Doveva essere parecchio incazzato Neil Young quando nel 1988 ha scritto This Note’s for You. Non ce la faceva più a vedere gente come Eric Clapton, Michael Jackson, David Bowie o Tina Turner fare spot pubblicitari. Alcuni erano persino arrivati a cambiare i testi delle loro canzoni più note per vendere bibite o birra. Young ne aveva abbastanza: “Non canto per la Pepsi, non canto per la Coca-Cola, non canto per qualcuno che mi fa sembrare un buffone”.
Alla fine la canzone è diventata è una hit e ha fruttato al musicista un MTV VMA per il video. Di certo non ha fatto piacere ai colleghi. «Non credo proprio che Neil Young possa erigersi a coscienza del rock», ha detto Glenn Frey, che nel 1985 aveva recitato con Don Johnson in uno spot della Pepsi. «Non so cosa sia peggio: fare 17 album che sembrano dei demo, pubblicarli come se fossero finiti e prendere i soldi dalla gente come fa lui o guadagnare un milione di dollari dalla Pepsi come ho fatto io. Dico bene, Neil? Chi sta fregando chi? Non fai un disco decente dai tempi di Harvest».
Young aveva toccato un nervo scoperto anche se Frey non aveva tutti i torti: in fondo la musica che ha fatto con gli Eagles è rimasta, lo spot che ha fatto per la Pepsi è un ricordo sbiadito. Si può dire la stessa cosa di buona parte delle pubblicità interpretate da rocker e popstar degli anni ’80. Grazie a YouTube abbiamo ripescato alcuni di quei “classici”. Attenzione: alcuni sono molto, ma molto strani (non quanto Willie Nelson che oggi posa per il marchio Canada Goose).
Genesis
Prodotto: Michelob.
Lo spot: Siamo in un bar alla moda di New York, vicino al Variety Photoplays Theater sulla 3rd Avenue. Il locale è pieno di yuppie tipo American Psycho. Una donna deve decidere quale canzone dei Genesis mettere sul jukebox anche se sentiamo già Tonight Tonight Tonight e di tanto in tanto vediamo i Genesis che la suonano. Qualcuno stappa una Michelob. Un’altra donna sorride camminando verso la macchina da presa. Non c’è traccia di cocaina, ma è ovvio che c’è, e in abbondanza. Gente, più anni ’80 di così non si può.
Cringiometro: Bassissimo. Per lo meno di Tonight Tonight Tonight sentiamo la versione originale, senza modifiche, e Phil Collins non interagisce coi personaggi, né beve una birra. Faceva parte di un pacchetto di sponsorizzazione del tour e quindi glielo concediamo.
David Bowie & Tina Turner
Prodotto: Pepsi.
Lo spot: David Bowie è uno scienziato nerd che cerca di costruire la donna dei suoi sogni. Quando però rovescia la Pepsi su un macchinario lo manda corto circuito e, boom, entra in scena Tina Turner. Anche Bowie si trasforma in una versione più figa e i due duettano su Modern Love col testo cambiato nello slogan “now I know the choice is mine” e non “gets me to the church on time”.
Cringiometro: Basso. Ok, copiare spudoratamente la trama del film La donna esplosiva non è il massimo ed è strano sentire Bowie cantare lo slogan della Pepsi, ma stiamo parlando di due delle persone più cool mai passate sulla faccia della Terra e quindi perdoniamo loro quasi tutto (e comunque questa versione imbastardita di Modern Love era meglio della musica “vera” che Bowie stava facendo nel 1987).
Glenn Frey
Prodotto: Holiday Spa.
Lo spot: Non c’è trama, semplicemente vediamo il musicista degli Eagles impegnato in un allenamento intenso e che decanta le virtù dell’Holiday Spa Health Club. «Quando il tuo lavoro è mantenerti in forma, questo è il tuo ufficio. Quando sei in ufficio, occupati degli affari».
Cringiometro: Molto alto. Frey era in forma smagliante, ma il montaggio fa tanto Karate Kid. Forse non avevano il budget per usare una sua canzone. Peccato, perché The Heat Is On sarebbe stata perfetta.
Michael Jackson
Prodotto: Pepsi.
Lo spot: È il 1984, al culmine della Jacksonmania. Un gruppo di ragazzini – tra cui Alfonso Ribeiro, futuro protagonista di Willy, il principe di Bel-Air – ballano per strada in stile Michael Jackson e si imbattono nel re del pop in persona, accompagnato dai fratelli. Estasiati, i ragazzini ballano coi loro idoli mentre Jackson canta una versione modificata di Billie Jean: “Siete una nuova generazione, affrontate il giorno ballando, afferrate la magia di corsa, siete una nuova generazione, amate quel che fate, mettete una Pepsi in movimento, la scelta è vostra, ehi-eh”.
Cringiometro: Alto, tanto più se si pensa che durante le riprese Jackson si è ustionato il cuoio capelluto. Detto questo, lo spot non è male soprattutto perché c’è Ribeiro che balla prima della Carlton dance e di Dancing With the Stars.
Cinderella
Prodotto: Pat’s Chili Dogs.
Lo spot: Prima di sfondare, i Cinderella erano talmente disperati da accettare di girare uno spot per un chiosco di hot dog aperto 24 ore su 24 in cambio di cibo gratis e della promessa da parte del proprietario di comprare degli spazi su MTV. Cantano pure il motivetto: “Pat’s Dogs! Il cuoco non è mai stanco! Pat’s Dogs! Il vapore è sempre acceso!”. Senza YouTube, sarebbe stata dimenticata da un pezzo.
Cringiometro: Tutto sommato basso: a chi non piacciono gli hot dog?
Nils Lofgren
Prodotto: Jhoon Rhee Taekwondo.
Lo spot: Attenti, bulletti: gli iscritti ai corsi del Jhoon Rhee Taekwondo hanno imparato l’arte dell’autodifesa e se li infastidite, vi prendono a calci in culo. A rafforzare il messaggio c’è il chitarrista della E Street Band, che aveva effettivamente preso lezioni lì negli anni ’70, che scrive il jingle.
Cringiometro: Basso. Gli spot regionali e a basso budget hanno un loro fascino. E la canzone non è affatto male, anzi, Springsteen potrebbe inserirla nella scaletta del prossimo tour con la E Street Band.
Madonna
Prodotto: Pepsi.
Lo spot: Madonna guarda dei filmati in bianco e nero della sua infanzia e in qualche modo si teletrasporta nel passato. Nel frattempo la sua versione bambina viene catapultata nel presente. Era la prima volta che la gente sentiva Like a Prayer, un modo per lanciare alla grande la campagna promozionale. Quando però è arrivato il vero video di Like a Prayer con quelle immagini di croci in fiamme e si è scatenata la polemica, la Pepsi ha ritirato lo spot.
Cringiometro: Medio. Il trucco del viaggio nel tempo non è granché e ovviamente il vero video di Like a Prayer è infinitamente più forte.
Eric Clapton
Prodotto: Michelob.
Lo spot: È una serata tranquilla al Lone Star Cafe di New York. Il locale sta per chiudere quando entra uno sconosciuto con la chitarra in mano. È Eric Clapton. Ha appena fatto un concerto da qualche parte in città e suona una nuova versione di After Midnight di J.J. Cale per i pochi avventori rimasti, incrocia lo sguardo di una donna affascinante, trasforma tutto in una magica Michelob Night.
Cringiometro: Era piuttosto basso finché Neil Young non lo ha parodiato, inquadratura per inquadratura, all’inizio del video di This Note’s for You. Dopo Neil, lo spot è sembrato molto meno figo.
Robert Palmer
Prodotto: Pepsi.
Lo spot: Stai a vedere che Robert Palmer non trovava “semplicemente irresistibile” una donna, ma la Pepsi. È la premessa dello spot del 1989, che presenta una versione rielaborata della hit del 1988 Simply Irresistible con le modelle di Addicted to Love che stappano lattine.
Cringiometro: Basso perché Robert Palmer non era uno alla Zack de la Rocha e quindi nessuno si è stupito che facesse una pubblicità. E poi la canzone sembrava fatta apposta per diventare un jingle.
Whitney Houston
Prodotto: Diet Coke.
Lo spot: Siamo in uno studio televisivo che è anche un po’ negozio di dischi e ospita una festa. Facendo accidentalmente cadere la puntina su una lattina di Diet Coke, il dj risveglia Whitney Houston da un sonno ancestrale. La parete di schermi si apre e la cantante intona le lodi della Diet Coke e poi chissà, forse torna a dormire.
Cringiometro: Minimo. La voce di Whitney Houston era al top e lei era in grado di far decollare persino un jingle della Diet Coke.
