Enrico Gabrielli, arrangiare l’orchestra per Iggy Pop, il proletario’n’roll | Rolling Stone Italia
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Enrico Gabrielli, arrangiare l’orchestra per Iggy Pop, il proletario’n’roll

Il musicista dei Calibro 35 racconta il lavoro di arrangiamento e direzione per la data di domani di Iggy con l’Orchestra da Camera di Mantova. C'entrano l'imprevedibilità e il suono di un aereo al decollo

Enrico Gabrielli

Foto: Alberto Novelli

Aggiornamento: a causa di un problema alla voce, Iggy Pop è costretto a rimandare il suo show speciale a Mantova con la Mantova Chamber Orchestra. Il concerto verrà recuperato il 30 agosto 2022 all’Esedra di Palazzo Te a Mantova e i biglietti acquistati rimangono validi per la nuova data. A breve saranno pubblicati tutti i dettagli sul nuovo appuntamento e sulle richieste di rimborso.

Quando mi hanno contattato verso i primi di aprile per arrangiare i brani del live di Iggy con orchestra, io sulle prime non ci avevo capito nulla. Da circa tre anni i mesi che intercorrono la lunga parentesi (come altro dovrei chiamarla?) autunnale-primaverile sono una specie di letargo dello spirito d’avventura. Solo d’estate ormai si può dire che le cose accadono. Almeno per quel che concerne la musica dal vivo, i viaggi e la sorpresa in senso esistenziale. Per cui quando mi chiamarono da Mantova io ero alle prese con faccenducole di scarsa importanza ma che mi stavano riempiendo il cervello. E l’estate era di là da venire, come pure molti dei piani progettuali dei Calibro 35, di 19’40” e dei The Winstons. Per cui continuai a non capire (ammetto) nemmeno dopo la prima mail che era una set list completa di una ventina di brani tra i quali spiccavano alcuni dei suoi più grandi successi.

La mia domanda, ricordo, fu molto ingenua: devo arrangiare un concerto d’orchestra di musica di Iggy Pop, con o senza Iggy Pop? La risposta, che sottintendeva quanto fossi stato naïf, fu: «Ci sarà ovviamente Iggy Pop con la band e serve un arrangiatore per arrangiare un’orchestra di 21 elementi per l’intero concerto». Allora finalmente mi svegliai dal torpore e presi coscienza della cosa. E iniziai a progettare il lavoro.

Prima di tutto c’era da mandare delle prove su alcuni brani presi da una rosa proposta dal management americano e scaricai da YouTube dei live quanto più recenti (e decenti) possibili. Su di essi realizzai dei mockup (ovvero una simulazione d’orchestra digitale) e li mandai in tempi brevi. Grazie anche all’assistenza di Carlo Madaghiele, parte integrante dello studio di Tommaso Colliva. Di quei primi brani furono entusiasti e passato il primo vaglio iniziai l’impresa vera e propria.

Foto: Rob Baker Ashton

La prima cosa che feci fu proporre alla produzione una rivisitazione dell’organico orchestrale perché L’Orchestra da Camera di Mantova sulla carta aveva un impianto decisamente classico, senza ottoni e senza percussioni. Senza nulla togliere al repertorio haydniano o mozartiano, Iggy Pop è senza alcun dubbio uomo da ottoni e da strumenti gravi. Chiesi dunque un sax baritono, una tromba, un corno e due tromboni, di cui un trombone basso. Dopodiché feci richiesta di un set scarno di percussioni.

La mia esperienza come produttore è stata breve e parziale e mi sono sempre reputato inadatto a quel tipo di ruolo. Mentre sicuramente se c’è una cosa che è nelle mie corde e che prende a piene mani dalla mia competenza compositiva è proprio l’arrangiamento orchestrale. Più ne ho da fare e più ne vedo gli effetti positivi nella mia anima (se così si può dire) perché ogni volta che concludo un brano, mi pare di aver mangiato qualcosa di sano da cui il mio corpo ha tratto beneficio. Non riesco a spiegarlo meglio di così.

In materia di strumenti però incarno una grossa contraddizione: nell’anno 2022 malgrado intorno a me sia tutto schermi, tasti e dischi rigidi, sono ancora legato alla carta e alla fotocopia e persisto, come un romito rincoglionito in cima a una montagna. C’è una tipografia a Torino che ormai ogni volta che mi vede entrare non mi dice niente e come i migliori bar del Far West procede con il solito, stampandomi una bella listra di A3 con sistemi pentagrammati da 20 righe fronte e retro. Possiedo un intero archivio di vecchi arrangiamenti, da Morgan ai Baustelle, da Silvestri a Nic Cester, dagli Afterhours a Vasco Brondi, tutto in cartaceo tutto affastellato e con un semplice cerino io potrei dire addio a quintali di olio di gomito, che neanche una balena avrebbe mai potuto produrre…

Il computer comunque lo uso, certo. Sono dotato di un programma (non dico quale perché è quasi a livello bimbominkia) con cui faccio le simulazioni d’orchestra, poi trascrivo tutto nel minimo dettaglio su carta usando penna, righello e cancelletto. All’occorrenza scrivo ovunque: in treno, in auto, l’ho fatto in bagno, sui traghetti, in aereo, sulla spiaggia, sugli spigoli, negli angoli, negli strapuntini… Mi manca solo la bicicletta e il landò. Dopodiché faccio la scannerizzazione di tutte le pagine e mando al mio, ormai fidatissimo, Marcello Corti membro di 19’40”, insigne direttore dell’ensemble Esecutori di Metallo su Carta e di recente dell’Orchestra Verdi di Milano, nonché docente e mente musicale brillantissima. Costui è un fenomeno nell’utilizzo del programma Finale, quello specifico per la scrittura e l’impaginazione musicale. Dunque lui si piglia le mie pagine e le mette in digitale producendo le singole parti d’orchestra (che in gergo tecnico si chiamano parti staccate). Poi procediamo alle noiosissime revisioni che tanto somigliano agli sparatutto in soggettiva, senza però il beneficio del divertimento. Ad esempio una mia indicazione al povero Marcello potrebbe essere: «Alla battuta quattro delle lettera B il secondo trombone deve suonare Fa bequadro e non Fa#, mentre il primo violino diviso-seconda parte deve fare armonico naturale e la viola continua la legatura fino al terzo quarto e ottavo, della seconda battuta di C…». A rileggerli sembrano vera poesia ermetica. Invece sono una sequenza infinita di rotture di palle. Finita la revisione carichiamo tutto su un drive e giriamo il materiale d’orchestra all’assistente che si preoccuperà di stampare le parti relative ai singoli strumenti. Il 4 luglio mattina i professori si troveranno le parti sul leggio. Con i miei migliori auguri.

Mantova, Piazza Sordello, dove si terrà il concerto di Iggy Pop, con posti a sedere. Foto: Riccardo Trudi Diotallevi

A dir la verità quando sarò lì a Mantova non so bene cosa aspettarmi. Posso fare alcune supposizioni però: Iggy Pop & The Free Band non fanno uso di in ear monitor (i monitor a cuffiette) e non fanno uso di click (che in genere è la manna per le produzioni con orchestra tipo Sanremo o similia, perché c’è il binario temporale su cui in caso di problema ci si può adagiare). Il mio amico Stefano Pilia, che suona con Mike Watt (in formazione con gli Stooges del 2010) mi diceva due cose che mi son rimaste in mente: una è che Iggy, da buona Iguana del rock, ha la necessità di avere dei volumi sul palco prossimi alla potenza di un turboreattore d’aereo in pieno decollo. L’altro è che professa la celebre teoria del music-is-a-sandwich: il pane sta sopra e sotto come la fine e l’inizio di un brano, e tutto quello che sta in mezzo è un collante. Ascoltando un’ultima versione di un live completo e confrontandola a varie versioni trovate in internet, si evince che Mr. Iggy cambi le strutture d’ingresso di strofe, frasi e ritornelli on stage. Roba che ormai non farebbe più nessuno perché è un’epoca, questa, decisamente pavida. Lui invece, che è un vero rocker proletario’n’roll, fa un po’ come cazzo gli pare con stile, garbo e coraggio. Io anche se non l’ho ancora conosciuto gli voglio bene. Perché mi sa che è un buono, e si incazza solo per motivi di codice da palco, di combattimento. Ma nell’intimo me lo immagino persona di grande cuore e di spirito gioioso.

Per riassumere, l’orchestra sarà soggetta a una pressione sonora fortissima e in più io mi dovrò trovare a praticare, più che il direttore d’orchestra, l’arduo mestiere de “l’acciuffatore”. Anche per questo ho proposto di dirigere io stesso, perché al di là della qualità del gesto e della tecnica (che non possiedo), serve uno bravo con il fucile nel tiro al piattello. Non che io sia bravo, ma sicuramente se c’è una cosa che ho imparato suonando con persone molto diverse è che la musica è un fatto di mira.

Molte di queste sono supposizioni e le scrivo ora che mancano pochi giorni alle prove. Una volta che sarò stato lì dovrei dopo riscrivere tutto daccapo e riaggiornare questo articolo alla luce dei fatti e non lasciarlo monco e interlocutorio come sto per fare. Ma è giusto lasciare una storia come questa con i puntini di sospensione. E la gente che verrà il 5 luglio potrà completarli.
Eccoli…

Il concerto di Iggy Pop e l’Orchestra da Camera di Mantova arrangiata e diretta da Enrico Gabrielli, distribuito da BPM e presentato da Shining Production in collaborazione col comune di Mantova, si terrà martedì 5 luglio in Piazza Sordello, con posti a sedere. In apertura un dj set di Ringo.

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