Rolling Stone Italia

Sanremo 2024, le pagelle delle canzoni della prima serata

Quelli che entrano all’Ariston da punk cattivi e ne escono da punk buoni, una ventiduenne che sembra una veterana, tanta ‘Cenere’ (nel senso dell’influenza di Lazza) e tanti anni ’70. E poi Loredana. Abbiamo dato i voti alle prime esecuzioni del Festival
Lortedana Bertè

Foto: /Daniele Venturelli/Getty Images

Clara

Diamanti grezzi

VOTO
6

Forse la nuova canzone sanremese è questa, una miscela di dance rétro (con echi di World, Hold On di Bob Sinclar) e testi sull’accettarci per come siamo, che è poi il vero tormentone del pop degli ultimi anni. Personalità non pervenuta, ma è probabile sia emozionata e le tocca pure aprire il Festival.

Sangiovanni

Finiscimi

VOTO
5

Sangiovanni fa Sangiovanni in chiave meno scanzonata, ma abbiamo bisogno di un secondo ascolto per capire se la canzone è deboluccia o incolore. “Qui non arriva la musica”, cantava Mengoni nel 2023. Qui invece non è arrivato il testo.

Fiorella Mannoia

Mariposa

VOTO
5

Quello che le donne dicono. Solo che la musica spagnoleggiante (con qualcosa preso da De André) è decisamente d’altri tempi, ed erano tempi brutti, quelli della sbandata italiana per la musica latina. È tutto già sentito, e difatti l’Ariston esulta e l’acclama.

La Sad

Autodistruttivo

VOTO
7-

Entrano all’Ariston da punk cattivi, ne escono da punk buoni. Portano a Sanremo il nuovissimo e sgangheratissimo punk-pop e quindi chi se ne frega se stonano. Il pezzo non è dirompente come ci si aspettava, del resto il co-autore è Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. Peccato per i cartelli. Bella soddisfazione fare intonare “sto nella Sad” al coro di Sanremo.

Irama

Tu no

VOTO
7

Nell’anno del Sanremo modello Hit Mania Dance, Irama punta tutto su vocione sempre al massimo, enfasi a manetta, melodramma. E fa bene, perché Tu no è uno di quei pezzi che, ti piaccia o meno, cominci a canticchiare subito, nonostante non sia un esempio di leggerezza in musica.

Ghali

Casa mia

VOTO
7

Ci si aspettava un pezzo combat e invece il dialogo con l’alieno dell’eleganzissimo Ghali ha un bel taglio anni ’70, specialmente nella strofa. Meno Troupe D’Elite e più (con un bel po’ di fantasia, lo sappiamo) Stromae. Il testo poi arriva: “Per un pezzo di terra o per un pezzo di pane non c’è mai pace”.

Negramaro

Ricominciamo tutto

VOTO
7-

Romanticismo d’altri tempi, con un tocco di pop globalizzato alla Coldplay. Forse gioverebbe un’interpretazione vocale più semplice, meno ornata, ma questo è Giuliano Sangiorgi, cantare in modo “leggero” non gli viene.

Annalisa

Sinceramente

VOTO
6,5

Dopo aver ascoltato il ritornello di Sinceramente, e pensando alla sensualità piccantina ma per famiglie di Mon Amour, viene da pensare che il disegno segreto di Annalisa sia diventare un mix di Raffaella Carrà e Kylie Minogue. Pezzo amabilmente leggero, estate in anticipo.

Mahmood

Tuta gold

VOTO
9

Due anni fa si era presentato al Festival con Blanco e un pezzo da potenziale vincitore, lo si era capito dalla prima esecuzione. Quest’anno porta un brano decisamente meno facile, una canzone-Lego costruita mettendo assieme in modo ingegnoso mattoncini diversi, una Soldi, ma del 2034. Testo pervenuto solo in parte.

Diodato

Ti muovi

VOTO
5,5

Parte seduto (lui, ma anche il pezzo), cresce, ha uno sviluppo, cosa che non si può dire di molte altre canzoni. Nell’anno del ritorno dopo la vittoria allo stranissimo Sanremo 2020, Diodato porta una canzone tradizionale delle sue, forse troppo tradizionale. Musicalmente si mangia molti concorrenti, ma da queste parti ci piacciono cose più avventurose, anche avventate.

Loredana Bertè

Pazza

VOTO
10

Poche storie: apre bocca e riconosci la verità di quel che canta, anche nell’imperfezione della performance e anche se la canzone non ha uno sviluppo che la porta altrove. È tutto lì fin dall’inizio, e te lo sputa in faccia senza esagerare, senza andare sopra le righe: “Prima ti dicono basta, sei pazza, e poi… poi ti fanno santa”. Ma santa subito.

Geolier

I p’ me, tu p’ te

VOTO
7,5

La Cenere di quest’anno, anche se al primo ascolto sembra meno spettacolare della canzone di Lazza. Pur di averla, Amadeus ha piegato il regolamento (che ok, vale quel che vale). Del testo non si capisce granché, perfetto quindi per l’Eurovision Song Contest.

Alessandra Amoroso

Fino a qui

VOTO
5,5

Un po’ di Festival l’ha vinto in sala stampa, quando ha spiegato il senso della canzone leggendo gli insulti che ha ricevuto sui social e spiegando la sua crisi. All’Ariston incarna il fantasma dei Sanremi passati. Se Amadeus dovesse davvero lasciare dopo questa edizione e se Fino a qui vincesse, perché “arriva” anche se non è roba da Rolling Stone, sarebbe la paradossale chiusura del cerchio. Sanremo 2014 (non è un refuso).

The Kolors

Un ragazzo una ragazza

VOTO
6,5

Non è Italodisco, anche se lo spirito non è dissimile. Non è Salirò di Daniele Silvestri, anche se sembra (nella strofa). È un paraculissimo giro nella musica anni ’70, del periodo in cui il funk stava dando origine alla disco. Non un pezzo memorabile, ma hit potenziale.

Angelina Mango

La noia

VOTO
9,5

Se a 22 anni sali sul palco e te lo mangi, poco importa se hai un cognome ingombrante. La cumbia della noia/rumba degli scugnizzi di Angelina potrebbe portarla alla vittoria. Se poi pensiamo che nella serata delle cover canterà un pezzo di papà…

Il Volo

Capolavoro

VOTO
4

Voci che passano dal tono sofferente a quello intenzo, un testo degno delle frasi che certi usano per abbordare: “Ti sei fatta male? Quando sei caduta dal cielo, intendo”. Nonostante il tentativo di svecchiarsi, Il Volo è Il Volo, e non è roba nostra.

BigMama

La rabbia non ti basta

VOTO
5,5

Echi di Cenere, con dentro un po’ di Madame (che però firma il pezzo di Angelina Mango, non quello di BigMama) per spiegare che sarebbe bello riuscire a ballare sul peggio del proprio passato. È mancata un po’ la performance, che avrebbe “spinto” di più una canzone altrimenti derivativa.

Ricchi e Poveri

Ma non tutta la vita

VOTO
7

Se l’anno scorso i Cugini di Campagna sono andati a Sanremo con un pezzo misurato, scritto dalla Rappresentante di Lista, i Ricchi e Poveri hanno deciso di sbracare senza alcuna remora, sia con lo show (diciamo così) sul palco, sia col pezzo, una Can’t Take My Eyes Off You da balera. Ma questo generatore di meme è oltre e non gli si può voler male.

Emma

Apnea

VOTO
6,5

Certi passaggi della melodia sono degni dei Ricchi e Poveri, che hanno appena lasciato il palco. L’energia è da musica sugli autoscontri. Ci sta: unz-unz, Emma è entrata nel vortice.

Renga Nek

Pazzo di te

VOTO
4

Amadeus avrà anche cambiato l’idea di canzone sanremese, Renga e Nek ricordano cos’è stata e cosa, forse, non dovrebbe più essere, per non tornare ad annoiarci davanti alla tv.

Mr. Rain

Due altalene

VOTO
4

Come quella dell’anno scorso, con l’altalena al posto dei bambini.

Bnkr44

Governo punk

VOTO
6

I Brockhampton italiani (ok, non è vero, ma che bello poterlo scrivere) sono dei giovani onesti che fanno cose oneste come fare un pezzo onesto per un onesto Sanremo. La cosa più punk non è il loro governo, ma il look tipo Poor Things. Si divertono, che a Sanremo è comunque un gesto punk.

Gazzelle

Tutto qui

VOTO
4

Gazzelle rappresenta la quota “sensibile” in questo Sanremo con la cassa in quattro, ma la canzone è debole, già sentita, non lascia il segno. Peccato, Flavio sa fare di meglio, molto meglio.

Dargen D’Amico

Onda alta

VOTO
4

Quando nel 2022 Dargen D’Amico ha presentato per la prima volta Dove si balla, molti hanno pensato: ma davvero ha fatto un pezzo così? Poi ha vinto lui: è diventata un tormentone. Viene da pensare la stessa cosa di Onda alta, che però a differenza di Dove si balla è un mischione bizzarro di cose diversissime, orsetti e migranti che muoiono nel Mediterraneo, ritmo quasi gabber e melodia da coro russo. Unico “cessate il fuoco” della serata.

Rose Villain

Click boom!

VOTO
8

Esibirsi all’una di notte e svegliare il pubblico nazionalpopolare non è proprio semplice. Rose ci prova con un pezzo che unisce canto sanremese e ritornello TikTok che potrebbe incollarsi sotto le scarpe dei ragazzi alle giostre. Lei è credibile a fare entrambe le cose. Crescerà.

Santi Francesi

L’amore in bocca

VOTO
6

Da X Factor a Sanremo Giovani a Sanremo con un pezzo non divertente come altri, ma nemmeno appariscente, né struggente. Penalizzati anche dall’ora in cui vanno in onda, quasi l’una e mezza. Governo electro.

Fred De Palma

Il cielo non ci vuole

VOTO
4

Sarebbe bello credere nella vita come Fred De Palma crede nel suo pezzo. Abbandonato il reggaeton (perché?), l’ennesimo brano in cassa dritta di questa edizione cade nel dimenticatoio con facilità.

Maninni

Spettacolare

VOTO
5

Quando è stata annunciata la partecipazione di Maninni direttamente nei big molti hanno pensato: nessuno lo conosce, avrà una canzone fenomenale. E invece Spettacolare non è per niente spettacolare, ma piuttosto risaputa, con dentro (giusto per citare altri concorrenti di questo Sanremo) qualcosa delle melodie di un Diodato e del tono confidenziale di un Mr. Rain.

Alfa

Vai!

VOTO
2

Il primo pezzo pop-folk scritto da una intelligenza artificiale che partecipa a Sanremo. Ah, davvero l’hanno scritta delle persone? Adulte?

Il Tre

Fragili

VOTO
3

Amadeus ha portato la nuova canzone italiana a Sanremo. Nel giro di pochissimo tempo, anche quella è diventata un cliché.

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