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Dove sono finiti i filmati di Luigi Tenco a Sanremo 1967?

Quel giorno, oltre alla Rai, erano presenti altri cinque cineoperatori. Ritrovare quel materiale significa capire quale stato d’animo avesse Tenco prima della morte. Dopo l'esposto, ora si muove la politica

Luigi Tenco canta 'Ciao amore ciao' al 17° Festival di Sanremo, 26 gennaio 1967

Foto: Mondadori via Getty Images

A 55 anni di distanza, non è ancora chiaro dove siano finiti i filmati dell’ultima esibizione di Luigi Tenco al Festival di Sanremo del 1967 prima della morte. Per fare un po’ più di chiarezza sulle ultime ore del cantautore, oltre che per restituire al mondo della musica un reperto di sicuro interesse, l’onorevole Manfredi Potenti ha presentato un’interrogazione al Ministro della cultura Dario Franceschini, i cui contorni sono stati spiegati in mattinata nella sala stampa della Camera dei Deputati alla presenza dei rappresentanti della famiglia Tenco. «I nastri delle performance, come riportato dal Corriere della Sera del 22 gennaio 2022, andarono perduti, rimangono solo alcune fotografie e la registrazione filmata delle prove», ha detto il deputato della Lega. Com’è possibile smarrire un reperto così significativo, sia dal punto di vista artistico che legale, visto che avrebbe dovuto far parte almeno delle indagini sulla sua scomparsa? «La vicenda della morte del cantautore, pur archiviata come suicidio, è stata funestata dai dubbi che hanno continuato a tenere banco per molti anni. Ancora oggi c’è chi lavora per la possibile riapertura del caso».

I familiari di Tenco, in particolare, vorrebbero restituire al grande pubblico una figura diversa da quella che, dopo il suicidio, gli è stata costruita intorno. Come ci ha spiegato Michele Piacentini, rappresentante della famiglia, quei filmati possono essere chiarificatori di tanti aspetti. «Prima di tutto è curioso che non sia rimasta nessuna traccia delle prove e delle esibizioni, se non soltanto il racconto successivo di Lello Bertani, che fece un servizio esterno alle riprese Rai dopo il ritrovamento del corpo senza vita. Ma al festival è stato accertato che erano presenti almeno altri cinque cineamatori, oltre alla troupe della Rai. Ad oggi, quello che è stato divulgato, sono invece solo pochi secondi delle prove con Dalida e nient’altro».

Ma perché proprio oggi i discendenti del cantautore della scuola genovese hanno deciso di esporsi con forza per ritrovare quei filmati? «La questione è riemersa dopo le parole di Ornella Vanoni dell’aprile scorso (che ha dichiarato a Repubblica che «Tenco era uno straccio pieno di barbiturici e alcol», nda), una battuta poco felice sulla sua morte. Da lì, ci siamo riagganciati a quello che disse Pippo Baudo a una Domenica In di qualche anno prima, il quale spiegò che non si sapeva dove fossero finiti i filmati. E così abbiamo fatto un esposto alla Procura di Genova per cercare di riportarli alla luce». E non sarebbero i soli video scomparsi: «Mancano all’appello anche tutti i filmati della trasmissione La comare, otto puntate registrate da Luigi in Rai e che non sono mai state divulgate».

Insomma, nella vicenda si legano indissolubilmente gli aspetti artistici, umani e di indagine, per poter avere dopo tanti anni un quadro completo su una delle figure più influenti del panorama musicale italiano. E che la performance di Sanremo ’67 sia significativa – e anch’essa riporti versioni contrastati – ce lo ha ricordato sempre Piacentini: «Qualcuno dice che l’esibizione di Luigi fosse andata male, da lì il suo sconforto che lo portò a compiere un gesto estremo, e un audio di un Gelosino, i registratori dell’epoca, lo confermerebbe. Ma si è poi scoperto che, nella digitalizzazione del nastro, era stato rallentato il tempo. Diversi altri, invece, ricordano che cantò molto bene e, alla fine, ricevette moltissimi applausi e per ringraziare il pubblico si inginocchiò sul palco. Ma a distanza di tanto tempo, qualcuno sta tenendo nascoste le bobine di almeno cinque cineoperatori e ora è il tempo di recuperarle». E così, il deputato ha chiesto al ministro «se e quali iniziative intenda intraprendere per salvaguardare e valorizzare la storia della musica e dei cantautori italiani, tra i quali Luigi Tenco» e soprattutto «se e di quali notizie disponga circa il possibile reperimento e la conservazione di nastri e delle registrazioni delle performance del cantautore, anche alla luce di una possibile loro pubblicazione».

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