sarebbe stata pubblicata su Rolling Stone.

“Ho pensato: è arrivato il mio momento”, dice Russell. “Sarò felice per tutta la vita”. Russell diventerà uno dei fotografi più importanti della storia del rock, lavorando con Beatles, Rolling Stones e Who. Il suo nuovo libro, Ethan Russell Photographs, raccoglie queste immagini leggendarie.

Gli scatti vanno dalle copertine degli album di Linda Ronstadt alle foto di coppia di John Lennon e Yoko Ono. “Lei non è la persona più facile del pianeta, ma li rispetto molto per quello che hanno fatto”, dice Russell. “Sono stati diffamati, lei in particolare, per 40 anni. Ma si amavano molto, e si vede”.

Attorno al 1978 Russell ha lasciato la fotografia per iniziare a dirigere film. L’ispirazione arrivò dopo aver lavorato a Quadrophenia degli Who, nel 1973. Tuttavia, il fotografo è convinto che il periodo passato a fotografare tra gli anni ’60 e i ’70 sia stato fondamentale per la storia della musica. “Avevo un dono e credo di averlo dato per scontato”, dice. “Credo sia storicamente accurato dire che quella generazione ha reso la musica leggera popolare”.

“Quando ero con loro, diventavo timido”, racconta. “Gli dicevo raramente cosa fare”. Il metodo funzionava: “Ho scattato le foto più interessanti quando i soggetti non erano preoccupati del mio lavoro. Farsi fotografare… a chi piace davvero?”