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Claudym, l’illustratrice-popstar che canta per capire se stessa

Dopo il successo dei primi singoli in inglese, la giovane musicista e disegnatrice milanese torna con ‘La parte peggiore di me’, il suo debutto in italiano

Si ispira a Billie Eilish e Tyler, the Creator, disegna miniature 10x30mm e scrive pop postmoderno per confrontarsi con una parte di se stessa che non riesce a capire. Claudym, nome d’arte di Claudia Maccechini, è uno dei nomi più interessanti del nuovo pop underground italiano. Nata nel 1993, inizia la sua carriera non con la musica ma con illustrazioni in miniatura, dove ritrae soggetti del mondo pop – da Darth Vader alle Jordan 1 – a occhio nudo, con matita e acquarello. Poi, due anni fa, inizia il suo percorso musicale.

«Ho sempre avuto voglia di scrivere e di creare la mia musica, ma mi sono data la possibilità di provarci solo da due anni», racconta. «Ho sempre suonato di nascosto, poi quando è arrivata l’idea giusta ho deciso di provarci sul serio. Non c’è stato un momento specifico o un’esperienza in particolare, è una cosa che fa parte di me da sempre». Come gli artisti a cui si ispira, Claudym non si considera solo una musicista o un’illustratrice, ma cerca di far convivere le due cose. «Cerco di lasciare nelle lacune nelle canzoni, dei vuoti da sviluppare con l’immagine».

Dopo una serie di singoli in inglese, oggi Claudym pubblica La parte peggiore di me, il suo primo singolo in italiano. «È da un po’ che mi chiedono di provare a scrivere nella mia lingua, e a un certo punto ho deciso di provarci», racconta. «Tutti dicono che è più difficile, e in effetti è stato così anche per me. Poi, proprio nel periodo in cui mi stavo per convincere che la mia strada sarebbe stata l’inglese, è arrivata la melodia di questo pezzo. In un certo senso le parole erano già nascoste tra le note, ho dovuto indagare per capire da dove arrivassero. È un pezzo apparentemente leggero, una normale canzone d’amore, ma in realtà mi rivolgo a me stessa. Parla di quelle persone che ci segnano in positivo o in negativo, che ci lasciano tracce talmente profonde da diventare parte di noi». Potete ascoltare La parte peggiore di me poco sopra.