
Truth or Consequence
Amyl and The Sniffers 4 settembreNon è il nuovo album della band di Amy Taylor, ma è comunque una novità: un disco dal vivo contenente rivisitazioni in chiave country-punk del repertorio, una cover, un paio di inediti. Registrato in un ristorante messicano di Los Angeles e accompagnato da un film. Da ascoltare.

Bass Womb Room
Melissa Auf der Maur 4 settembreMelissa Auf der Maur si guarda indietro. Prima l’autobiografia (Even the Good Girls Will Cry: a ’90s Rock Memoir), poi un libro fotografico con relativa mostra (My ’90s Rock Photographs) e ora Bass Womb Room, una raccolta di demo anni ’90, pezzi noisy scritti negli anni in cui «l’industria musicale delle major esercitava una pressione crescente su di me e sui miei colleghi affinché producessimo pezzi di successo patinati destinati alle radio. Queste canzoni sono il frutto della mia sperimentazione interiore e un modo per mantenere viva dentro di me la “ragazza artistica” di Montréal». Ci sono anche composizioni più recenti scritte per la mostra fotografica. Erano gli anni ’90, Bass Womb Room è giustamente disponibile anche in musicassetta.

Karaoke Bar
Angus & Julia Stone 4 settembreL’album prende il titolo da una canzone che i fratelli, duo di culto per gli amanti di un certo folk, hanno scritto sull’isola di Idra, a pochi passi dalla casa che è stata abitata da Leonard Cohen. «È stato un periodo magico su una delle isole più strane e belle in cui siamo mai stati», ha detto Angus. In quanto al titolo, dice Julia, «una serata al karaoke può racchiudere tanta bellezza. Tutti hanno la possibilità di essere ascoltati. E spesso è molto più di questo, un momento di vera connessione. Siamo insieme a cantare con una stanza piena di sconosciuti, e le cose che normalmente ci separano nella vita svaniscono».

Prima
Adéla 4 settembreIl debutto della popstar slovacca uscita dall’universo di Dream Academy (sì, quello delle Katseye). Dopo una serie di singoli aggressivi e iper-pop come KGB e Red Bottoms, Prima mette insieme banger, provocazione, sessualità e momenti vulnerabili. Un debutto che, siamo piuttosto sicuri, farà passare Adéla da promessa a popstar definitiva. Ne riparliamo tra qualche settimana.

Half-Told Tales
Arab Strap 4 settembreC’è stato un momento in cui gli Arab Strap erano finiti. Era il 2006 e il duo scozzese aveva deciso di chiudere i battenti con Ten Years of Tears. Poi è successo qualcosa e dal 2021 a oggi la band è già al terzo album con una nuova e consolidata consapevolezza. Il disco del ritorno è schizzato per la prima volta in cima alla classifica scozzese, mentre il precedente I’m Totally Fine With It Don’t Give a Fuck Anymore si era fermato alla posizione numero 2. Un successo impossibile da prevedere per una band che ha costruito il proprio suono tra minimalismo e storytelling serrato e condito da un particolare humor. Bravi loro.

Act III
Kasabian 4 settembreIl nono album in carriera e il terzo atto senza il cantante storico Tom Meighan, oramai sostituito a tutti gli effetti da Sergio Pizzorno, da sempre la vera mente dietro i Kasabian. La band sembra voler affermare di essersi definitivamente lasciata alle spalle quella brusca separazione, riprendendo possesso di quel bagaglio di rock, elettronica e psichedelia che ha contribuito a creare il suono della band. Ma ce l’avranno fatta ad emanciparsi definitivamente dal loro passato?

Not Bad for New Jersey
Brian Fallon & The Painkillers 11 settembreÈ il nuovo album del cantante dei Gaslight Anthem che sempre avuto una vita discografica fuori dal gruppo. «Not Bad for New Jersey» ha detto ad Americana UK a proposito della title track « è il mio modo di celebrare ciò che faccio e le mie origini. L’ho scritta ripensando alla mia vita, come si fa dopo aver rischiato di morire in un incidente, tipo: come ho fatto a cavarmela? Avrei potuto farmi molto male in passato, ma in qualche modo sono ancora qui, e sono ancora tutto intero». Tra gli ospiti, il chitarrista Marc Ribot e Brandon Flowers dei Killers. Sono già uscite anche Better Before e Pearls: puro rock mainstream americano.

Anatomy of a Brief Romance
Bloc Party 11 settembreIl settimo album in studio in poco più di vent’anni di carriera parte da un’ambizione, da una volontà di raccontare una relazione di dieci anni dall’inizio alla fine. «Ogni testo che sentirete parla di qualcosa che mi è successo davvero», ha raccontato Kele Okereke, frontman della band e superstite della formazione originale come il chitarrista Russell Lissack. A quattro anni da Alpha Games, e dopo l’anniversario dei 20 anni di Silent Alarm, è tempo di raccontare un nuovo capitolo di questa storia.

Here Because of Hope
Ezra Collective 11 settembreIl quintetto inglese torna con un quarto e ambizioso album che vuole tracciare la diaspora nera lavorando su musica africana e caraibica. La domanda che la band si è posta è: perché la musica black, che nasce da così tanto dolore, suona così gioiosa? La risposta risiede nella speranza, che dà il titolo a questo lavoro. E da qui che il collettivo, assieme a ospiti come Pa Salieu, Lila Iké e Leona Lewis, è partito per un lungo viaggio sonoro.

Distance in Static
Bonobo 11 settembreUna certa elettronica non sarebbe mai potuta esistere senza l’apporto di Simon Green. Il dj e producer inglese, sotto il nome d Bonobo, torna con il suo nuovo album molto ambizioso e lo possiamo capire già dai featuring presenti, con artisti ricercati come Arooj Aftab, Joy Crookes, Nilüfer Yanya, Ichiko Aoba, Nicole Miglis & Aanya Martin. Un mix di tradizioni e suoni che si traduce in canzoni in inglese, urdu, giapponese per un disco che vuole trasformare la distanza in una ricchezza.

Hard Life
The Tubs 11 settembreÈ il disco di cui stravedono le testate musicali più note del Regno Unito come Mojo e Uncut, un album da cinque stelle per i primi, da 9/10 per i secondi. Loro sono gallesi e fanno una sorta di indie rock neo tradizionalista, tra rock alternativo e recupero della musica delle radici, niente di rivoluzionario, ma musica fatta con lo spirito giusto. «Mi interessa il modo in cui la simpatia e la pazienza verso qualcuno che soffre finiscono sempre per esaurirsi, come questo possa essere qualcosa di liberatorio e positivo, oltre che triste e brutale», ha detto il cantante e polistrumentista Owen Williams. «Ma alla fine sono solo canzoni pop». Come Who’s Gonna Love You Now oppure Stoop to Me o Now and Then. Sarà davvero da 9/10? La risposta l’11 settembre.

Miria
22Simba 18 settembreIl ritorno di 22Simba è costruito come un percorso in tre atti: Arricchiti, Miria e Provinciali. Un racconto che parte dalla fame di soldi e successo per arrivare a fare i conti con ciò che quella corsa ha prodotto. In Arricchiti c’è Guè. Un concept album autobiografico sulla provincia, l’ambizione e il prezzo dell’ascesa.

Ride Lonesome
Beck 18 settembreSenza troppo clamore, Beck sta pubblicano pezzi tratti da quest’album che si riallaccia per sua stessa ammissione ai dischi da cantautore come Mutations e Sea Change. «Mi sono ritrovato coi musicisti della mia formazione originale, con cui ho registrato e portato in tour Sea Change, Morning Phase e Mutations – Smokey Hormel, Joey Waronker, Justin Meldal-Johnsen, Roger Joseph Manning Jr. e Jason Falkner – nel mio studio preferito, la Room B degli United Studios di Hollywood. Per il missaggio di tutti i brani è tornato Nigel Godrich, che aveva già lavorato con noi su Sea Change e Mutations. Era passato un decennio dall’ultima volta che eravamo entrati in studio per registrare Morning Phase. Stavolta ho avuto la sensazione che il nostro modo di suonare e l’intesa tra noi si fossero evoluti e approfonditi: un suono maturato attraverso decenni di lavoro insieme. Pur tornando in un luogo, fisico e musicale, a noi familiare, abbiamo avuto la sensazione di scoprire nuovi suoni e nuove sfumature emotive lungo il percorso». Un esempio: la title track.

Beabadoobee
Pylon 18 settembreQuarto album e svolta decisamente più rumorosa per Beabadoobee. Scritto in buona parte durante il tour di This Is How Tomorrow Moves, guarda al grunge, al Midwest emo e al rock radiofonico anni ’90. La lista dei collaboratori dice già parecchio: Hayley Williams, Brendan Yates dei Turnstile, Chino Moreno dei Deftones ed Evan Stephens Hall dei Pinegrove. Più chitarre, più intensità, meno bedroom pop.

Bass Persuades
Miley 18 settembreL’ha annunciato con un video enigmatico in cui suona la chitarra. Per ora si sa che si ripresenta senza il cognome Cyrus e che, come ha detto lei stessa tempo fa, il disco parla d’amore, «non solo quello che condivido con un’altra persona, ma anche quello che ho trovato dentro di me. Probabilmente questa è stata l’evoluzione più grande. Una volta che il rapporto con te stessa cambia, cambiano anche tutte le relazioni che hai. Penso che questo album celebri entrambi gli aspetti in egual misura».

The Meaning of Flowers
Agnes Obel 18 settembreCi sono voluti sei anni alla cantautrice danese per arrivare a The Meaning of Flowers, l’album che segue l’acclamato Myopia. Il focus di questo lavoro sono un dialogo con la natura e concetti come la nascita, la crescita, la metamorfosi. «Volevo vedere quanto riuscivo ad avvicinarmi a questa sensazione di un nuovo inizio», ha raccontato la musicista che del disco ha curato la scrittura, gli arrangiamenti e la produzione.

12 Conversations
Ryūichi Sakamoto & Alva Noto 18 settembreDifficilmente nella storia due artisti si sono trovati a dialogare così spesso come Alva Noto e Ryūichi Sakamoto. Le origini del rapporto discografico dei due infatti sono da ritrovare nel 2002 con Vrioon, ma con gli anni le pubblicazioni sono state molte e continue, da lavori più sperimentali a colonne sonore (come quella per Revenant), da improvvisazioni a live album. Ora, a tre anni dalla scomparsa del musicista giapponese, i due continuano a parlarsi in 12 conversazioni che danno il nome a questo nuovo capitolo. Si tratta di registrazioni avvenute a fine 2002, ovvero quando Sakamoto stava finendo di ultimare il suo ultimo disco, 12.

Dragonflies
Dragonflies 18 settembre«E ora qualcosa di completamente diverso». Così il super produttore Nigel Godrich (dai Radiohead a Roger Waters) ha annunciato il nuovo progetto musicale «nato dalla mia amicizia con una persona davvero speciale, Dhani Harrison. Abbiamo passato un pomeriggio in cui il sole era velato creando loop su nastro, come fanno gli amici… il che ha dato il via a altre giornate divertenti passate a creare altri loop su nastro… e prima che ce ne rendessimo conto, è nato un album». Il primo estratto è Slower, che è anche il primo pezzo registrato dalla coppia.

Second Song
Neil Young & The Chrome Hearts 18 settembreSette pezzi di cui uno, la title track, di oltre 11 minuti scelto come primo, ehm, singolo. Come sempre, Neil Young fa le cose a modo suo. Sembra tutto molto “classico”, dalla grafica della copertina allo studio di registrazione (Shangri-La) al produttore Lou Adler. La scrittura di un paio di pezzi, Casting Me Away From You e I’ll Love You Forever, risale addirittura agli anni ’60 e il sound sembra acustico ed elettro-acustico. «Non c’è concept», ha detto Young. «Sono un paio di vecchie canzoni e molte nuove. Ecco di cosa tratta l’album, del confronto tra le nuove canzoni e quelle vecchie. Le vecchie canzoni offrono una sorta di riflessione e contrapposizione, o qualcosa del genere. Sembrano tutte integrarsi perfettamente tra loro». Ed è subito voglia di Harvest (magari).

Hope Is the Thing with Feathers
Rhiannon Giddens 18 settembre«La Louisiana, il Congo, l’Italia, le Caroline, tutte queste influenze e persone che si uniscono per creare qualcosa: questa è la musica americana», ha detto la musicista premio Pulitzer. «È così che è nata la musica americana, ed è stata questa l’idea alla base della creazione di una band con i musicisti con cui suono da anni e che hanno collaborato a questo album». Il risultato è musica acustica col feeling della registrazione dal vivo e grande libertà nell’esplorare vari stili. Il titolo è preso da Emily Dickinson. «Oggi c’è bisogno più che mai di speranza. Ero seduta in una stanza d’albergo a meditare su questa poesia quando la melodia mi è venuta in mente; l’ho cantata a Niwel (il chitarrista congolese Niwel Tsumbu, nda) e lui l’ha completata con il suo bellissimo movimento armonico. L’arte attraversa generazioni e continenti per essere completata, a volte, da persone che non si incontreranno mai».

Drama
Nicole Atkins 18 settembreDrama è una parola chiave nel repertorio di Nicole Atkins, figlia del New Jersey che si è trasferita a Nashville e che da quasi vent’anni offre una versione contemporanea del patrimonio melodico americana unito allo spirito del rock underground. Il disco viene pubblicato per la rinata Sun Records (sì, quella Sun Records) con la complicità di Chris Isaak, ospite in un pezzo. Per farsi un’idea sono uscite When the Night Falls, Trippin’ on Teardrops e Singing in the Mirror.

Mule
Orville Peck 18 settembreÈ presentato come «il suo lavoro più intimo e ambizioso» e «un resoconto cronologico dell’anno che ha stravolto la sua vita, ripercorrendo il crollo della dipendenza, la difficile ricerca della sobrietà e il lento, spesso incerto, processo di ricostruzione». Due assaggi: Already Gone e Too Little, Too Late.

Violence Insane in a Beautiful World
Roger Taylor 18 settembre«C’è un tema, è nel titolo: bello il mondo in cui viviamo, non rovinatelo», dice il batterista dei Queen. «La violenza nel mondo non è mai parsa altrettanto grave, in qualsiasi epoca, e certamente nella mia vita. È orribile, una grande quantità di violenza insensata. E sembra davvero che stiamo rovinando il mondo: la plastica nei mari, e tutte queste guerre terribili ovunque e l’odio generato da diverse religioni». Ok, ma la musica? A questo link I See You Now e qui Come On Summer (It’s Party Time). Tra i pezzi anche la cover di Jealous Guy di John Lennon a cui, dice Taylor, i Roxy Music non hanno reso giustizia dopo la morte del Beatles.

Cicale
Malika Ayane 18 settembre«Un buon concentrato delle centoMali personalità». Così Malika Ayane ha presentato il nuovo album che prende nome non dalla canzone della virologa Parisi, ma dagli insetti «che vivono fino a 17 anni sotto terra per una sola stagione di luce, al termine della quale muoiono per restituire il loro corpo alla terra» e che «quando finalmente escono dal sottosuolo, lasciano la corazza in cui sono cresciute e quindi si trovano a dover sopravvivere ai predatori e ai pericoli svariati lungo la strada che li separa dall’albero su cui canteranno e si accoppieranno prima della fine». Morale: basta con la storia della formica meglio della cicala, Damalikessa sta con Gianni Rodari. Il primo estratto uscirà domani: Detto tra noi «sintetizza il grigio del mare invernale, il riflesso delle luci dell’alba su paillettes che hanno danzato tutta la notte, l’inevitabile pensiero rivolto al “poi” ogni volta che inizia qualcosa di nuovo. È la lucida malinconia tipica dell’età adulta». A novembre in tour a teatro.

Everyone Gets Everything They Want
Tom Morello 25 settembreUna dozzina di pezzi, di cui uno con l’amico Serj Tankian, uno coi Kneecap, uno coi Beartooth e vari col figlio Roman tra cui Date Night. «Faccio canzoni antirazziste per gli antirazzisti. Faccio canzoni antifasciste per gli antifascisti. Faccio canzoni antinaziste per gli antinazisti. Date Night è una di quelle canzoni che chiedono da che parte stai. Se qualcosa di questo ti offende, fatti due conti». Lo spirito e la morale combat nel titolo dell’ultimo pezzo: They Can’t Kill Us All. Che poi non è neanche detto.

Not Normal
Cara Delevingne 25 settembreSì, Cara Delevingne ha fatto davvero un disco. Not Normal è il suo album di debutto, dopo anni in cui aveva flirtato con la musica senza trasformarla in una carriera vera e propria. È anticipato da I Forgot, Out of My Head e Crazy Baby; tra i collaboratori ci sono Sarah Aarons, Sammy Witte e soprattutto BJ Burton, produttore legato anche a Charli xcx e Bon Iver. Pop elettronico contemporaneo, con Delevingne anche in veste di co-produttrice. Dopo la Brat Summer vogliamo un Delevingne Winter.

La paura in tasca
Anna Castiglia 25 settembreSecondo album della cantautrice siciliana, a due anni dal debutto. Il punto di partenza sembra essere proprio ciò che suggerisce il titolo: paure, aspettative e ansia da prestazione trasformate attraverso una scrittura ironica e poco accomodante. Miró e Niente di me hanno anticipato un disco che mette in discussione soprattutto l’obbligo contemporaneo di essere performanti, adulti, coerenti e approvati dagli altri. Totalmente d’accordo con lei.

Danceteria
Soft Cell 25 settembreIl sesto album dei Soft Cell e, inevitabilmente, anche il loro addio. Danceteria è una lettera d’amore alla New York dei primi anni ’80 e contemporaneamente un omaggio a Dave Ball, morto nel 2025. Il concept segue idealmente 24 ore in città: la notte, il club, l’alba devastata e poi di nuovo dentro. Synth-pop decadente, ironico e teatrale, con Marc Almond che chiude 47 anni di storia del duo.

Hotel Usona
Protomartyr 25 settembreSettimo album della band post-punk di Detroit, prodotto da Dave Fridmann. Il concept è chiaro: l’America contemporanea viene immaginata come un vecchio hotel in decadenza, con ogni canzone trasformata in una stanza e ogni stanza abitata da un diverso incubo americano. AI, deportazioni, nazionalismo, violenza, JD Vance, paralisi sociale e persino la paura di diventare padri. Probabilmente il disco più politico e cupo della lista. Enjoy.

Tears in Time
Peter Hammill 25 settembreSono 11 canzoni registrate nell’arco di tre decenni. «Quando fai dischi da così tanto tempo è normale ritrovarsi con idee rimaste incompiute», ci ha detto poche settimane fa. «Finisci un album e alcuni frammenti restano nel cassetto. Ogni tanto li riprendi in mano e scopri che finalmente hanno trovato la loro forma. Alcuni dei brani di questo disco affondano addirittura le radici negli anni ’80. Sono molto diversi fra loro, ma proprio questa varietà dà loro coerenza». In tour in Italia a novembre.















