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Difendiamo il Club Tenco

Rolling Stone appoggia la lettera aperta firmata da Paolo Conte, Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Michele Serra e altri nello scontro tra l’associazione e gli eredi del cantautore

Una lettera firmata dai cantautori Francesco Guccini, Paolo Conte e Roberto Vecchioni, dai giornalisti Michele Serra, Vincenzo Mollica e Marinella Venegoni, dal fondatore di Slow Food Carlin Petrini è l’ultimo atto dello scontro tra il Club Tenco e gli eredi del cantautore. I firmatari esprimono sconcerto per le critiche espresse dalla famiglia al Direttivo del Club Tenco e per le minacce di azioni legali: “Ci sembra che nel corso di questi ultimissimi anni il lavoro del Club sia stato quanto mai in linea con le aspirazioni culturali e i principi fondativi del Club, un giudizio corroborato anche dal crescente successo di partecipazione critica e popolare”.

La disputa riguarda l’uso del nome del cantautore che il Club ha in concessione dal 1972 con lo scopo di “riunire tutti coloro che, raccogliendo il messaggio di Luigi Tenco, si propongono di valorizzare la canzone d’autore, ricercando anche nella musica leggera dignità artistica e poetico realismo”. Per molti anni, il Club Tenco e il Premio Tenco sono stati l’anti-Sanremo, un luogo dove i massimi esponenti della nostra canzone, e talvolta di quella internazionale, si sono ritrovati in nome dell’artista morto suicida durante il festival del 1967.

Gli eredi Graziella, Patrizia e Giuseppe Tenco, rispettivamente cognata e nipoti di Luigi, sembrano però intenzionati a non rinnovare la concessione del nome. Giovedì 27 febbraio hanno diffuso tramite il rappresentante Michele Piacentini una lettera aperta in cui hanno accusato l’Associazione Club Tenco di avere “imboccato una strada diversa e lontana da alcuni dei principi per cui fu fondata, prediligendo sempre più i risultati mediatici e commerciali e tendendo a far considerare sempre più come marginale la figura di Luigi Tenco”. Nella stessa lettera e in una diffida formale si fa notare che l’uso del marchio Club Tenco è naturalmente cessato da oltre un anno.

Il giorno dopo il Club Tenco ha replicato chiedendo tramite il nuovo rappresentante legale, il giornalista e vignettista Sergio Staino, un incontro faccia a faccia. 

Qui sotto la lettera aperta firmata Francesco Guccini, Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Marinella Venegoni, Carlin Petrini, Michele Serra e Vincenzo Mollica.

Con vero rammarico siamo stati messi al corrente dai giornali di come, da qualche tempo, si manifestino pesanti critiche, e persino minacce di azioni legali, nei confronti dell’attuale Direttivo del Club Tenco, accusato di perpetrare gravi “deviazioni” rispetto ai principi e alle linee guida stabiliti dal fondatore.

 

Il Club Tenco, per chi non lo sapesse, è una associazione che fu creata, pochi anni dopo il suicidio di Luigi, dal sanremese Amilcare Rambaldi, col fine di onorare il nome del grande artista e col proposito di rendere influenti, vitali e autenticamente operanti nel mondo musicale quegli stessi valori etici che l’uomo, con il suo tragico  gesto, aveva voluto difendere.

 

Ci amareggia e ci sorprende che le azioni di discredito nei confronti del Direttivo, a cui abbiamo sopra accennato, vedano tra i principali promotori i componenti della famiglia Tenco, la vedova di Valentino, il fratello di Luigi, e i nipoti Giuseppe e Patrizia. Sono proprio loro che in questi giorni, attraverso un portavoce, hanno diffidato pubblicamente il Direttivo del Club dal continuare ad utilizzare il nome di Luigi nella sigla della Rassegna della Canzone d’Autore. Tutto questo perché, a loro giudizio, ormai da tempo l’attività culturale di questa associazione ha perso anima, valori e obbiettivi una volta connaturati alla figura del cognato e zio, Luigi Tenco.

 

Questa opinione ci dà un notevole dispiacere: ci sembra infatti che nel corso di questi ultimissimi anni il lavoro del Club, a partire naturalmente dai giorni dedicati alla Rassegna che si svolge al teatro Ariston, sia stato quanto mai in linea con le aspirazioni culturali e i principi fondativi del Club, un giudizio corroborato anche dal crescente successo di partecipazione critica e popolare: segnaliamo gli eventi collaterali organizzati presso la chiesa di Santa Brigida, le giornate di “Complice la musica” e infine le lezioni sui cantautori e la musica d’autore per gli studenti delle scuole secondarie.

 

Sappiamo bene tutti che le polemiche sono parte integrante di ogni organismo associativo, politico o culturale che sia, e che la dialettica che le genera, quando controllata democraticamente, è un segnale di benefica vitalità rinnovatrice. Quando invece alcune di queste opinioni prendono la forma del diktat “senza se e senza ma”, esse diventano inevitabilmente inutili e dannose.

 

Per questo gli estensori della presente lettera, tutte persone che per età e per passione hanno partecipato in diversi ruoli fin dai primi passi di questa meravigliosa avventura, non possono non sentirsi oggi sconcertati dalle minacce di azioni legali che provengono dagli eredi.

 

Per tutto quanto detto esprimiamo la nostra solidarietà all’attuale Direttivo e alla Assemblea di soci che lo ha nominato, invitando caldamente gli scontenti di questo loro lavoro a riportare la discussione all’interno di un civile confronto culturale, da svolgersi presso le sedi assembleari del Club. Invitiamo altresì le istituzioni pubbliche e private a non lasciarsi impressionare da simili azioni e a continuare la loro opera di sostegno a questa piccola e preziosa perla del panorama culturale italiano chiamata Rassegna della Canzone d’Autore Premio Tenco.

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