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Le 10 migliori canzoni internazionali uscite nel 2021

La mitologia sentimentale di Taylor Swift, la ballata strappamutande dei Silk Sonic, lo standard di Billie Eilish, il pop "avanti" di Polachek e altri pezzi che hanno lasciato un segno negli ultimi 12 mesi

Artwork: Stefania Magli

10. “Take My Breath” The Weeknd

Definito dal Guardian un instant disco-pop classic, Take My Breath riassume alla perfezione l’estetica sonora di The Weeknd, quel suono anni ’80 ripensato nel futuro (impossibile non sentire echi di Moroder e Daft Punk) su cui Abel Tesfaye può sfoggiare l’ampiezza e la personalità della sua voce. Avete mai notato che quando ascoltate per la prima una nuova melodia di The Weeknd è come se quella melodia avesse da sempre fatto parte della vostra vita? Ecco, questa è una di quelle abilità uniche per cui dobbiamo scomodare paragoni con artisti come Michael Jackson e Prince (per rimanere nello stesso mondo sonoro) e che ora, dopo anni di successi, non sembrano più paragoni così eccessivi. M.B.

9. “Leave the Door Open” Silk Sonic

Non si sa quanto durerà il supergruppo nato dall’unione di Bruno Mars e Anderson .Paak; chissà se avremo occasione di vederlo in tour, o di ascoltare un secondo album. Per ora dobbiamo accontentarci del fatto che la loro magica alchimia si sia concretizzata in una manciata di brani epici, tra cui spicca Leave the Door Open: una ballad strappamutande che strappa anche un sorriso, grazie alle sue improbabili e sfacciate profferte d’amore accompagnate dal più setoso dei sound. Chi non vorrebbe imbattersi in due playboy così. M.B.T.

8. “Happier Than Ever” Billie Eilish

Chi mai si sarebbe aspettato di sentire l’acida e scazzatissima Billie Eilish trasformarsi in una novella Julie London? Happier Than Ever è una sorta di standard jazz anni ’50 per ukulele, che nella seconda metà della traccia evolve in un alt rock dalle chitarre sature e dai toni quasi urlati: una delle sorprese più piacevoli di questo 2021. L’ex ragazzina dai capelli verdi ci guida tra gli alti e i bassi di una relazione così tormentata che la vera felicità arriva solo nei momenti in cui lui non c’è. Uno scenario in cui è facile immedesimarsi, perché una volta nella vita è capitato a tutti. M.B.T.

7. “Introvert” Little Simz

Il brano d’apertura dello splendido Sometimes I Might Be Introvert è un pezzo rap che si muove tra un arrangiamento epico dai risvolti cinematici e gli insegnamenti delle madrine del neo soul. Accompagnata dalla voce soul di Cleo Sol e dall’outro dell’attrice queer Emma Corrin, Introvert è un brano da ascoltare su più livelli: è una staffilata politica mossa da una matrice attivista, è black power, è voglia di rivalsa a partire dalla propria introversione. M.B.

6. “Days Like These” Low

Brano simbolo di un album all’insegna dell’elegia e della disillusione, Days Like This raccoglie la solennità del cantato dei Low e l’impeto della sovraesposizione sonora, la concretezza delle chitarre e la leggerezza eterea degli elementi elettronici. Un incrocio di stili che dapprima sconfina nel noise urticante per poi acquietarsi in una catarsi che volge al silenzio. Un anticlimax poderoso e vibrante, che svela la potenza visionaria di una band in perenne trasformazione, ma decisamente in stato di grazia. M.C.

5. “Easy On Me” Adele

Il ritorno di Adele ce lo immaginavamo tutti così. Piano, voce e un ritornello straziante che potesse accompagnare le nostre sciagure. Per il primo singolo estratto da 30, suo ultimo disco, la cantautrice ha scelto di tornare a collaborare con Greg Kurstin. I due avevano già firmato Hello, per capirci. E le connessioni con il pezzo del 2015 non finiscono qui: i video sono stati girati da Xavier Dolan e sono ambientati nella stessa casa. E sì, anche i lacrimoni sono pressappoco gli stessi. F.F.

4. “All Too Well (10 Minute Version) (Taylor’s Version)” Taylor Swift

Dice Jack Antonoff che la versione lunga di All Too Well ci ha dato un bella lezione: mai dare retta a quel si dice nell’industria musicale circa la ridotta capacità di concentrazione degli ascoltatori. È il picco della sfida di Taylor Swift ai suoi vecchi discografici, ha mandato all’aria le norme non scritte che regolano lo streaming, è l’epopea amorosa definitiva dell’americana. È vero che l’originale uscì nel 2012 e quindi non è al 100% nuova, ma la performance lo è, le strofe reintegrate (o riscritte) sono inedite ed è entrata immediatamente nella cultura pop del 2021 anche per certi dettagli del testo che diventano sostanza e per quel modo di raccontare gli amori finiti mescolando vulnerabilità e sete di vendetta. È già un classico, specie negli Stati Uniti. Prendete la vignetta del New Yorker. Una ragazza si veste per uscire e intanto telefona alla persona con cui ha appuntamento: «Sarò lì nel giro di tre All Too Well». Misura delle nostre vite: più pop di così. C.T.

3. “Drivers License” Olivia Rodrigo

Non capita a tutti di fare un singolo di debutto che diventa un classico. Drivers License racconta la storia di una diciassettenne che ottiene finalmente la patente di guida, occasione rovinata da uno struggimento amoroso. Chi non l’ha cantata, quest’anno? Nessuno, ci sono i dati. La canzone ha battuto il record di Spotify per il maggior numero di stream in un giorno, quattro giorni dopo la pubblicazione. Ha raggiunto la numero uno in ogni Paese che riuscite a pronunciare senza guardare il mappamondo. E se, ad appena 17 anni Olivia Rodrigo scrive canzoni come questa, cosa potrebbe fare in futuro? Non vediamo l’ora di scoprirlo. F.F.

2. “Bunny Is a Rider” Caroline Polachek

Il primo singolo dopo il successo quasi improvviso del suo disco d’esordio, Pang, è un appiccicoso brano pop costruito attorno a un giro di basso saltellante, aperture melodiche anni ’80 (il pre-chorus sembra strappato a morsi da Flashdance) e un fischiettio paraculo alla Lil Nas X. Il brano, co-prodotto dal fido Danny L Harle, funziona proprio per la capacità della Polachek di fare qualsiasi cosa con la voce, spostando l’asticella del pop un filo più in alto di volta in volta. Stato di grazia. M.B.

1. “Montero (Call Me By Your Name)” Lil Nas X

Nel brano si parla di una relazione che Lil Nas ha avuto con un ragazzo che nascondeva la sua sessualità. Oltre ad aver fatto incazzare tutti i conservatori americani, motivo per cui si meriterebbe già di per sé un posto alto in questa classifica, Montero ha il ritornello più catchy del mondo. Gli dicevano che dopo il successo enorme di Old Town Road era meglio non provarci più. Lui non li ha ascoltati e ha pubblicato un video in cui limona con il serpente del giardino dell’Eden e poi, da vero professionista, scivola giù all’inferno per fare una lap dance davanti a Satana. Il pezzo ha debuttato alla 1 nella classifica americana. Volete altro o basta così? F.F.

Schede di Mattia Barro, Michele Casella, Filippo Ferrari, Claudio Todesco, Marta Blumi Tripodi.

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