La classifica dei singoli di lancio degli U2 | Rolling Stone Italia
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La classifica dei singoli di lancio degli U2

Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr hanno dato il via a una nuova era a volte col piede giusto (‘With or Without You’), a volte sbagliato (‘Get On Your Boots’). Ecco le loro scelte, dalla peggiore alla migliore

La classifica dei singoli di lancio degli U2

U2

Foto: Aaron Rapoport/Corbis Outline/Corbis/Getty Images

Poco più di un mese fa gli U2 hanno pubblicato Street of Dreams, il singolo apripista dell’album che uscirà prima della fine dell’anno. Erano una vita che i fan spettavano questo momento visto che (al netto degli EP) il precedente disco di inediti Songs of Experience è uscito nove anni fa. Gli U2 non avevano mai fatto passare tanto tempo tra un album e l’altro. Per l’occasione, abbiamo messo in fila tutti i singoli di lancio degli album precedenti degli irlandesi (escluso Street of Dreams quindi) tenendo conto sia della qualità della canzone, sia del fatto che sia o meno riuscita a preparare il terreno per il disco.

  • 15

    Get On Your Boots

    No Line on the Horizon

    2009

    La qualità del singolo apripista di un album degli U2 non corrisponde necessariamente a quella dell’album stesso. Anzi, spesso non ci va nemmeno vicino. È così per No Line on the Horizon del 2009, che ha segnato il ritorno del dream team di The Joshua Tree e Achtung Baby formato da Brian Eno e Daniel Lanois. Non era certo un disco in sintonia con la cultura pop del momento, ma Moment of Surrender, No Line on the Horizon, Magnificent e Breathe sono gran pezzi. Gli U2 hanno però commesso un erroraccio scegliendo Get On Your Boots come primo singolo, un cugino tutto riff di Elevation e Vertigo, ma manco lontanamente memorabile come quei due. L’album era a suo modo audace e sperimentale, che motivo c’era di nasconderlo? Sarebbe stato più intelligente pubblicare prima Moment of Surrender e lasciare Get On Your Boots come lato B, o persino fuori dall’album.

  • 14

    The Miracle (Of Joey Ramone)

    Songs of Innocence

    2014

    Il polverone sollevato dall’idea di mettere automaticamente Songs of Innocence nella libreria musicale degli iPhone di tutto il pianeta, scelta finita in cima alla nostra classifica delle 25 decisioni più disastrose della storia del pop, ha messo in ombra le canzoni. Songs of Innocence non è certo un capolavoro, ma non esiste un disco degli U2 tutto brutto. The Miracle (Of Joey Ramone) è un omaggio al primo idolo adolescenziale di Bono, quando era “giovane, non stupido”, ed è la canzone che apre l’album. Se non la ascoltate da molto tempo, datele un’altra possibilità. Magari è ancora lì, da qualche parte sul vostro telefono.

  • 13

    Fire

    October

    1981

    Pare che creare il secondo album sia stato un incubo per gli U2. Bono ha perso il suo quaderno contenente i testi poco prima dell’inizio delle registrazioni, la band non era nemmeno sicura di voler andare avanti, dopo che tutti, tranne Adam Clayton, erano entrati in un gruppo cristiano chiamato Shalom Fellowship. E invece ne sono usciti con un disco solido, anche non all’altezza di Boy. October si apre con Gloria e non ci sono dubbi sul fatto che avrebbe dovuto essere il singolo di lancio. Purtroppo in quel momento avevano a disposizione la più insipida Fire. La band se n’è resa conto piuttosto rapidamente e ha smesso di suonarla nel febbraio 1983. «Non era particolarmente bella», ha ammesso Bono nel 2006. «Ho pensato con un certa fiducia che saremmo stati in grado di inventarci le cose strada facendo, ma a volte non ci siamo riusciti».

  • 12

    A Day Without Me

    Boy

    1980

    Per molti fan degli U2 vedere una canzone di Boy così in basso in classifica è un sacrilegio. Prima di infuriarvi, però, rispondete a questa domanda: A Day Without Me è meglio di I Will Follow? Oppure di The Electric Co., Twilight, The Ocean o An Cat Dubh? E non tiro in ballo Out of Control visto che è uscito come singolo dall’EP del 1979 Three. Comunque la si voglia vedere, è un riempitivo. Il primo singolo doveva essere I Will Follow, ovvio. La fanno dal vivo ancora oggi, A Day Without Me non la suonano dal 1985. Anzi, bisogna essere hardcore fan per sapere che è stato il singolo di lancio di Boy.

  • 11

    You’re the Best Thing About Me

    Songs of Experience

    2017

    Nel settembre 2017 gli U2 hanno inserito You’re the Best Thing About Me nella scaletta del tour per il trentesimo anniversario di The Joshua Tree, piazzandola tra Vertigo e Ultraviolet (Light My Way). Nello stesso mese è uscita come singolo apripista di Songs of Experience. Nel 2017 non c’era un grande interesse da parte del pubblico per un nuovo album degli U2 e il disco ha ricevuto scarsa attenzione. È un peccato, perché You’re the Best Thing About Me merita di essere riascoltata.

  • 10

    Vertigo

    How to Dismantle an Atomic Bomb

    2004

    MTV, le radio e le grandi case discografiche non erano messe benissimo all’epoca di How to Dismantle an Atomic Bomb. È per questo che gli U2 hanno concesso ad Apple di usare Vertigo in una pubblicità dell’iPod. È stato un ottimo modo per far conoscere la canzone a un pubblico di massa e ha trasformato il pezzo in una hit, anche se “unos, dos, tres, catorce!” significa “uno, due, tre, quattordici!”. Bono ha ammesso di aver bevuto qualche cocktail prima di registrare quella parte.

  • 9

    Numb

    Zooropa

    1993

    Nel 1993 gli U2 erano talmente sicuri di sé dopo il successo enorme di Achtung Baby e le prime tappe dello Zoo TV Tour che il primo singolo di Zooropa (concepito in principio come un EP) vedeva The Edge fare una cosa che si potrebbe ragionevolmente definire rap. Come se non fosse abbastanza, nel video lo si vedeva in primo piano cantare la canzone in playback mentrec due donne gli strofinavano i piedi sul viso. Ma qui adoriamo ogni singolo aspetto di Numb, dalla canzone al video. L’unico vero dispiacere è che dal 1993 non hanno più permesso a The Edge di farla dal vivo. Dai, ragazzi, è ora di tornare a essere Numb.

  • 8

    Desire

    Rattle and Hum

    1988

    Per molti il film sul tour del 1988 Rattle and Hum è un passo falso pretenzioso. Ok, avrebbe potuto essere decisamente migliore considerando la grandiosità del tour di The Joshua Tree e il materiale girato dal regista Phil Joanou, ma la colonna sonora contiene diverse canzoni micidiali, tra cui Desire. Ispirato a Bo Diddley, il pezzo fa parte da allora della scaletta dei concerti (qualcuno dovrebbe fare con Rattle and Hum quel che è stato fatto con Get Back e trasformare il girato originale in un nuovo film).

  • 7

    Miss Sarajevo

    Original Soundtracks 1

    1995

    D’accordo, Original Soundtracks 1 non è propriamente un album degli U2, anche se ci suonano tutti e quattro, oltre a Brian Eno. Ha dato alla band la possibilità di proseguire con le sperimentazioni di Zooropa senza la pressione di dover realizzare una cosa a nome U2. Ed è stato anche un modo per coinvolgere Eno nel processo creativo più che mai, rendendolo un membro a tutti gli effetti della band. Il risultato è un album straordinario e Miss Sarajevo, con la partecipazione di Luciano Pavarotti, è uno dei momenti migliori. E siccome gli U2 l’hanno suonata dal vivo più volte e compare nel loro Best Of, lo consideriamo a tutti gli effetti un singolo degli U2 tratto da un album degli U2. Ma ci sta se non siete d’accordo.

  • 6

    Discothèque

    Pop

    1997

    Gli U2 avrebbero potuto rischiare di meno e pubblicare Staring at the Sun come singolo apripista di Pop. È una ballad radiofonica che avrebbe potuto trovare spazio in radio e su MTV. Hanno invece deciso di essere fedeli fino in fondo al sound influenzato dall’elettronica del disco e hanno aperto le dance con Discothèque. Se una canzone del genere fosse uscita qualche anno prima, forse avrebbe funzionato. E forse, ma proprio forse, se avessero realizzato un video in cui non si travestivano da Village People, la gente l’avrebbe presa più sul serio. Discothèque è stata un flop, il tour negli stadi PopMart ha faticato a vendere biglietti negli Stati Uniti e ha alimentato la narrazione secondo cui gli U2 erano in declino. Eppure Pop e Discothèque sono invecchiati bene. Il sogno di un box set Pop 30 potrebbe non realizzarsi l’anno prossimo, ma magari entro il 2037 ci sarà abbastanza sostegno per un Pop 40. Tanto sognare non costa nulla.

  • 5

    Beautiful Day

    All That You Can’t Leave Behind

    2000

    Dopo la fine del tour PopMart, a inzio 1998, gli U2 si sono concessi una sorta di soft reboot pubblicando la raccolta The Best of 1980-1990 e lanciando come singolo The Sweetest Thing, un lato B dell’epoca di The Joshua Tree. A sorpresa, è diventata una piccola hit e ha fatto capire che c’era ancora una domanda per il vecchio sound degli U2. Per soddisfarla, i quattro sono tornati a lavorare con Brian Eno e Daniel Lanois per All That You Can’t Leave Behind, un ritorno alle origini. Beautiful Day è stata una hit mondiale e ha fatto dimenticare a tutti l’epoca del… FlopMart. Gli U2 sono tornati a essere la band più grande del pianeta, almeno per un po’.

  • 4

    New Year’s Day

    War

    1983

    Dopo la delusione (relativa) di October, gli U2 sapevano di dover far centro col loro terzo album. Ci sono riusciti con una raccolta di canzoni epiche e politicamente impegnate, destinate a essere ascoltate nei palazzetti e negli stadi di tutto il mondo. Circa sei settimane prima dell’uscita del disco hanno pubblicato New Year’s Day che parla in parte del movimento polacco Solidarność anche se pochi se ne sono accorti. Tutti hanno invece sentito uno slancio verso un nuovo inizio, un messaggio universale. E MTV, che era agli inizi e alla ricerca disperata di contenuti, ha trasmesso il video in alta rotazione. L’inizio di una nuova era.

  • 3

    Pride (In the Name of Love)

    The Unforgettable Fire

    1984

    Ai tempi del cosiddetto hair metal non c’erano molte rock band che si mettevano a cantare di Martin Luther King, eppure gli U2, traendo ispirazione dalla biografia Let the Trumpet Sound regalata loro dall’ex direttore di Rolling Stone James Henke, sono riusciti a trasformare quel messaggio d’amore in un classico rock che ha scalato le classifiche parallelamente alle hit di Wham!, Survivor e Billy Ocean (la versione originale della canzone contiene un errore quando Bono canta che King è stato assassinato nelle prime ore del mattino del 4 aprile 1968, essendo successo dopo le 18; quando la fa dal vivo, cambia spesso il testo da “early morning” in “early evening”).

  • 2

    With or Without You

    The Joshua Tree

    1987

    Il pubblico ha avuto un primo assaggio del post The Unforgettable Fire il 30 gennaio 1986, quando la band è apparsa nel programma televisivo irlandese TV Gaga facendo un pezzo titolato Womanfish, una delle peggiori canzoni che abbiano mai scritto. «Avevamo accettato di farlo in un momento di demenza», ha detto The Edge anni dopo. «Era da un po’ che non ci sparavamo sui piedi, così, con due canzoni a metà, abbiamo deciso che fosse il momento perfetto per andare in tv e presentare alla nazione la nostra “nuova direzione”. Era orribile». Per fortuna Womanfish è stata messa da parte e la volta dopo in cui il mondo ha ascoltato una nuova canzone degli U2 è stata With or Without You. È talmente bella che persino chi non ama gli U2 deve ammettere controvoglia che è un pezzone. È il successo mondiale che ha contribuito a portare gli U2 negli stadi. Curiosamente, oggi molti giovani la conoscono soprattutto perché compare in un episodio della seconda stagione di Friends (andate a sentire la versione dal vivo tratta da Rattle and Hum, supera quella in studio e contiene la strofa bonus “shine like stars” tanto amata dai superfan).

  • 1

    The Fly

    Achtung Baby

    1991

    Se questa fosse semplicemente una classifica dei migliori singoli degli U2, The Fly non sarebbe davanti a With or Without You. Siccome stiamo parlando di singoli di lancio, The Fly la spunta perché ha rappresentato una svolta radicale rispetto a The Joshua Tree e Rattle and Hum, svolta che quasi nessuno si aspettava. Quand’è uscita nell’ottobre del 1991, un mese prima di Achtung Baby, i fan sono rimasti a bocca aperta. Sarebbe stato più saggio ripresentarsi con One o con Mysterious Ways, ma hanno deciso di tenere da parte entrambe. The Fly, in sostanza, è diventata il trailer dell’album, il primo passo degli U2 negli anni ’90 e ha tracciato la direzione per tutto ciò che è venuto dopo. Ogni volta che una band sceglie come primo singolo un pezzo strano, e si tiene le opzioni più sicure come riserva, sta seguendo la legge non scritta degli U2.

    Da Rolling Stone US.