Le 5 promesse del K-pop da tenere d’occhio per il 2023 | Rolling Stone Italia
GIOVANI IDOL CRESCONO

Le 5 promesse del K-pop da tenere d’occhio per il 2023

Dopo l'exploit delle Blackpink altri girl group sono pronti al grande salto. Chi riuscirà a prendere (anche solo momentaneamente) il testimone dalle mani dei BTS?

Le Sserafim live nel 2022

Foto: The Chosunilbo JNS/Imazins via Getty Images

Il 2023 è iniziato molto bene per il K-pop. È di qualche giorno fa infatti l’annuncio delle Blackpink come headliner del Coachella, il più importante (e più cool) festival musicale americano. La notizia arriva a sei mesi dalla performance di J-Hope dei BTS al Lollapalooza, il primo artista coreano di sempre ad esibirsi come main act di uno dei principali festival mondiali.

L’onda coreana, chiamata Hallyu, non sembra quindi arrestarsi, e nuovi talenti – o meglio, idol (qui alla quarta generazione) – continuano ad imperversare sul mercato non solo più sudcoreano, ma mondiale, con un’ambizione senza pari. Che il K-pop possa diventare parte dello standard mainstream internazionale è oramai una certezza, come dimostrano i numeri sui social e sulle piattaforme digitali ottenuti grazie alla grande passione dei fan di tutto il mondo (composti principalmente da Gen Z e Alpha).

Con la sua estetica umana-non-umana da uncanny valley, le sue sonorità che fagocitano generi e tendenze alla velocità della luce e un’industria quasi militare nella formazione di giovanissime popstar, il K-pop è il frutto diretta della società digitale. Affascinati da questa visione apocalittica della musica, abbiamo deciso di segnalare cinque gruppi che, nel brevissimo futuro, potrebbero affiancare BTS e Blackpink come portabandiera del movimento.

Ecco le nostre scommesse per il 2023.

Enhypen

I setti ragazzi coreani che formano gli Enhypen sono stati scelti attraverso un talent, I-Land, tra 23 partecipanti. Il loro disco d’esordio, Dimension: Dilemma ha venduto tantissimo, ben oltre le cifre degli altri progetti qui segnalati, tanto che in appena due anni la band è riuscita a tirar su un primissimo tour mondiale. Del fanatismo che circonda gli Enhypen ce ne siamo accorti ultimamente anche in Italia dove i sette sono stati accolti da una folla imponente dopo esser stati ospiti della sfilata di Prada all’ultima Milano Fashion Week. A colpire di loro è un’estetica matura che nei video diventa quasi cinematografica. Non è un caso infatti che la moda li ami, e quando la moda europea apre le sue lunghe braccia, le possibilità diventano molte.

Kep1er

Le Kep1er sono nove idol (sei coreane, due giapponesi e una cinese) nate dal talent show Girls Planet 999 che tra l’estate e l’autunno del 2021 ha visto sfidarsi 99 concorrenti (33 per ogni nazionalità: coreana, giapponese, cinese). Una versione del programma, tutta al maschile, dal titolo Boys Planet 999 partire il prossimo febbraio con l’obiettivo di scovare, anche tra i giovani maschietti, un gruppo così fresco. Guidate dalla cantante e attrice Choi Yu-jin, già membro delle CLC (CrystaL Clear), il gruppo ha pubblicato 3 EP (First Impact, Doublast, Troubleshooter), il primo dei quali è arrivato in cima alla classifica coreana (i due successivi si sono fermati al secondo posto), ma è ancora alla ricerca di una hit (nonostante i numeri su YouTube siano già molto alti tra MV, backstage, coreografie, reaction) che possa aprire al mercato globale. Sarà l’anno giusto?

Le Sserafim

Due EP, Fearless e Antifragile, certificati platino per il gruppo proposto da Hybe Corporation, l’etichetta che ha lanciato i BTS. L’inizio del gruppo si è diviso tra un’ottima ricezione mediatica e una situazione spiacevole: partite come sestetto, la band ha dovuto allontanare uno dei membri, Kim Ga-ram. La ragazza, ancora diciassettenne, è infatti stata accusata di bullismo. Voltato pagina e riposizionata sul mercato come quintetto, la band ha introdotto una serie di contaminazione latine e reggaeton nel K-pop, una sferzata ritmica molto cool. Il primo passo del 2023 è stato tradurre Fearless in giapponese, un passaggio obbligatorio nelle strategie delle band K-pop, qui facilitato dalla presenza all’interno della band di Sakura Miyawaki, cantante e attrice giapponese che a soli 25 anni vanta già 12 anni di carriera avendo militato in progetti di idol nipponici, come HKT48, AKB48, e nippo-coreneani, Iz*One. Il prossimo passo sarà l’inglese e il mercato globale?

NewJeans

Segnatevi questo nome: NewJeans. Solo loro la new sensation del K-pop. Il giovanissimo quintetto (dai 15 ai 19 anni) formato da quattro teenager coreane e una vietnamita ha esordito lo scorso luglio e, con solo sei brani all’attivo, è già riuscito a raggiungere due volte il primo posto nella classifica coreana (con il singolo di debutto Attention e Ditto) approdando anche nella top 100 inglese e americana grazie alla capacità di trovare sonorità ben lontane da ciò che sta funzionando nel genere, ovvero tutto ciò che segue l’EDM, spostandosi verso un ritorno nostalgico al pop-r&b-rap di inizi 2000. Più che una versione accelerata di Lady Gaga, infatti, siamo nel regno stiloso delle TLC. Particolare, poi, è la scelta dei video: l’estetica iper-colorata del K-pop è continuamente disturbata da una serie di interferenze che spiazzano chi osserva, quasi come se volessero hackerare il genere dal di dentro (la doppia versione del clip di Ditto ne è l’emblema). Le cinque sono molto attive tra videoclip, backstage, coreografie, reaction (non a caso sono un prodotto di Ador, sussidiaria di Hybe che in Corea significa solo una cosa, BTS), ma al tempo stesso portano in scena un lato disturbante inedito nella scena: queste scelte coraggiose, quasi intellettuali, aiuteranno le cinque a riscrivere le regole del genere?

Tomorrow X Together (TXT)

In un’annata che sembrerebbe spingere decisamente sui girl group dopo anni di dominio maschile, i Tomorrow X Together (sintetizzato in TXT) sembrano i ragazzi più propensi a prendersi sulle spalle il ruolo di prossimi BTS (anche visto che alcuni membri dei BTS stanno o affronteranno il servizio militare obbligatorio di 24 mesi previsto dallo stato coreano). Dopo tre album e cinque EP, che sono valsi una serie di prime posizioni in Corea e Giappone oltre a due brani nella Top 10 americana (dove sono diventati il gruppo maschile K-pop con il miglior piazzamento per un disco di debutto), e oltre al premio Hero of the Year della rivista inglese NME, i TXT sono pronti al grande salto che potrebbe arrivare già con il nuovo EP previsto per il 27 gennaio, The Name Chapter: Temptation, che apre un nuovo capitolo. In fondo i cinque – oltre ad essere molto belli – cantano e ballano con una disinvoltura che le più importanti boy band americane di fine millennio si scordano.