Rolling Stone Italia

I migliori tormentoni estivi degli anni ’10 in Italia

La crisi che continua, nuovi assetti politici, l’arrivo delle hit tamarre e cafone, ma anche dei cantautori indie. La musica latina la fa da padrona, ma se la deve vedere con i tormentoni italici

I primi dieci anni dopo il 2000 vedono un’Italia ancora frastornata dalla crisi, che continua ad arrancare. Sono gli anni dei terremoti, dell’arrivo di papa Francesco dopo le dimissioni di Benedetto XVI, della paura del terrorismo. Gli anni dell’addio di Napolitano e dell’insediamento di Mattarella, dell’ascesa e della caduta di Renzi, del successo del Movimento 5 Stelle e della Lega, della vittoria di Trump come Presidente degli States, della caccia ai migranti e al diverso. Dal punto di vista musicale, questi anni consolidano il successo del rap in Italia, ma portano anche una nuova ondata di cantautori molto in gamba come Calcutta, Thegiornalisti, Motta, Liberato. Insomma, una ventata d’aria fresca grazie ai cosiddetti indie. La voglia di cazzeggiare, però, non manca mai, forse per evadere dal clima pesante, dai partiti populisti che seminano odio e dal malcontento che si respira un po’ ovunque. Si è quasi arrivati al traguardo del 2020 con tormentoni estivi super zarri e cafoni. E così ci troviamo a darci giù con i reggaeton o con canzoni abbastanza inutili come Ostia Lido di J-Ax, che poi questa ce la devono spiegare: ma che c’azzecca un milanese con Ostia Lido? Parlasse dell’Idroscalo no? Nella speranza che i prossimi tormentoni non siano Tramonti a Torvaianica o Fregene-Bangkok, ecco le hit estive di questi dieci anni che (forse) non scorderemo mai (e non è sempre un bene).

“Pem Pem” di Elettra Lamborghini (2018)

Ok, questa canzone è in spagnolo, ma Elettra è italiana e noi siamo open minded. Presentata prima sui campi dell’NBA e solo dopo nel Bel Paese, Pem Pem è proprio il tormentone estivo perfetto. C’è una coreografia (non proprio, in questo caso è tutto twerk), c’è un video sexy e c’è un ritornello composto da due parole. Anzi, una. Meglio di così si muore.

Best lyrics: Para hacer pem, pem perepem pem pem, Pem perepem pem pem

“Roma-Bangkok” di Baby K e Giusy Ferreri (2015)

Dopo quattro anni finisce (?) lo strapotere dei tormentoni tamarrissimi votati al reggaeton o a suoni latini come la Danza Kuduro di Don Omar e Lucenzo (sì, lo so, sembrano i nomi di due neomelodici napoletani!), la Balada di Gusttavo Lima (che ora sembra un modello uscito dritto dritto da PornHub) o la Bailando di Enrique Iglesias. E così arrivano una tipa come Giusy Ferreri (abbonata alle hit estive) e una rapper sexy (dai look eccessivi) che risponde al nome di Baby K. Una canzoncina orecchiabile, un testo che si impara a memoria dopo cinque secondi, un video che richiama Thelma & Louise e la voglia di vacanze. Et voilà: il tormentone è servito! Da notare che entrambe le cantanti, da questo momento in poi, tireranno fuori ogni estate (ma non in coppia) un pezzo che funziona. Possono piacere o no, ma non è semplice. Brave.

Best lyrics: Senza sapere quando / Andata senza ritorno / Ti seguirei fino in capo al mondo / All’ultimo secondo

“Riccione” di Thegiornalisti (2017)

La band indie del momento impazza per tutta l’estate, senza “se” e senza “ma”. Tommy Paradise è dietro a successi come L’esercito del selfie e Pamplona con Fabri Fibra. Riccione riprende smaccatamente i brani anni ‘80/’90 di Carboni & co. tipo Mare Mare. Operazione riuscita, non c’è che dire. Il Signor Paradiso sembra abbonato ai successi. Questo brano ha la possibilità di durare, di diventare un evergreen. Una di quelle canzoni, per intenderci, che saranno nei secoli dei secoli sinonimo di estate.

Best lyrics: Sotto il sole, sotto il sole / Di Riccione, di Riccione / Quasi quasi mi pento / E non ci penso più, e non ci penso più

“Non ti dico no” di Boomdabash e Loredana Berté (2018)

Loro sono i reucci del reggae made in Italy, lei una delle signore della canzone italiana che, per prima, portò il genere in Italia (vedi alla voce …E la Luna bussò). Insieme tirano fuori il brano che – letteralmente – rilancia super Loredana. Il successo porterà entrambi a Sanremo, ma non farà salire la Berté (gravissimo errore!) sul podio. Anche qui, la ricetta, è facile facile, ma funziona. Molto, molto, ma molto meglio del Mambo salentino di quest’anno. Ma la Berté è la Berté, c’è poco da fare: il carisma, cari miei, non lo vendono al mercato.

Best lyrics: “Questa sera non ti dico no / Arriviamo in Cile in autostop / Non chiedermi la luna tanto la conosco / Questa sera non ti dico no / Domani non lo so

“Andiamo a comandare” di Rovazzi (2016)

Nato per gioco sui social, il primo singolo di Rovazzi, che sembra scritto e musicato per un pubblico di prima elementare, diventa una vera hit quando passa a pieni voti l’unico vero test rilevante per i tormentoni: quello dei balli di gruppo. Dalle spiagge ai matrimoni, è una vera epidemia di persone che muovono le spalle a ritmo. Un incubo? Forse, intanto il pezzo si porta a casa 5 dischi di platino e consacra Rovazzi nell’Olimpo delle canzoni estive, dando il via alla sua carriera anche in TV e al cinema. Niente male per uno che andava in giro col trattore in tangenziale.

Best lyrics: Non so se son pazzo / O sono un genio / Faccio i selfie mossi / Alla Guè Pequeno

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