I migliori 10 videoclip del 2022 | Rolling Stone Italia
Classifiche e Liste

I migliori 10 videoclip del 2022

Ci sono i richiami agli anni Duemila ma anche l'intelligenza artificiale al servizio dell'artista. L'empowerment femminista e il DIY portato al massimo delle sue possibilità. Scopriamo i video che, quest'anno, ha fatto la differenza

Un frame dal video di 'Sirens'

Foto: YouTube

Come di consueto, mi ritrovo a fine anno a redigere la top ten dei 10 video più belli di questi dodici mesi. Impresa infausta, come ogni classifica d’altronde, ma intrigante per sondare il polso del mondo del videoclip, la cui morte è prevista e dichiarata oramai con una certa assiduità da almeno una decina d’anni. In un mare di produzioni mediocri (ovvero quelle che pensano l’apparato visivo come un orpello social più che una possibilità artistica d’espressione), ci sono delle opere che, seppur lontane dai giorni festosi di Mtv, si sono contraddistinte per la capacità di ampliare l’idea sonora attraverso tecniche, pensieri e realizzazioni completamente differenti tra loro, sottolineando – ancora una volta – l’importanza del videoclip all’interno del racconto di un artista. A loro è dedicata questa classifica.

Il videoclip è morto, lunga vita al videoclip!

10

Good Human RöyksoppDir. Øyvind Holtmon

Vi abbiamo raccontato dell’ambizioso progetto visivo che i Röyksopp hanno pensato per il loro triplo album, Profound Mysteries. 30 registi per 30 cortometraggi al fine di narrare, da una prospettiva singola, i 30 brani che compongono l’imponente opera. Di materiale interessante ne è stato prodotto molto (e meriterebbe una classifica a sé), ma per l’occasione ho deciso di premiare il minuto realizzato da Øyvind Holtmon per Good Human poiché richiama quell’estetica di inizio anni 2000 tanto cara all’elettronica (e di cui Fatboy Slim è stato il punto di riferimento) in cui scene surreali, corpi scomposti e danze inumane si mescolavano alla ricerca di nuovi territori di movimento possibili.

9

Cash In Cash OutPharrell Willims, 21 Savage, Tyler, The CreatorDir. François Rousselet

Metti tre personaggi supercool come Pharrell, Tyler e 21 Savage, e una tecnica nata nel XIX secolo, lo zootropio: eccoci all’interno del mondo visionario di Cash In Cash Out. Il risultato è un Toy Story (o Small Soldiers) in chiave urban rap. Quattro minuti in cui mi sono domandato: «Ma come diamine sono riusciti a farlo?» La risposta, per i più curiosi, è qui

8

Child of GodChance The RapperDir. Troy Gueno

Il concept attorno a questa nuova serie di singoli di Chano è facile: creare ambienti artistici in cui la comprensione delle parole è al centro del discorso. In Child of God, prima opera della serie, i sopratitoli che trascrivono ogni parola rapparata da Chance evidenziandone i preziosi incastri lessicali dominano al centro della composizione mentre l’artista gabonese Naïla Opiangah è intenta a creare una nuova opera pittorica (ora esposta al Museum of Contemporary Art di Chicago). L’idea è semplice ed efficace e ha il vantaggio di sottolineare le capacità di scrittura e il liricismo di Chance The Rapper. Un approccio old school rimodellato ai tempi di Tiktok.

7

Exotic ContentsMax CooperDir. Xander Steenbrugge

Digital art alla sua massima espressione. Max Cooper e Xander Steenbrugge, esperto di machine learning, hanno qui collaborato per sviluppare un metodo che trasformasse la narrativa scritti in immagine. In sei minuti, grazie alla combinazione di due differenti sistemi generativi basati sul machine learning, il video attraversa quindici differenti mondi digitali creati a partire da alcuni scritti di Ludwig Wittgenstein sulla difficoltà della parola scritta come mezzo di comunicazione. Filosofeggiare mentre le IA conquistano il mondo

6

Round Here (Part One)Tobe NwigweDir. Tobe Nwigwe

È incredibile pensare che Tobe Nwigwe faccia tutto questo da solo, da artista indipendente. I suoi videoclip, opere collettive e familiari (qui sono presenti anche la moglie Fat e il suo piccolo team di pargoli) dai tratti sinfonici, sono costruiti attorno ad un unico ma chiaro concept estetico legato ad un unico colore: il menta, a cui Nwigwe ha dedicato la serie moMINTs. Un immaginario chiaro e riconoscibile che ha scandito la cresciuta di una delle creatività più intriganti del mondo urban. Ne sentirete parlare.

5

BjörkAncestressDir. Andrew Thomas Huang

L’artista islandese ha ripreso la sua fortunata collaborazione con il regista americano d’origine cinese che per lei ha già curato i clip di Mutual Core, Black Lane, Stonemilker e The Gate. In questi ultimi anni Huang ha guadagnato l’attenzione mondiale per Cellophane di FKA Twigs che gli è valso una candidatura ai Grammy per miglior video dell’anno nel 2020 e il mio personale premio come miglior video del 2019 proprio qui su Rolling Stone. Il rituale portato in video per Ancestress è una dedica al concetto di madre, inteso come madre-natura e come madre-naturale, essendo il brano un epitaffio che la musicista ha scritto per la madre, Hildur Rúna, nel quale partecipa anche il figlio Sindri. Mitologia, misticismo, paganesimo; in poche parole, Björk.

4

SaokoRosalíaDir. Valentine Petit

‘Fanculo lo stile’, ripete ossessivamente Rosalía, la nostra popstar dell’anno, nella chiusa di Saoko. Ecco, non credetele, la ragazza scherza: il clip di Saoko è una lezione di stile dal primo all’ultimo fotogramma. Un bignami che spiega, in due minuti e mezzo tiratissimi, l’intero concept dell’album: donne che impennano e sgasano su moto di alta cilindrata dominando le strade e scappando dalla guardie, ovvero puro empowerment femminista. Non c’è altro da aggiungere: okay, Motomami.

3

Broken MelodyCaterina BarbieriDir. Iacopo Carapelli

Certa musica, in particolare quella ambient e sperimentale, è una grande opportunità per chi dirige un clip di sfogare le proprie libertà estetiche. In questo caso Carapelli approfitta della composizione di Caterina Barbieri per costruire un mondo fatto di natura-troppo-naturale e umani-troppo-umani. Negli interstizi di questa iper-realtà la melodia rotta tratta da Spirit Exit si muove tra corpi e pareti di roccia di un universo new weird di cui non possiamo conoscere le geografie. Un portale nello spazio-tempo.

2

We Cry TogetherKendrick Lamar feat. Taylour PaigeDir. Jake Schreier, Dave Free & Kendrick Lamar

L’occasione di mettere in scena il flagrante litigio di We Cry Together era un’occasione troppo ghiotta per Kendrick Lamar e l’attrice Taylour Paige. Lo short movie riprende quindi in maniera dettagliata l’intero scambio/scontro che costruisce il testo del brano, trasportando chi visiona attraverso svariati livelli d’intimità e violenza emotiva di una relazione, in un costante stato di imbarazzo cosciente. Sei minuti di claustrofobica vulnerabilità. Arte viva.

1

Sirens Flume feat. Caroline PolachekDir. Daniel Askill

Caroline Polachek è un’entità angelica di bianco vestita che, in volo, si cala lentamente all’interno di una grotta naturale dove, da un bacino d’acqua, richiama a sé il corpo esamine di un motociclista che solo in un secondo momento ci si rivelerà come Flume. Una composizione biblica. La scena è statica come un dipinto, animata solo dalla gravitas eroica conferita dalla gestualità del salvataggio divino che si compie in un climax emotivo lunghissimo – come nel brano stesso. Daniel Askill, che qui cura la regia, riesce a costruire una narrazione simbolica che rapisce, favorito anche dalla splendida fotografia di Khalid Mohtaseb che conferisce una plasticità viva sia all’ambientazione che ai due personaggi. Gli ultimi frame sono un profondo primo piano stretto nell’azzurro degli occhi di Flume e Caroline Polachek: vittoria meritata.