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Che cosa possiamo fare per aiutare i musicisti a superare l’emergenza?

Anche artisti che consideriamo solidi e famosi vivono l'incertezza economica di qualsiasi altra partita Iva alle prese con un lavoro creativo. Ecco qualche suggerimento per supportarli

Coez live a Milano

Foto: Arianna Carota

In questi giorni si moltiplicano le attività online e le dirette social di musicisti, dj e produttori, sia indipendenti che vere e proprie superstar. Nel tentativo di tenere alto il morale del Paese anche in remoto, si lanciano nelle più svariate iniziative e attività: lezioni di chitarra online, dj set in streaming, live e session in studio trasmesse in diretta Instagram e molto altro ancora.

Viceversa, però, anche chi vive della propria musica ha più bisogno che mai del nostro supporto, soprattutto chi aveva un album o dei concerti previsti proprio in questi giorni, e si ritrova quindi a non poter incontrare il pubblico e i giornalisti per le presentazioni dei dischi o a salire sul palco. Buona parte degli introiti di chi fa musica, in questo momento, dipende proprio da questo tipo di attività, e spesso anche realtà che percepiamo come solide e medio-grosse, o artisti che ci siamo abituati a considerare come già famosi, vivono lo stesso tipo di incertezza economica di qualsiasi altra partita Iva alle prese con un lavoro creativo. Come possiamo, quindi, contribuire a supportare il loro lavoro e la loro arte? Esistono molti piccoli espedienti per farlo, molti dei quali ci costano pochissimo, sia in termini di sforzi che in termini economici. Eccone alcuni.

1Ascoltare la musica e comprare i dischi di artisti nuovi

Sembra una banalità, ma ascoltare una canzone in streaming genera un introito, per quanto piccolo: ogni volta che la mettete in play su Spotify o su qualsiasi altra piattaforma, contribuite al sostentamento del vostro artista preferito (ricordatevi, però, che l’algoritmo smette di conteggiare i brani dopo il decimo ascolto di seguito da parte dello stesso utente: metterli in un loop infinito non vale, insomma). Se siete appassionati del supporto fisico, meglio ancora: l’introito per l’artista è anche maggiore. Certo è molto probabile che, se acquisterete un album adesso, il prodotto vi arriverà fisicamente a quarantena finita, visti i ritardi nelle spedizioni in tutta Italia, ma in fondo è il gesto che conta, e nel frattempo potete sempre ripiegare sulla versione virtuale.

2Ricordarsi che i concerti non sono finiti per sempre

Molti hanno dovuto sospendere o posticipare i loro tour: è nel vostro pieno diritto richiedere il rimborso dei biglietti già acquistati, ma se avete la possibilità di riprogrammare la vostra presenza al concerto nelle nuove date (che nella maggior parte dei casi sono state già indicate dagli organizzatori), fareste senz’altro un gran bel gesto nei confronti dei vostri artisti preferiti. Allo stesso modo, è utile anche non smettere di comprare biglietti per i tour e i festival previsti in tarda primavera, in estate o addirittura in autunno. I principali promoter evidenziano un trend negativo nelle vendite, in quanto molti hanno paura che l’emergenza non sarà ancora rientrata: fare un piccolo investimento di fiducia, però, può fare una grande differenza per chi vive di musica dal vivo. E se proprio dovesse andarci malissimo e la quarantena si prolungasse ancora a lungo, potrete chiedere il rimborso allora.

3Acquistare il merchandising

Storiella buffa: l’anno scorso i Korn hanno incluso nel loro merchandising una mascherina chirurgica, che nelle ultime settimane è andata esaurita perché il panico da coronavirus ha spinto i loro fan a procurarsene una (e la band ha perfino dovuto inserire nel suo sito un disclaimer che specificava che non protegge al 100% dal contagio). Tornerà in stock da metà aprile in poi, ma in generale il merchandising è un ottimo modo per assicurare qualche entrata in più agli artisti, perché la gran parte dei proventi della vendita va direttamente a loro, e c’è l’imbarazzo della scelta: praticamente tutti, dai più piccoli ai più grandi, hanno uno store online dove ordinare t-shirt e altri oggetti personalizzati.

4Diventare micro-mecenati

Chiedere un contributo economico ai fan per realizzare un progetto non è certo una novità: si chiama crowdfunding, ed è un metodo ormai sdoganato per finanziarsi. Certo è che in un momento storico come questo ben pochi artisti aprirebbero un crowdfunding per finanziare se stessi, anche trovandosi in difficoltà economiche (anzi, la maggior parte sta molto altruisticamente supportando raccolte fondi per ospedali o altri enti impegnati nell’emergenza). Esistono però dei modi indiretti per dare un piccolo contributo: se i musicisti e le band hanno un account Bandcamp, ad esempio, spesso potete decidere voi quanto pagare ogni singolo album che acquistate, avendo così occasione di dare alla loro musica il valore che le attribuite. C’è anche una folta comunità di musicisti che utilizza Patreon, una piattaforma tramite cui i fan più affezionati finanziano direttamente i loro idoli, donando pochi euro al mese. In cambio, oltre ai classici regali da VIP package, riceverete pacchetti fisici o virtuali molto interessanti (ad esempio, una cantante del calibro di Kimbra garantisce l’accesso alle acappella e agli stems delle sue varie canzoni, che così potrete remixare a piacimento). Insomma, vincono tutti.

5Iscriversi a un fan club

Esistono ancora, vi chiederete voi? Ebbene sì. Dal celeberrimo Beyhive di Beyoncé a quello storico di Madonna, passando per l’italianissimo Il Blasco dedicato a Vasco Rossi, i fan club vivono e lottano con noi. Non sono solo le superstar del pop e del rock ad averne uno, però: anche molti gruppi indie o underground hanno attivato questo tipo di servizio, come i National (anche se preferiscono chiamarla “community”) o gli Afterhours. È un modo interessante per sentirsi parte di una cerchia più ristretta e avere accesso a contenuti esclusivi e prevendite, e contemporaneamente investire sui vostri artisti preferiti.

6Supportare gli eventi dal vivo in streaming

In questi giorni, parecchi musicisti e promoter si sono organizzati per trasmettere dei live set dal vivo: a volte si tratta di eventi totalmente gratuiti, altre volte è incoraggiato un contributo simbolico da parte dei fruitori, spesso a fini benefici. Uno dei primi esempi è Milano Suona ORA, organizzato da Music Innovation Hub e Pogo Productions, che ha trasmesso svariati live dalle MusicROOMS di Base Milano, con tanto di backstage e interviste esclusive, in modalità pay-per-view. Un’altra ottima iniziativa è quella di #IoSuonoDaCasa, da un’idea del direttore di Rockol Franco Zanetti: un hashtag che serve per raccogliere in un unico calendario tutti gli eventi “casalinghi” organizzati in questi giorni dai vari artisti e trasmessi in streaming. Gli spettatori di questi micro-concerti sono inoltre incoraggiati a fare micro-donazioni tramite il numero solidale messo a disposizione dall’Associazione Nazionale Cantanti (45527, le donazioni possibili sono 2 euro da cellulare e 5 o 10 euro da rete fissa): i fondi raccolti andranno a finanziare l’aumento dei posti letto in rianimazione dell’ospedale Niguarda di Milano.

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