Le 10 migliori colonne sonore degli horror italiani anni ’70 | Rolling Stone Italia
Scacco al demonio

Le 10 migliori colonne sonore degli horror italiani anni ’70

Da Ennio Morricone ai Goblin, passando per Fabio Frizzi e Riz Ortolani, lo spaccato di una stagione felice (anzi infelice, si tratta pur sempre di film pieni di sangue) della nostra musica

Le 10 migliori colonne sonore degli horror italiani anni ’70

Ennio Morricone

Foto: Universal Group via Getty Images

Serial killer, case infestate, bambini demoniaci, cannibalismo, squartamenti e via delirando. L’horror italiano vive negli anni ’70 il momento di massimo folgore artistico e di successo, fa scuola con una serie di capolavori conclamati, ma anche con B-movie che nonostante la povertà di mezzi si impongono per le atmosfere uniche e stregano cinefili in tutto il mondo (vedi il caso di Quentin Tarantino). Sono accompagnati da colonne sonore nelle quali si sguazza tra classicismo, psichedelia, tribalismo, prog, contemporanea, elettronica rumorismo, e ancora, sprazzi funk e lounge spesso stranianti, se accoppiati alle trame. Ecco le 10 migliori.

L’uccello dalle piume di cristallo

Ennio Morricone

1970

Nel primo film Dario Argento mette subito le cose in chiaro con un mix intenso di thriller e horror. Morricone ci delizia tra filastrocche fanciullesche e squarci lounge, salvo deragliare verso la musica contemporanea (suo grande amore) che risulta utilissima per trascinarci nel delirio.

La corta notte delle bambole di vetro

Ennio Morricone

1971

Sospiri, urla e rumori malefici per un film che mette in fila morti che non sono morti, sette esoteriche e misteriose sparizioni. Morricone è sempre in bilico tra momenti melodici e atonalità, con musiche qui veramente claustrofobiche.

Reazione a catena

Stelvio Cipriani

1971

Reazione a catena di Mario Bava è uno dei primi slasher movie, con un maniaco mascherato a rincorrere le sue prede in spazi angusti. È uno dei film più cruenti del regista e la colonna sonora non fa che rimarcare il senso di angoscia segnalandosi per alcuni spunti tribali intrecciati ai consueti stridori avantgarde.

Non si sevizia un paperino

Riz Ortolani

1972

Il capolavoro di Lucio Fulci si avvale di una colonna sonora di stampo morriconiano, specie per le ampie descrizioni melodiche alternate a inquietudini a carico dell’orchestra e dei suoi archi strappati come carne viva.

Tutti i colori del buio

Bruno Nicolai

1972

L’Edwige Fenech del film di Sergio Martino può contare su una colonna sonora che è anche il miglior lavoro di Bruno Nicolai, già braccio destro di Morricone che si muove su coordinate non distanti da quelle del maestro, con i profumi d’altrove del sitar di Alessandro Alessandroni, i gemiti di Edda Dell’Orso e alcune profondità dark jazz.

Profondo Rosso

Goblin

1975

Pur con qualche piccolo debito nei confronti di Tubular Bells, la colonna sonora del capolavoro di Dario Argento si colloca come disco-icona della horror music a livello mondiale per quel riff inconfondibile, quelle aperture sepolcrali di organo, quel ritmo in crescendo. Poi tutte le sfumature inquietanti delle scene rese in modo magistrale da Claudio Simonetti e dai suoi, ma anche del jazzista Giorgio Gaslini che si occupa delle partiture della seconda facciata.

Il gatto dagli occhi di giada

Trans Europa Express

1977

Trans Europa Express è un supergruppo che vede componenti di Banco, Chetro & Co e Alberomotore schierati per dar vita alla colonna sonora del film di Antonio Bido che disserta di serial killer in odor di Profondo Rosso, con le musiche a rimpolpare la dose e a ricordare – poteva essere diversamente? – i migliori Goblin.

7 note in nero

Bixio-Frizzi-Tempera

1977

Di questo film e relativa soundtrack se ne è ricordato Quentin Tarantino quando ha inserito il tema principale nel suo Kill Bill 1. Per il resto con tre maestri come quelli coinvolti la qualità è assicurata. Ci sono temi un po’ melensi (vedi i titoli di testa With You), ma il resto è una “bella” discesa nell’incubo.

Shock

Libra

1977

Il film di Mario Bava con Daria Nicolodi mette in scena ambientazioni casalinghe condite da spettri e bambini posseduti. In tal contesto i Libra (che includono due membri dei Goblin) sfornano una soundtrack densa e orrorifica come ci si aspetta, con grande enfasi prog e mellotron a cascata.

Suspiria

Goblin

1977

Che dire davanti a quella che per chi scrive è la soundtrack numero uno di tutto il cinema italiano? Semplicemente che è un concentrato di puro orrore in musica che va sottolineare splendidamente le immagini di Dario Argento, ma sa farsi ascoltare anche da sola. Prog, minimalismo, avanguardia, oscuri carillion, sussurri di streghe nella notte. Paura.