Ecco come la canzone ‘El derecho de vivir en paz’ è diventata l’inno della protesta cilena | Rolling Stone Italia
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Ecco come la canzone ‘El derecho de vivir en paz’ è diventata l’inno della protesta cilena

Un cast all-star di cantanti e musicisti cileni ha inciso una nuova versione del classico di Víctor Jara del 1971

Francisca Valenzuela, Mon Laferte, Gepe e Pedropiedra sono tra gli artisti uniti per la resistenza cilena

Foto di ALBERTO VALDES/EPA-EFE/Shutterstock

Composta dal leggendario cantante folk cileno Víctor Jara, la canzone del 1971 El derecho de vivir en paz, ovvero “il diritto di vivere in pace”, era dedicata al leader comunista Ho Chi Minh al tempo in cui gli Stati Uniti era impegnati nella guerra in Vietnam. Anche in Cile ci sarebbe stato un conflitto, nel 1973. Il colpo di stato a opera dei militari che ha rovesciato il presidente socialista Salvador Allende ha portato al potere il generale Augusto Pinochet, che ci è rimasto fino al 1990. Per ordine di Pinochet, Jara fu imprigionato in uno stadio di calcio. Lì, insieme a migliaia di altri civili, fu torturato e ucciso dai militari.

Dopo la morte di Jara, El derecho de vivir en paz è diventata una sorta di promemoria di quel che era accaduto. Ed è riemersa durante le recenti manifestazioni che si sono tenute in tutto il Paese: più di un milione di persone hanno sfilato a Santiago venerdì 25 ottobre per protestare contro la crescente disuguaglianza economica sotto la presidenza di Sebastián Piñera. Un video condiviso su Twitter mostra migliaia di manifestanti. Alcuni suonano le chitarre e cantano all’unisono i potenti versi di Jara. “È la canzone universale”, cantano, “una catena che avrà successo, il diritto di vivere in pace”.

Dopo aver schierato decine di migliaia di militari nella sola capitale – una mossa che evoca tremendi ricordi legati al sanguinoso regime di Pinochet – Piñera ha cercato un compromesso offrendo un pacchetto di riforme che prevedono aumento delle pensioni e del salario minimo, e finanziamento dei servizi pubblici. Ha poi licenziato il Ministro dell’Interno Andrés Chadwick e quello dell’Economia Juan Andres Fontaine, e si è impegnato a sostituire i membri del suo gabinetto. Eppure, polizia e militari continuano a pattugliare le strade; più di 1000 civili sono stati feriti, 470 sono stati colpiti da proiettili e almeno 19 sono morti dall’inizio delle proteste del 14 ottobre. Secondo il Guardian, gli ospedali faticano a curare i feriti a causa della mancanza di materiale sanitario.

“Basta soldati nelle strade”, ha detto il musicista rock Fernando Milagros in un video in cui decine di altri artisti cileni hanno espresso il loro dissenso. Da quel video è nata un’altra idea: e se i musicisti unissero le forze e registrassero una canzone di solidarietà con il popolo cileno?

Oltre 30 artisti cileni si sono ritrovati per riscrivere e registrare una vibrante interpretazione dell’inno di protesta di Jara, che è stata pubblicata domenica 27 ottobre. Suonata e cantata da artisti diversissimi – tra cui la regina del synth-pop Francisca Valenzuela, il rapper indie Pedropiedra, l’avant-folksinger Gepe e il cantante trap Gianluca – e costruita in crescendo, la canzone riflette la varietà di suoni che compongono la musica cilena. Flauti di pan andini, charango, chitarre elettriche ed elementi hip hop si fondono per dare vita al suono di un Cile nuovo e audace. “Il diritto di vivere senza paura nel nostro Paese”, cantano gli interpreti nei nuovi versi, “in coscienza e in unità con l’umanità”.

“In quanto artisti, rifiutiamo le azioni del governo che militarizza le strade, uccide e tortura il popolo”, si legge in una dichiarazione collettiva dei musicisti. “Questa canzone è il tentativo di generare cambiamenti profondi e strutturali nella società”.

Ecco l’elenco completo degli artisti:

Francisca Valenzuela
Cami
Gepe
Camila Moreno
Moral Distraída
Fernando Milagros
Mon Laferte
Denisse Malebrán
Benjamín Walker
Pedropiedra
C-Funk
Kanela (Noche de Brujas)
Pollo (Santaferia)
Lalo Ibeas (Chancho en Piedra)
Consuelo Schuster
Augusto Schuster
Gianluca
Princesa Alba
Tommy Boysen
Joe Vasconcellos
Roberto Márquez (Illapu)
Nano Stern
Javiera Parra
Eli Morris
Fran Straube (Rubio)
Mariel Mariel
Paz Court
Manuel García

Produzione vocale: Christopher Manhey
Registrazione, programmazione, edit: Pablo Stipicic
Violini, tiple: Nano Stern
Chitarra acustica: Pablo Jara
Charango, chitarra acustica, chitarra elettrica: Eduardo Iensen
Basso, sintetizzatore, metallofono: Valentín Trujillo
Quena, sassofono: Pedro Villagra
Percussioni: Danilo Donoso
Programmazione, edit: Vicente Sanfuentes
Accordion: Juan Angel
Assoli di chitarra elettrica: Ángel Parra
Percussioni: Moral Distraída