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L’amore di Madonna per la nightlife in 5 momenti chiave

Prima di diventare la regina del pop, Madonna è stata una icona della club scene newyorkese degli anni '80. Un amore, quello per il club, mai tramontato, come dimostra il suo nuovo disco 'Finally Enough Love: 50 Number Ones'

Madonna nel 1985

Foto: Vinnie Zuffante/Michael Ochs Archives/Getty Images

Esce oggi, in formato completo, Finally Enough Love: 50 Number Ones, il disco che raccoglie i 50 brani di Madonna che hanno raggiunto il primo posto della classifica americana Billboard Dance Club Songs. Da Holiday a Into the Groove, da Vogue a Hung Up, da Music a Bitch I’m Madonna, la storia artistica di Madonna è intrisa, da sempre, di musica da club.

Bisogna infatti ricordare che Madonna nasce come club girl della scena newyorkese anni ‘80. È proprio tra locale storici come il Paradise Garage, il Sound Factory e il Fun House che Miss Ciccone muove i suoi primi passi artistici, diventando in pochissimo tempo un’icona della club scene della metropoli. Attorno a lei infatti gravitano i personaggi più cool, da Keith Haring a Basquiat, da Andy Warhol a Grace Jones, da Boy George all rivale Cindy Lauper, oltre ai migliori dj dell’epoca come Jellybean Benitez, Junior Vasquez, Larry Levan.

Per festeggiare i suoi primi quarantanni di carriera, e l’uscita di questo disco remix, abbiamo quindi raccolto cinque momenti chiavi del rapporto tra la Material Girl e la nightlife, in un intervallo di tempo che va dal 1982 al 2009.

Il video di ‘Everybody’ girato al Paradise Garage (1982)

Madonna nasce come una club girl di New York e, non a caso, il suo primo singolo, Everybody, uscito nel 1982 per la Sire Records, è stato prodotto da Mark Kamins, dj della Danceteria, dopo che Madonna era andata da lui a fargli sentire una demo che il dj aveva provato sulla pista notando un’ottima risposta del pubblico. Volendosi posizionare come artista da club, il video di Everybody, con quel suo suono disco-pop, venne girato all’interno del Paradise Garage, una delle discoteche più influenti nella storia della disco music, base del leggendario dj Larry Levan.

La relazione con il dj Jellybean Benitez (1983)

Foto: Robin Platzer/Getty Images)

Nel 1983, una venticinquenne Madonna incontra John Jellybean Benitez, un dj di origini portoricane, resident del Fun House, uno dei club più in voga di New York. Madonna ha da poco rilasciato il suo primo singolo, Everybody, che Jellybean suona regolarmente nel club. Tra i due nasce un naturale rapporto creativo nonché una profonda storia d’amore che porterà Jellybean a produrre per Madonna, Holiday, il primo singolo di grande successo della cantante, oltre ad una serie di remix del disco di debutto Madonna, del 1983.

La scoperta del voguing (1990)

Madonna è stata introdotta al vogueing da Jose Gutierez Xtravaganza e Luis Xtravaganza della House of Xtravaganza, una house della scena delle ballroom newyorkesi, durante le nottate trascorse nel celebre Sound Factory, dov’era resident una celebrità del clubbing, il dj Junior Vasquez. È all’interno del club, come è anche raccontato da Moby nella sua autobiografia Porcelain. Storia della mia vita, che Madonna troverà l’ispirazione per Vogue, il brano che rese celebre quel particolare stile di danza in giro per il mondo. Madonna arriverà anche a portare con sé una serie di ballerini di vogueing per il Blond Ambition Tour del 1990, il cui backstage è raccontato all’interno del documentario A letto con Madonna del 1991. Le cose però non finirono molto bene con i suoi ballerini che, nel 2015, si ritroveranno nel documentario Strike a Pose per accusare l’artista di averli sfruttati a puri scopi commerciali.

Il litigio con il dj Junior Vasquez (1996)

Il dj e producer Junior Vasquez e Madonna sono stati grandi amici per metà degli Anni Novanta. La regina del pop, infatti, era un habitué del Sound Factory, il locale dove Vasquez era resident, tanto che il dj, in quel periodo, gli remixa Bedtime Story, la title track del sesto disco in studio della cantante, una particolare collaborazione con Bjork. Nel 1996 però tutto finisce quando Junior Vasquez – senza consenso della cantante – pubblica If Madonna Calls, un brano house contenente un campione vocale di un messaggio che Madonna gli aveva lasciato in segreteria. Storia vuole che il brano uscì come ripicca di Vasquez verso Madonna, rea di aver dato buca ad una performance del dj a cui avrebbe dovuto partecipare. La traccia, infatti, oltre all’utilizzo di un sample non approvato della cantante, ripete la frase “se Madonna chiama, ditegli che non ci sono”. Nel 2018, a PageSix, Junior Vasquez dichiarerà: «Ho perso un’amica». If Madonna Calls raggiunse il secondo posto della classifica dei singoli dance negli States.

Il flirt con la scena dance rock degli anni duemila (2009)

Con il passare dei decenni l’attenzione di Madonna per la club scene non cala. Per lo Sticky & Sweet Tour del 2009, il tour in promozione di Hard Candy, l’undicesimo album in studio della cantante uscito nel 2008 e prodotto dai Neptunes, Timbaland e Justin Timberlake, Madonna rimette mano al suo hit single, Into the Groove, uscito nel 1985 come tema principale del film Cercasi Susan disperatamente, inserendoci il sample di uno degli inni dance rock più celebri degli anni duemila, Toop Toop del duo francese Cassius, un must dei dj set del periodo, apripista di quella contaminazione tra indie rock, french touch e electro clash capace di rimempire i club alternativi di quegli anni. Durante la performance del brano, inoltre, i visual mostrano alcune animazioni di opere di Keith Haring, grande amico della cantante per tutti gli anni ’80 prima della sua prematura scomparsa.

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