Costruire un ecosistema musicale virtuoso: se n’è parlato a Linecheck | Rolling Stone Italia
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Costruire un ecosistema musicale virtuoso: se n’è parlato a Linecheck

I dialoghi di Music Moves Europe arrivano a BASE Milano. Si parla di inclusività, connessioni e di come sviluppare una comunità, quella musicale, per permettere a tutti gli artisti di esprimersi

Costruire un ecosistema musicale virtuoso: se n’è parlato a Linecheck

Foto: @linecheck_it

Riemergere dalla crisi pandemica più forti e coesi, tracciando rotte per sviluppare l’ecosistema musicale europeo in un’ottica virtuosa, per tutti. Questo l’obiettivo dei dialoghi Music Moves Europe, iniziativa guidata dall’Unione Europea che prevede lo svolgersi di serie di dieci appuntamenti distribuiti su quattro anni, coincidenti con le principali conferenze musicali di tutta Europa. Che, a Milano, è arrivata in occasione di Linecheck Music Meeting, la principale conferenza e festival musicale in Italia, organizzata tra il 22 e il 25 novembre presso BASE.

Un momento di confronto fondamentale tra gli attori istituzionali e i professionisti del sistema, come ha ricordato Anna Zò (Music Innovation Hub Italy) all’apertura del dialogo ‘The European Music Ecosystem: That’s New?’. Scopo che ha subito ribadito anche il primo intervento in un panel di speaker da tutta Europa, che ha visto sul palco Susanne Hollmann (European Music Commission), Tamara Kaminska (Music Export Poland/EMEE), Virgo Sillamaa (EMEE) e Detlef Schwarte (Reeperbahn Festival/Inferno Events).

«Il Covid ci ha fatto capire che era ora di prendere un’altra strada, che comprendesse ascoltare maggiormente i bisogni degli artisti e creare un ecosistema che sapesse adattarsi ai rapidi cambiamenti dell’industria», così Hollmann. «Questo momento di confronto sarà fondamentale per gli anni a venire, in quanto permetterà alle istituzioni politiche e culturali di sviluppare strategie migliori per assicurare fondi al comparto musicale. Vogliamo che la cultura giochi un ruolo ancora maggiore nelle politiche dell’Unione, e per farlo vogliamo partire dalle basi».

Continua Detlef Schwarte: «L’obiettivo, ora più che mai, è quello di rafforzare i legami tra le istituzioni e tutti gli attori dell’ecosistema musicale. Ma non dobbiamo pensare solo ai bisogni della musica: la musica è un mondo sfaccettato, ampio, e dobbiamo cominciare a chiederci che cosa possiamo fare noi per il resto della comunità. La musica è una forza culturale, e contribuisce a dare forma alla quotidianità che tutti condividiamo. Per questo vorremmo cominciare a pensare alla musica come a una struttura quasi sovranazionale, che dia mobilità tra nazioni agli artisti e permetta di realizzare un’unione superiore».

Per procedere in questa direzione bisogna lavorare con una strategia che miri all’onnicomprensività, portando così nuove opportunità al settore. Questa l’opinione di Virgo Sillamaa, che sottolinea l’importanza di creare un sistema per rendere le risorse a disposizione sempre più accessibili agli artistici che si tratti di fondi o di modalità con cui inserirsi al meglio nell’ecosistema.

Conclude il panel Tamara Kaminska: «Noi parliamo della musica come un settore che si muove in blocco, ma non è così. La music è un ecosistema sfaccettato, composto da sottogruppi e sottocategorie. Eppure, tutti devono cercare di accaparrarsi la stessa quantità di fondi per portare avanti la propria arte. Di conseguenza, gli artisti sono portati a ragionare sul breve periodo, sul successo da ottenere a corto raggio, e non a pensare d’insieme, in grande, con strategie che possano durare nel tempo. La mia visione è che questa conformazione vada a detrimento di tutto il sistema-musica, e che dovremo lavorare per dare la possibilità a tutti di emergere facendo quello che vogliono fare».

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