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Sono tornati i KLF e queste sono le 5 cose più matte che hanno fatto

La loro musica è arrivata sulle piattaforme. È giunto il momento di mettere in fila le gesta folli della band più folle d'Inghilterra: la caccia agli ABBA, la piramide di ceneri umane, il rogo milionario

Foto: Simon Ritter/Redferns

Raccontare i KLF in poche frasi è un’impresa impossibile. La loro storia rasenta il racconto mitologico, da tragedia greca, più che la tipica biografia da band di Wikipedia. Ci ha provato, con buon successo, John Higgs nel suo libro edito in Italia da Nero Edizioni, Complotto! Storia dei KLF, il gruppo che diede fuoco a un milione di sterline che semplifica bene il mondo impossibile della band nel sottotitolo: caos, magia e musica house.

I KLF (Kopyright Liberation Front) erano/sono Bill Drummond e Jimmy Cauty, due matti, geni, visionari inglesi che, tra la seconda parte degli ’80 e i primi ’90, hanno scombussolato le regole dell’industria musicale. Da buoni adepti del discordianesimo, culto pagano dedito a Eris, dio del caos, il cui intento è di portare discordia e caos nel mondo, la loro carriera è stato un susseguirsi di avvenimenti assurdi e spettacolari, culminati con l’addio delle scene del 1992, anno in cui, all’apice del successo, ritirarono il loro intero catalogo musicale dal mercato. Nella loro breve esperienza sonora conquistarono due volte il primo posto della classifica britannica (la prima a nome The Timelords), piazzando altri cinque brani nella top 10, con hit dal gusto (acid) house capaci di conquistare la nascente scena rave britannica del periodo.

Dopo anni di silenzio musicale, in data 1.1.21 (per i discordiani, cui il numero culto è il 23, la data ha un valore simbolico 1+1+21=23), è apparsa online la prima di tre compilation, Solid State Logik 1, contenente i maggiori successi del duo, seguita dal film – non richiesto dalla band – Welcome to the Dark Ages sull’ultimo dei loro folli progetti: la costruzione di una piramide a Liverpool. Per festeggiare questo ritorno, celebriamo la storia dei KLF attraverso cinque tappe assurde e fondamentali della loro esperienza.

1Gli ABBA, il primo rogo, il Toblerone

Prima dei KLF, ci furono i Justified Ancients of Mu Mu (The JAMS). Con quel nome, preso in prestito da una delle bibbie discordiane, Trilogia degli Illuminati di Robert Shea e Robert Anton Wilson, Drummond e Cauty pubblicarono due dischi di campionamenti selvaggi e spudorati in cui intere parti di brani di band come Beatles e ABBA venivano riutilizzati (senza permessi) con taglio parodistico. Furti, o meglio, détournement musicali, utilizzando un più consono riferimento ai situazionisti, ovvero il riutilizzo di materiale edito per scopri propri. Per The Queen and I, il singolo pseudo-rap con cui lanciarono l’album 1987: What’s the Fuck is Going On?, Drummond e Cauty avevano utilizzato, senza permesso, l’intero ritornello di Dancing Queen degli ABBA, una mossa che non piacque alla band, né tantomeno ai suoi legali.

Nel tentativo (pubblicitario) di farsi perdonare dal gruppo, i JAMS partirono in direzione della Svezia seguiti da un giornalista del magazine musicale NME. Non riuscirono a incontrare la band (ci provarono almeno?), ma sotto i suoi studi, alle 3 del mattino, donarono un disco d’oro (con su scritto «per vendite superiori a zero») a una prostituta che – a loro avviso – assomigliava a una delle cantanti, Agnetha Fältskog. Andarono poi in un campo e diedero fuoco alla maggior parte delle copie del disco finché un contadino li fece scappare sparandogli contro. Il rogo fu immortalato nella copertina di Who Killed the JAMS?, il secondo e ultimo lavoro a nome JAMS, dove scorgiamo Drummond e Cauty appoggiati alla loro auto, una Ford Galaxy V8 della polizia, mentre il fumo dei loro dischi in fiamme disegna una nube nel cielo azzurro di Svezia.

Sul traghetto di ritorno si esibirono, in cambio di un Toblerone, per quello che fu l’unico live show della band prima di gettare le ultime copie del disco in mare aperto. A concludere la storia, un ultimo colpo di genio: i due comprarono un’inserzione pubblicitaria sul magazine The Face offrendo le ultime cinque copie esistenti al prezzo di mille sterline l’una. Riuscirono a venderne tre.

2Il rito pagano di Mu

Giunti nel continente perduto di Mu, agli invitati venne chiesto di mostrare i passaporti sul quale venne imposto il timbro del pyramid blaster, l’iconica piramide di Mu che sostituisce l’occhio degli Illuminati con il ghetto blaster. Agli invitati vennero chiesto di indossare tuniche gialle e, in processione, furono condotti di fronte a un uomo di vimini dell’altezza di 20 metri. Giunti nel luogo del rito, quattro angeli di Mu, in abiti bianchi, emersero dal mare per riunirsi ai celebranti mentre un’alta eminenza del culto di Mu, indossando un copricapo con un corno della divinità, recitò un sermone in una lingua sconosciuta. A mezzanotte del giorno più lungo dell’anno, il solstizio d’estate, venne infine dato fuoco al totem.

Stiamo forse scrivendo di un libro di fantascienza? Assolutamente no. Questo fu ciò che avvenne nel solstizio d’estate del 1991 nella piccola isola scozzese di Islay nelle Ebridi Interne, quando Drummond e Cauty decisero di invitare qualche decina di giornalisti a celebrare il rito di Mu, la divinità a cui i due dedicaro l’intera carriera. Il weekend, che si concluse il 23 (guarda caso!) giugno al Liverpool Festival of Comedy, costò alla band qualcosa come 70 mila sterline. Servì a promuovere qualcosa? Assolutamente nulla.

3Il sacrificio

La grande occasione per i KLF di scioccare il pubblico televisivo britannico fu l’esibizione ai Brit Awards del 1992. I KLF si presentarono sul palco con la band grindcore Extreme Noise Terror per una versione thrash metal del loro singolo house 3AM Eternal, bocciata in precedenza dalla trasmissione Top of the Pops. Per la perfomance, i primi brainstorming avevano visto materializzarsi le idee più assurde: mozzarsi una mano in diretta nazionale, simulare del sesso, sacrificare animali. Alla fine la band decise per il sacrificio di una pecora, ma l’idea fu prontamente bloccata dall’organizzazione nel giorno stesso dell’evento avvisata, pare, dallo stesso manager della band preoccupato dai possibili risvolti.

Per l’esibizione la band dovette quindi trovare un’altra soluzione in breve tempo. E qui è storia: Drummond, in stampella e kilt, nel delirio cacofonico delle distorsioni degli Extreme Noise Terror. impugnò una vecchia mitragliatrice caricata a salve e sparò simbolicamente sul pubblico (composto dal meglio dell’industria musicale britannica del momento), Ma non finì qui: fuori dalla festa post-premiazione dei Brit Awards, la band abbandonò una pecora morta (acquistata quella mattina da Drummond), accompagnata da un biglietto: “sono morta per voi, bon appetit”. Una serie di gesti più che mai simbolici. Fun fact: quella sera i KLF vinsero il premio come miglior band britannica.

4Un milione di sterline andate in fumo

Vi è mai capitato di avere milione di sterline che vi pesano sulla coscienza? Ai KLF naturalmente è accaduto. Soldi sporchi guadagnati grazie all’odiata industria musicale. Abbandonata la scena musicale, e formata la fondazione d’arte K Foundation, i due decisero di prendere quel milione, recarsi a Jura, un’isola della Scozia, e dargli fuoco. Era il 23 (naturalmente) agosto 1994. L’evento fu registrato e proiettato l’anno successivo, il 23 agosto 1995, nella sala comunale di Jara davanti a un pubblico composto da sbigottiti abitanti della zona.

La motivazione alla base di questo gesto estremo perseguitò lo stesso duo negli anni a venire. E Higgs, autore del già citato Complotto!, a darci però una possibile spiegazione: «il rogo del milione di sterline non dovrebbe essere visto da una prospettiva artistica. Non ha mai avuto a che fare con l’arte. Era molto più di quello, ed era molto più ovvio. Si trattava di distruggere il denaro. Si trattava di dimostrare che il denaro può essere sconfitto».

5MuMification o come costruire una piramide a Liverpool

Costruire una piramide con le ceneri di 34.592 (3+4+5+9+2=23) persone nel quartiere Toxteth di Liverpool. Questa è l’ultima serissima boutade del duo. MuMufication è il processo in cui 23 grammi delle ceneri di un individuo vengono inserite all’interno di un mattone (brick of Mu) per la costruzione della People’s Pyramid. Il costo per assicurarsi un posto nella piramide, concedendo le proprie future ceneri ai KLF, è di 99 sterline ed è acquistabile sul sito L-13.org. Come anticipato, in questi giorni è uscito il documentario Welcome to the Dark Ages, diretto da Paul Dane, che segue il primo anno del progetto. L’unico commento lasciato dal duo al regista dopo la visione del materiale è stato: distruggilo.

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