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I 25 migliori video di Shakira

Abbiamo stilato una classifica dei video della fresca vincitrice di un MTV Video Vanguard Award. E no, al primo posto non c'è ‘Hips Don’t Lie’ e nemmeno ‘Whenever, Wherever’

Foto: Stuart Franklin/Getty Images

Shakira ha compreso fin dall’inizio la necessità di avere un immaginario potente e un’identità visiva marcata. Non a caso, è diventata una potenza del pop mondiale. I suoi primi video l’hanno fatta conoscere come cantautrice passionale dai capelli corvini, con una visione lucida e la capacità di esprimere i sentimenti con chiarezza sorprendente. Le immagini ne hanno poi accompagnato la trasformazione in popstar camaleontica. Da chitarrista artistoide è diventata diva del rock e poi regina delle coreografie, rivelando ogni volta nuovi lati di sé. È stata la prima artista sudamericana a ricevere il Video Vanguard Award agli MTV VMA 2023. Per celebrarla, abbiamo analizzato la sua lunga videografia scegliendo i momenti migliori.

25

Girl Like Me

2020

Ok, non sarà certo la canzone del secolo, ma il video così allegro e kitsch merita una menzione: Shakira alle prese con una sessione di allenamento anni ’80 è deliziosa («Ho subito pensato a Jane Fonda, i suoi video per allenarsi avevano un’estetica fantastica che volevo adottare»). Anche da seduta esegue una gran coreografia coi capelli, il tutto intervallato da inquadrature dei Black Eyed Peas. Shakira si diverte sul set, una performer naturale. L.V.

24

Empire

2014

Il video somiglia a uno spot di prodotti di bellezza, con un sacco di inquadrature cinematografiche. Eccola all’inizio in abito da sposa bianco mentre entra in chiesa. Quando la canzone esplode in un break di chitarra, corre fuori, dove i registi Darren Craig, Jonathan Craven e Jeff Nicholas la immortalano fra campi e montagne. Forse una delle scene che più colpiscono è quella di Shakira in piedi, fuori dalla chiesa, col vestito bianco in fiamme. J.L.

23

Chantaje

2016

Da vedere semmai servisse una dimostrazione delle abilità camaleontiche di Shakira. Alleatasi con Maluma, all’epoca uno degli astri nascenti della scena latina, ha dimostrato non solo di essere in grado di tenere il passo con gli emergenti, ma anche di poterli surclassare. Tutti gli occhi sono per Shakira che ipnotizza Maluma con ogni sua mossa contribuendo a definire un modello di pop-reggaeton di gran successo. J.L.

22

Se quiere, se mata

1995

Tratta dall’album Pies descalzos, è uno dei momenti più controversi della storia di Shakira. Il testo parla di una giovane coppia preoccupatissima per ciò che le rispettive famiglie penseranno a proposito di una gravidanza non pianificata ed è stato letto in chiave antiabortista, altri invece l’hanno interpretato come una critica alla mancanza di educazione sessuale e di opzioni sicure di contraccezione. Qualunque sia il messaggio che voleva trasmettere, Shakira si è affidata al regista Juan Carlos Martin per creare un’atmosfera leggermente onirica e anni ’90. La scelta di affidare a León Larregui, cantante della famosa rock band messicana Zoé, il ruolo di Braulio (protagonista maschile della storia tragica della canzone) è un altro dei motivi per cui il video è memorabile. J.L.

21

Waka Waka

2010

L’inno di Shakira per i mondiali di calcio del 2010 è diventato – come da copione – una hit globale. Nel video, l’artista colombiana balla con la band sudafricana Freshlyground e si unisce a un gruppo di artisti e bambini in abiti tradizionali per onorare il Paese ospitante, il Sudafrica appunto. Le scene di gruppo sono intervallate da immagini di momenti fondamentali dei mondiali nel corso della storia e così il video è una specie di ritratto di ciò che la Coppa del Mondo rappresenta. I fan di Shakira ricorderanno che su quel set la popstar ha incontrato quello che sarebbe diventato il suo compagno, oggi ex, Gerard Piqué. M.G.

20

Don’t Bother

2005

È una Shakira in preda alla paranoia post-separazione quella di Don’t Bother. Canta all’orecchio del partner (mentre lui dorme, a torso nudo) dei tradimenti di lui e della sua decisione di lasciarla. C’è di sicuro un po’ di autocommiserazione, ma la forza del video risiede nella rabbia violenta, come quando Shakira cerca di vendicarsi distruggendo l’auto del suo ex. «L’auto di un uomo è come un’estensione del suo ego e della sua virilità», ha dichiarato al New York Times nel 2005. «Dentro di me c’è una vera e propria bestia gelosa che cerco di domare». T.M.

19

Estoy aquí

1995

Un fienile diroccato simboleggia il passare del tempo in questo video girato in stile lo-fi e virato in tonalità seppia. Il clip del primo singolo di Pies Descalzos sarebbe solo un cimelio divertente con un pessimo montaggio se non fosse per una Shakira mora e diciottenne che strimpella la chitarra acustica e intona una ballata malinconica che, senza dubbio, è stata la colonna sonora di molti viaggi in macchina, feste e matrimoni (almeno in America Latina). La magia del video risiede nella capacità di trasportarci in un’epoca più semplice, fatta di neve finta e di passaggi da un video all’altro su YouTube, a note fonda. V.D.

18

Te dejo Madrid

2002

Shakira sfida gli stereotipi maschili. Tra un’inquadratura e l’altra di un torero pieno di sé, indossa l’abito tradizionale da corrida, divenendo lei stessa un matador. Invece di combattere contro un toro, usa un paio di forbici per darsi un’aggiustata veloce ai capelli. Sia il video che la produzione della canzone hanno offerto a Shakira l’opportunità di sperimentare cose nuove e immergersi in altri generi con riferimenti alla cultura spagnola e influenze madrilene. L.V.

17

Inevitable

1998

Treccine nere e vestito aderente in pelle, Shakira è una principessa rock’n’roll che di fronte a una folla si esibisce in headbanging e calci volanti, mentre un tifo da stadio la sostiene per tutto il brano. Inevitable è una delle migliori canzoni post-rottura di Shakira. Non piange l’assenza del suo ex, ma la canta in compagnia di migliaia di fan affezionatissimi. V.D.

16

Can’t Remember to Forget You

2014

Rihanna è la parte reggae, Shakira quella rock, ma entrambe sono piene di fascino. Diretto da Joseph Kahn, il video cattura la tensione erotica le tra due popstar amiche dopo una rottura amorosa. All’apice della carriera, in alcune delle scene più amate del video Rih e Shak fumano sigari su un letto, si dimenano contro i muri e si accarezzano. Al momento è uno dei clip più popolari di Shakira, con più di 1,2 miliardi di visualizzazioni su YouTube. T.M.

15

Dónde estás corazón

2012

Dopo aver pubblicato due album (Peligro e Magia) che hanno venduto solo poche migliaia di copie, Shakira aveva quasi deciso di abbandonare la musica. Pur dedicandosi per qualche anno alla recitazione in una telenovela colombiana, ha continuato a scrivere canzoni e Dónde estás corazón è diventata la sua prima hit locale. Il video, diretto da Gustavo Garzón, è una specie di manifesto di Shakira diciottenne: una cantautrice dai capelli corvini, che suona la chitarra, amante della natura e del folklore un po’ hippie. J.L.

14

Beautiful Liar

2006

Una collaborazione che sembra straordinaria ancora oggi. Dopo essere state ingannate dallo stesso uomo, Shakira e Beyoncé sembrano in grado di scatenare la forza degli elementi naturali con le loro mosse sincronizzate e la danza del ventre. In certi momenti è difficile distinguerle: Beyoncé è bravissima nella coreografia, che è ispirata alle movenze tipiche di Shakira. Le due sono in perfetta sintonia, raddoppiando così il loro carisma. L.V.

13

Objection

2002

Dopo il successo di Underneath Your Clothes, Shakira era pronta per provare cose nuove. Nel video di Objection, uno dei brani più orecchiabili di Laundry Service, amalgama il suo lato rock con la danza del ventre e ci aggiunge una dose di tango. Diretto da Dave Meyers, inizia con Shakira che esegue una coreografia intricata di Tina Landon. Ben presto, il video culmina in un’animazione che include una resa dei conti epica tra Shakira e una bionda cattiva a cui buca gli impianti al silicone, per poi tornare alla live action per una jam con la sua band. J.L.

12

Lo hecho está hecho

2009

Dopo la hit della svolta She Wolf, Shakira torna col video di Lo hecho está hecho ovvero Did it Again (il pezzo è uscito in entrambe le lingue). Il brano, nato da un’altra collaborazione con Pharrell, le ha dato la possibilità di mostrare le sue doti di ballerina con una coreografia di Katrin Hall, per la regia di Sophie Muller. Le scene sono costellate di citazioni artistiche di elementi da tutto il mondo. Oltre al ballo, ispirato alle tradizioni islandesi, Shakira ha inserito richiami ai dipinti di Lawrence Alma-Tadema, alla cultura marocchina e ai tamburi tradizionali coreani. J.L.

11

1998

Shakira ha sempre padroneggiato l’arte della semplicità e il video in bianco e nero di è uno dei suoi più intensi. Emilio Estefan, suo manager per un periodo breve ma importante, lo ha diretto riprendendo Shakira mentre canta la power ballad in un salotto spoglio, in stile anni ’60. Lei si muove con disinvoltura sul set, apre un frigorifero, si depila le gambe e si siede vicino a un quartetto d’archi. Il pezzo ha attirato l’attenzione del pubblico e ha dimostrato che era nata per diventare una star. J.L.

10

Las de la intuición

2005

Alcuni dei video di Fijación Oral, Vol. 1 sono fra i più audaci di Shakira e in questo, diciamo così, se la spassa. Ispirandosi al lavoro del fotografo tedesco Helmut Newton, la star ha diretto il video insieme a Jaume de Laiguana e si è divertita a sfoggiare una parrucca viola che ormai è impressa nella memoria collettiva. Negli abiti a corsetto e nelle movenze seducenti echeggiano i doppi sensi della canzone. È una Shakira giocosa e sfacciatamente sexy. J.L.

9

Underneath Your Clothes

2001

Il video diretto da Herb Ritts è un’istantanea della vita in tour della colombiana, in cui le manca “l’uomo che ha scelto”. Il clip ha scatenato una polemica a sfondo politico per la presenza dell’allora fidanzato di Shakira, Antonio de la Rúa, figlio del presidente argentino destituito Fernando de la Rúa. Per protesta, dopo la pubblicazione del video, Tower Records Argentina ha bandito dai propri scaffali Laundry Service. M.G.

8

Ojos así

1998

È un omaggio alle origini libanesi di Shakira. Nel brano l’artista si è ritagliata un ruolo fondamentale fin nei dettagli più piccoli della canzone: stando ai produttori che hanno lavorato con lei, ha supervisionato l’arrangiamento a base di strumenti arabi. Il video non è da meno: è il risultato del gusto di Shakira per i colori audaci e vibranti e per le immagini d’impatto. Ha anche messo in luce la sua bravura nella danza del ventre che praticava fin da bambina, un talento che sarebbe diventato la sua peculiarità e avrebbe giocato un grande ruolo nella carriera. J.L.

7

No

2005

No è di sicuro una delle canzoni di Shakira più strazianti ed emozionanti a tema amoroso, con la partecipazione della leggenda argentina Gustavo Cerati alla chitarra e ai cori. Il video è stato gestito in modo splendido, degno del messaggio contenuto nel testo, in collaborazione col regista spagnolo Jaume de Laiguana, quello di Las de la intuición. Shakira compare seduta in un cantiere navale, sembra devastata. Mentre piange e canta la fine di una relazione, lavora lentamente alla riparazione di un paio d’ali finte. Nell’ultima scena, poco prima della fine del video, eccola sul bordo di una scogliera, pronta a librarsi in volo. J.L.

6

Whenever, Wherever

2001

Un anno dopo il boom negli Stati Uniti di Whenever, Wherever, la cantante diceva a Rolling che «sono qui per sedurre». Nel video del suo primo pezzo a piazzarsi al top della classifica di Billboard, Shakira fa esattamente questo e con la sua danza sensuale conquista la vetta di una montagna avendola meglio sugli elementi naturali. Il clip è stato una svolta (e non solo per l’indimenticabile scena del fango) anche perché – nella versione spagnola Suerte – è stato il primo in lingua spagnola trasmesso da MTV negli Stati Uniti. M.G.

5

Pies descalzos, sueños blancos

1995

A Shakira non dispiacciono i tocchi di assurdità. Con piglio da rocker, getta nel video uno sguardo surreale sulle pressioni sociali che le donne devono affrontare. Si affida a immagini che prendono spunto da film d’essai, riferimenti biblici e quadri: c’è una festa in costume in stile Eyes Wide Shut, una donna che divora una mela e un deserto alla Dalì con scarpe e tacchi che spuntano dal suolo. Tutto ciò ha aiutato a inquadrare Shakira come una specie di figlia dei fiori intelligente e spensierata che non si conforma agli schemi e si mette sempre alla prova. J.L.

4

She-Wolf

2009

She Wolf ha avuto successo non solo per la canzone, ma anche per per avere dato modo a Shakira di mostrare le sue doti di ballerina. Il video, diretto Jake Nava di Beautiful Liar, è ancora oggi una testimonianza delle doti atletiche di Shakira che fa la danza del ventre in mezzo a una folla, si dimena in una gabbia dorata e balla sotto la luna piena. Per la regina del pop, da quel momento si apre una fase in cui le sue movenze caratteristiche vengono messe al centro. J.L.

3

La tortura

2005

La reginetta della reinvenzione ha dato il meglio di sé con La tortura, la collaborazione con Alejandro Sanz che ha praticamente mandato a fuoco i televisori. E non è successo solo perché fra i due artisti c’era una gran intesa erotica: il video, diretto da Michael Haussman, è anche pieno di tocchi intelligenti in puro stile Shakira come quando Sanz pensa che lei stia piangendo per averlo perso e la camera rivela rapidamente che Shakira sta semplicemente tagliando delle cipolle. Shakira che balla nel fango e si esibisce su un tavolo sono altri elementi tipici, oltre che fra i motivi per cui il video ha ottenuto delle nomination ai VMA e ai Latin Grammy. J.L.

2

Hips Don’t Lie

2005

Per la sua più grande hit mondiale Shakira non ha accettato compromessi a uso e consumo del pubblico americano e ha fatto in modo che le immagini del video fossero legate alle sue radici, così come i testi e il ritmo. E quale modo migliore, per celebrare la città caraibica che nomina, se non organizzare una festa che assomigli al Carnevale di Barranquilla, con tanto di costumi e addobbi? Conta 1,3 miliardi di visualizzazioni su YouTube e ha vinto un VMA 2006 per la migliore coreografia. M.G.

1

Ciega, sordomuda

1998

Diretto da Gustavo Garzón, il video è in linea col tono intelligente, spiritoso e insolito dell’album Dónde están los ladrones?, e le sue immagini sono di sicuro memorabili, soprattutto per i fan più accaniti. Si parte subito con delle sorprese: si sentono delle trombe e la telecamera si sposta per mostrare una donna che declama i primi versi del brano. Ma non è Shakira, impegnata invece a divertirsi nel bel mezzo una festa di strada interrotta dalla polizia. Gli agenti portano Shakira in prigione, dando vita a molte immagini indimenticabili come quelle in cui viene arrestata e poi chiusa in una cella affollata. Alla fine il suo amante la farà evadere e le sequenze video diventano una brillante metafora del testo, che parla di quanto l’amore l’abbia resa stupida e cieca. Con un fazzoletto ben stretto a bendarle gli occhi, guida un’auto inseguita da una fila di macchine della polizia. Quando inizia il break rap velocissimo, Shakira regala un altro momento memorabile: si camuffa da manichino per nascondersi dalla polizia, sputando tutti i versi della strofa dalla vetrina di un negozio. J.L.

Da Rolling Stone US.

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