È uscito ‘Montero’ di Lil Nas X: oltre il LOL c’è di più | Rolling Stone Italia
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È uscito ‘Montero’ di Lil Nas X: oltre il LOL c’è di più

Fa infuriare associazioni cattoliche e politici, ma non è solo provocazione. Nel debutto racconta la storia di un ragazzo gay tra solitudine, bullismo e rapporti famigliari complessi. Il bello è che ci si diverte pure

Lil Nas X

Ci sono cose che succedono sotto una buona stella. L’esordio di Lil Nas X è una di queste, e par di capire che la stella fosse pure bella grande. Col suo primo singolo, autopubblicato (!), ha infranto uno dei record storici della classifica Billboard: il maggior numero di permanenza di una canzone al no. 1. Record detenuto per 25 anni da Mariah Carey, non proprio l’ultima arrivata, e dalla sua One Sweet Day, stabile al top delle classifiche per 16 settimane. Era il 1995.

Poi nel 2019 arriva Old Town Road e boom: le settimane al no. 1 sono diventate 17. E Mariah, che è un mito, gli ha passato la fiaccola:

 

 
 
 
 
 
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Sono passati due anni da quel giorno, e la fiamma di Lil Nas X, classe 1999, è ancora decisamente accesa. Una carriera, la sua, che racconta come funziona l’industria oggi. Si parte da YouTube, si arriva su TikTok, la canzone può diventare una hit. E poi? E poi, per molti, finisce lì. Non per lui, che ha dimostrato di essere in grado di reggere le aspettative, singolo dopo singolo, video dopo video, trascinandoci nel suo mondo fatto di visioni, paure, mostri e fate queer.

Perché la vera forza di Lil Nas X è stata quella di aver rivoluzionato l’estetica del rap e del pop, creandone una nuova, sfavillante, personale. Solo qualche anno fa, pensare a un ragazzo nero, gay, come uno dei massimi esponenti della scena sarebbe stato perlomeno improbabile. Poi arriva Montero (questo il suo nome di battesimo), e in Industry Baby, pezzo dedicato agli hater che non credevano in lui, rende virale una coreografia in cui decine di uomini nudi ballano in prigione.

Ma Lil Nas non è stato solo galeotto: è stato stato Babbo Natale del futuro, il quarterback più rosa che ci sia, un cowboy, una sposa. Triggerando associazioni cattoliche, politici e “baby boomers”, come li chiama lui. Dalle super discusse scarpe sataniche (dentro la suola c’era del sangue) alla sua visione dell’inferno nel video della title track, Lil Nas X racconta il mondo che cambia, il suo mondo che cambia, e lo ha fatto una coreografia alla volta, una hit alla volta, infilandoci finte gravidanze (sì, sue pure quelle), baby shower e immagini che non si dimenticano facilmente.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da MONTERO (@lilnasx)

Lil Nas X racconta Lil Nas X divertendosi, con la faccia di tolla e una gran voglia di far discutere. Il suo primo disco è il più atteso dell’anno, e in Montero riesce a fare quello che con i suoi ascoltatori superficiali forse non hanno colto del tutto: dimostrare che, oltre al fattore LOL, allo stupore, a Instagram, c’è di più.

In Montero il rapper – anche se chiamarlo così non va bene – ci fa divertire. Ma ci racconta pure quanto è stato difficile crescere da ragazzo gay, tra solitudine, bullismo, rapporti complessi con la famiglia: “Mio padre mi ha detto: ‘C’era una probabilità su un milione, figlio’. ‘Sono io quella possibilità, papà’, gli ho risposto”, canta in Dead Right Now. Ma anche: “Preferirei morire che vivere con questi sentimenti, bloccato in questo mondo dove c’è così tanto da dimostrare”, come invece dice in Void, tra le migliori dell’album.

Nelle sue 15 tracce, Montero scivola via che non te ne accorgi neanche. A colorare le tracce Doja Cat, Elton John (che suona il piano in One of Me), Megan Thee Stallion, ma soprattutto 40 minuti di melodie giustissime, a metà tra pop, hip hop, r’n’b. Ad amalgamare il tutto la sua voce, riconoscibile marchio di fabbrica di un disco difficilmente catalogabile, così come piace tanto fare ai musicisti della Gen Z.

Se il punto forte probabilmente non è la varietà del sound, ciò che colpisce di più di Montero è l’onestà dei testi, dove si passa da momenti super espliciti (come il delicatissimo “Shooting his hot load into my mouth while he’s getting pounded”) al racconto di quanto vorrebbe essere amato, come canta nel singolo uscito stanotte: “So I want someone to love. That’s what I fuckin’ want”.

Montero è un diario di un ventenne che fino a due anni fa non era nessuno, e che ora ha conquistato il mondo. E che, in qualche modo, torna anche agli esordi. Perché se nel remix della sua prima traccia c’era Billy Ray Cyrus, qui, a chiudere il disco c’è la figlia di Billy, Miley, su Am I Dreaming, brano chitarra e voce in cui canta, forse a qualcuno in particolare, forse al suo pubblico: “Never forget me, and everything I’ve done”. Visti i precedenti, temo sarà difficile.

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