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Ecco il primo concerto totalmente olografico in Italia

Sarà quello dei Deshedus a Roma il 29 agosto, praticamente "un film rock sul modello dei rock movie degli anni '70", ma con l'ausilio delle nuove tecnologie. A presentarlo – in carne ed ossa – Morgan e Andy

Ne avevamo già parlato ad aprile, ma ora si concretizza quella che sembrava una provocazione. Parliamo del primo concerto totalmente olografico che verrà realizzato in Italia. Il 29 agosto a Cinecittà World a Roma, dalle ore 20, sarà Il Brigante ad aprire una strada non ancora percorsa da nessuno nel nostro Paese. Tratto dall’omonimo concept album dei Deshedus, sarà prodotto da Mauro Paoluzzi, sempre in prima linea nei confronti della sperimentazione in musica, tanto che a lui si deve il lancio dei primi Bluvertigo. E infatti, non a caso, a chiudere quasi un’ora di proiezioni spettacolari, ci penseranno Morgan e Andy dal vivo (questa volta in carne e ossa), per dare la spinta decisiva ad avvicinarsi a un progetto tanto ambizioso quanto affasciante. 

Nella produzione è coinvolta la società italiana Naumachia Network, leader in Europa nella realizzazione di olografie e la regia sarà affidata a Roberto Manfredi già produttore discografico, autore televisivo e regista di film, documentari e spettacoli con un vasto curriculum in merito, che ha sottolineato quali sono le nuove frontiere aperte da questo tipo di tecnologia: “Ho scoperto il mondo dell’olografia e soprattutto come utilizzarla al meglio. Il segreto è la commistione tra la presenza umana fisica e le proiezioni olografiche immersive. Siamo abituati a guardare le immagini dietro e sopra gli artisti o immobili su uno schermo fisso. L’olografia invece ci consente di ‘entrare nelle immagini’ e interagire con loro. Per un regista rappresenta il culmine dell’immaginazione, essere cioè strumento ricettore e trasmettitore di percezioni sensoriali. La musica visionaria come quella di Paoluzzi e dei Deshedus farà il resto”.

Dal punto di vista tecnico, negli studi milanesi di Naumachia sono state prodotte tutte le scene e le immagini che accompagneranno il concerto dei Deshedus. Praticamente un film rock di assoluta innovazione per l’Italia, a modello dei rock movie degli anni ‘70 ma con l’ausilio di inedite tecnologie, come l’holonet, una rete di sottilissime lamine metalliche trasparenti. Si tratta, sostanzialmente, di uno schermo invisibile che teletrasporterà la band e gli spettatori in un mondo fantastico e psichedelico da “effetto wow”. Il concerto-evento ha trovato casa a Cinecittà World in un teatro con 700 posti a sedere dove verranno previste tutte le misure anti-Covid. 

L’album Il Brigante – con i testi di Elio Aldrighetti – rappresenta una fusione tra la vecchia e la nuova generazione rock-prog. Attraverso queste tracce, i Deshedus raccontano il caos mondiale, attraverso temi quali il degrado ambientale, il femminicidio, il mito infranto della vecchia America, il futuro di un’umanità impreparata e smarrita di fronte alle evoluzioni impreviste della tecnologia. Temi e visioni che ricordano alcune suggestioni di Roger Waters ma proposte da musicisti giovanissimi (il bassista è ancora minorenne) dotati di una grande energia. In particolare, il frontman Alessio Mieli è un vero animale da palcoscenico. 

“I ragazzi hanno 20 anni, però sono ispirati da un genere che io già ascoltavo negli anni ’70 – ha spiegato Mauro Paoluzzi -, trattando questi argomenti che sono l’eredità un po’ perduta di musica di impegno civile. Un brano, che si intitola Codice rosso lo avevamo già scritto 4 mesi prima del coronavirus, ed è un grido di allarme in linea con quello che ci è accaduto di lì a breve”. Personalmente, poi, Paoluzzi ha indicato in che modo l’olografia può essere importante per la musica di oggi: “Questo è il futuro e finora era stato applicato solo per jingle o teaser. Noi siamo andati molto oltre, realizzando un vero film olografico di un intero concept album. C’è un vantaggio artistico, oltre che pratico, perché siamo riusciti a realizzare una pellicola fantastica con un effetto David Copperfield, tanto per dare uno spunto senza rovinare la sorpresa”. E ha spiegato anche il perché della scelta di chiudere uno spettacolo del genere con la presenta di Morgan e Andy, questa volta dal vivo: “Prima di tutto è stata una scelta affettiva, visto che ho prodotto il primo album dei Bluvertigo, mi sembrava giusto chiamare a sostenere, per un progetto così sperimentale, chi da sempre è in prima linea. E loro sono le persone giuste anche dal punto di vista stilistico”.