I dischi da ascoltare ad agosto 2026 | Rolling Stone Italia
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I dischi da ascoltare ad agosto 2026

I viaggi solisti di Phoebe Bridgers e Brandon Flowers, il ritorno degli Weezer e degli Alabama Shakes, un lavoro postumo di Prince e un live dei C.S.I. Il meglio degli album in uscita ad agosto

I dischi da ascoltare ad agosto 2026

Phoebe Bridgers

Foto: Olof Grind via Inuit Dome PR

  • Watchu Bringing?

    Dinner Party 7 agosto

    Dopo l’esordio pandemico nell’estate del 2020, i Dinner Party, ovvero la super band formata da Kamasi Washington, Robert Glasper, Terrace Martin e 9th Wonder, tornano con un nuovo album che vuole ripartire proprio da quel gusto e da quell’eleganza che ne contraddistingue l’anima. Aspettavi sferzate jazz, richiami soul, ritmi hip hop, vocal r&b. Un’ottima colonna sonora per entrare davvero nel mood vacanziero.

  • This & That

    Stray Kids 7 agosto

    Sono una delle band coreane più di successo, e ora stanno per tornare. Gli Stray Kids pubblicano un mini album anticipato dal singolo Run It, brano che conferma l’identità del gruppo: rap, elettronica e ritornelli costruiti per diventare inni da stadio. Otto tracce e un’altra occasione per capire, soprattutto qui, perché si parli così tanto di loro. Dentro e fuori il K-pop.

  • Pure Devotion

    Overmono 7 agosto

    Quando gli Overmono sono apparsi sulla scena elettronica, ci hanno messo davvero poco a passare da new sensation della scena UK a headliner dei festival di genere, rinforzando il proprio suono fatto di ritmi spezzati e grandi sample. Per quanto abbiamo sentito fino ora, Pure Devotion prova a uscire gli stretti confini di Albione aprendosi a sonorità più classiche che nei primi singoli quasi richiamano l’appiccicosità della french touch. Preparate i main stage.

  • Sunshine

    Jungle 14 agosto

    A tre anni da Volcano, ecco il ritorno dei Jungle, giusto in tempo per mettere ulteriore ritmo sulle gambe dell’estate. La formula è la stessa: tanto groove, grande attenzione alla vocalità e un sound che sta in quella linea di confine tra la pura citazione retrò e un certo modernismo. Immaginetevi un dislaimer acceso con su scritto: good vibes only.

  • Lost Weekend

    Phoebe Bridgers 14 agosto

    Sono passati sei anni da Punisher, un’eternità per un’artista che nel frattempo è diventata una delle voci più influenti della sua generazione grazie anche all’avventura con il supergruppo Boygenius. Lost Weekend segna il ritorno al percorso solista con 16 brani anticipati da Lost Boys: il disco perfetto per chi vuole passare un agosto a trasformare un fragilità e malinconia in qualcosa di universale.

  • Soft Control

    Afghan Whigs 21 agosto

    Cifra tonda e decimo album in studio per gli Afghan Whigs. Registrato in quattro differenti location – al Fireside Sound a Joshua Tree, al Gold Diggers Sound a East Hollywood, ai Marigny Studios a New Orleans e a Sycamore a Cincinnati -, è ispirato, almeno nel titolo, da una citazione di David Bowie che ha portato Greg Dulli a riflettere sulla «pace interiore». Per un agosto chitarristico.

  • Thrasher

    Brandon Flowers 21 agosto

    Undici anni dopo The Desired Effect, Brandon Flowers torna finalmente in solitaria. E questa volta sceglie il country. Thrasher promette di riallacciare il filo con i suoi due album precedenti, in cui raccontava un’America più intima. E in questo disco ci sono i suoi primi anni di vita, trascorsi in una piccola città dello Utah. Indossate la giacca con le frange.

  • Gravest Gravy

    The Cramps 21 agosto

    I Cramps erano ufficialmente fermi dal 2009, ovvero dall’anno della morte di Lux Interior. Ora, quasi a sorpresa, tornano attivi pubblicando un “lost album” registrato nel 1977 con Alex Chilton dei Big Star. 11 tracce che finalmente potranno vedere la luce dopo anni di attesa, nonché un omaggio a una storia alternativa del rock.

  • Weezer (Golden Album)

    Weezer 21 agosto

    I Weezer, dopo quattro anni di attesa, tornano a flirtare con i colori, arrivando questa volta all’oro di questo golden album. È anche un ritorno a un songwriting più ampio, con Rivers Cuomo che si è dimesso da amministratore delegato della band per lasciare spazio ai contributi in fase di scrittura del batterista Patrick Wilson e del chitarrista Brian Bell. La dichiarazione è chiara: «Meno chiacchiere e più rock».

  • What Are The Odds

    Jorja Smith 21 agosto

    È uno dei ritorni R&B più interessanti dell’anno, anche se questa volta il dancefloor conta tanto quanto il soul. Prodotto interamente da P2J, What Are The Odds attraversa UK garage, 2-step, house e afro house senza perdere la cifra elegante di Jorja Smith. Potrebbe essere il disco che ridefinisce ancora una volta il percorso della cantautrice britannica.

  • Hazel Eyes

    Sam Smith 21 agosto

    Sam Smith cambia ancora pelle. Hazel Eyes nasce come una dichiarazione d’amore a New York, la città in cui oggi vive, e mette al centro vulnerabilità, introspezione e libertà artistica. I singoli My Guy, Love Is A Stillness e To Be Free fanno pensare a un disco più raccolto, che privilegia l’emozione. «Questo disco è incredibilmente romantico. Ho imparato tantissime lezioni di vita realizzando queste canzoni e ho documentato tutto attraverso la musica». Siamo curiosi.

  • I Must Be Dreaming

    Alabama Shakes 28 agosto

    Fa strano pensare che questo sarà solo il terzo album in studio degli Alabama Shakes in 18 anni di lavoro. I Must Be Dreaming è il primo lavoro dopo 11 anni, nonché il prm dopo l’allontanamento della band del batterista Steve Johnson. Un lungo iato, terminato nel dicembre 2024 con un concerto a sorpresa che ha rilanciato il progetto. È tempo di riprendere da dove avevano lasciato.

  • In viaggio 1994/1998

    C.S.I. 28 agosto

    In viaggio 1994/1998 raccoglie alcuni dei brani più rappresentativi pubblicati dai CSI tra il 1994 e il 1997, attingendo a tre album che hanno segnato la storia della musica alternativa italiana: Ko de mondo (1994), Linea Gotica (1996) e Tabula rasa elettrificata (1997). Un’antologia che diventa fotografia di un momento della storia della musica italiana. Ferretti ci aveva spiegato il titolo così: «Partiremo con In viaggio, se prima non moriamo noi o il mondo».

  • Mere Mortals

    Floating Points 28 agosto

    Floating Points continua a mostrarci un’incredibile capacità di traslare la propria creatività, e quindi la proprio musica, in territori sempre differenti. Questa volta siamo di fronte a una colonna sonora per un balletto, per la precisione del San Francisco Ballet. E proprio con la San Francisco Ballet Orchestra, Floating Points ha realizzato i 14 movimenti dell’opera Mere Mortals. In uscita per la storica etichetta teutonica Deutsche Grammophon GmbH.