I dischi da ascoltare a febbraio 2023 | Rolling Stone Italia
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I dischi da ascoltare a febbraio 2023

L'atteso nuovo lavoro dei Paramore, i Gorillaz, il ritorno dei dEUS. Ma anche il nuovo pop di Caroline Polachek e gli inclassificabili Algiers. Ecco gli album che usciranno nelle prossime settimane

I dischi da ascoltare a febbraio 2023

Paramore

Foto press

The WaeveThe Waeve3 febbraio


È l’album del chitarrista dei Blur Graham Coxon e di una delle ex cantanti delle Pipettes Rose Elinor Dougall, un mix di folk-rock, post punk, prog e pop. Ce l’hanno raccontato in questa intervista. Un pezzo fra i tanti usciti: Can I Call You.

Queen of MeShania Twain3 febbraio


Il primo album dell’ex regina del country-pop dai tempi di Now del 2017 è anche il primo dopo la separazione dal produttore Robert John “Mutt” Lange. I primi estratti sono Waking Up Dreaming, Last Day of Summer (scritta con Jack Savoretti) e Giddy Up!, mentre Not Just a Girl appare nell’omonimo documentario sulla cantante. «La vita è breve e voglio portare un messaggio positivo, in particolare come donna». Riuscirà a (ri)farsi strada nell’era di Taylor Swift e Miley Cyrus?

Heavy HeavyYoung Fathers3 febbraio


«Quest’album» scrive il gruppo «è come quando hai la pancia piena e guardi il crepuscolo, in un posto caldo, in campagna, paludoso. Il terreno è ancora caldo. Parte un ritmo martellato su un tamburo. E va avanti fino a tardi…». Troppo fantasioso? Qui si può sentire Rice.

My 21st Century BluesRaye3 febbraio


Raye si è fatta un nome nel mondo pop azzeccando una serie di collaborazioni che le sono valse milioni di ascolti. Pensiamo a brani house come Bed con David Guetta, Secrets con Regard, Waterfall con i Disclosure o You Don’t Know Me con Jax Jones. Proprio quando sembrava destinata a una vita da ospite vocale, uno dei primi singoli estratti dal suo futuro album, Escapism. ha fatto il botto anche grazie al feat con la bad girl 070 Shake. Riuscirà la cantante inglese a dimostrarci di saper camminare da sola con le sue gambe?

I e IIJohn Frusciante3 febbraio


Non uno, ma due nuovi album del chitarrista dei Red Hot Chili Peppers. «Dopo un anno e mezzo passato a scrivere e registrare musica rock», dice, «avevo bisogno di schiarirmi le idee». Tutti i pezzi sono stati registrati direttamente sul masterizzatore di CD senza sovraincisioni ispirandosi «agli esperimenti che Lennon faceva a casa con nastri e mellotron ai tempi dei Beatles». Ma anche a Station to Station di Bowie, …And The Gods Made Love di Jimi Hendrix, i synth di Mass Production di Iggy Pop e l’idea di musica ambient di Brian Eno. No, non è Give It Away e nemmeno Californication.

NoitadaPabllo Vittar8 febbraio


Da drag queen dell’underground brasiliano a mega-popstar latina seguita da milioni di persone nel mondo, l’ascesa di Pabllo Vittar pare inarrestabile. Noitada, il suo quinto album, è stato anticipato da due singoli aggressivi, Descontrolada con Mc Carol e Ameianote con Gloria Groove, in cui il baile-funk si scontra con l’hyperpop. Potrebbe essere una bella sorpresa, una versione più accessibile e meno intellettuale di Arca.

This Stupid WorldYo La Tengo10 febbraio


“Voglio uscire dal tempo” canta Ira Kaplan in una delle canzoni di This Stupid World. E l’album sembrerebbe effettivamente fuori dal tempo, in senso positivo. È anche annunciato come un disco dal suono live e una produzione fatta interamente dal gruppo. Qui c’è Fallout e qui Aselestine.

Breaking the Balls of HistoryQuasi10 febbraio


È l’album del ritorno del duo formato da Sam Coomes e Janet Weiss (ex batterista delle Sleater-Kinney), il primo da dieci anni. È nato dopo un incidente automobilistico avvenuto ad agosto 2019 quando Weiss si è fratturata entrambe le gambe e la clavicola sinistra. E poi è arrivato il Covid. «Non si può più investire nel futuro», ha pensato la batterista, «il futuro è adesso. Basta rimandare».

This Is WhyParamore10 febbraio


La title track del nuovo album dei Paramore è stato uno dei nostri brani preferiti del 2022. This Is Why arriva dopo i due dischi solisti della leader della band, Hayley Williams, e conferma i Paramore come trio, stabilizzando il gruppo dopo una serie di viavai (non sempre tranquilli) che hanno condizionato la storia del progetto. Williams ha parlato dei Bloc Party come una delle band di riferimento per questo disco e i singoli C’est comme ça e The News, nell’arrangiamento, sembrano confermarlo. Ci sarà da divertirsi.

RavenKelela10 febbraio


Sono passati quasi sei anni da Take Me Apart, il secondo acclamato disco dell’artista americana di origini etiopi e quasi otto dal suo affascinante esordio, Hallucinogen. Sei anni di silenzio sono tanti in un’epoca (e un’industria, quella della musica) che si muove alla velocità della luce. Kelela torna quindi con Raven, anticipato finora da quattro brani (Washed Away, Happy Ending, On The Run, Contact), continuando a fare quello che le riesce meglio: ottimo r&b alternativo contaminato da sottogeneri come drum’n’bass, UK garage, jungle. A firmare i beat alcuni dei migliori producer del circuito laterale come LSDXOXO, Bambii, Kaytranada.

Ok.RespiraElodie10 febbraio


Sanremo, una docuserie, un disco. Un febbraio tranquillo quello di Elodie, sempre più lanciata nel ruolo di unica popstar multitasking del panorama italiano. Ok. Respira, come anticipato dai vari singoli finora proposti (Tribale, Ok. Respira, Bagno a mezzanotte) ha l’ambizione di far muovere i fianchi parlando di empowerment femminile e personale. Nulla di trascendentale, ma un onesto tentativo di provare a creare la prima popstar italiana credibile.

Desire, I Want To Turn into YouCaroline Polachek14 febbraio


Quando è stata definita la Kate Bush della sua generazione, Caroline Polachek ha risposto: «Sono la Carolina Polachek di questa generazione». Dopo uno strepitoso album d’esordio, Pang, e una carriera lunga quindici anni iniziata nel duo Chairlift, l’artista americana è oramai matura e controlla il suo potenziale come dimostra Welcome to My Island, uno dei brani che anticipano questo nuovo disco. Un pop personale, curato e dettagliato con una forte attenzione alla melodia e alcune imprevedibili stravaganze (la cornamusa in Blood & Butter ne è l’esempio). Sarà l’album della consacrazione? Glielo auguriamo. Qui racconta la genesi del disco: c’entrano anche i Matia Bazar.

Optical DelusionOrbital17 febbraio


Optical Delusion è il decimo disco di inediti dei fratelli Hartnoll, il primo in cinque anni, da Monsters Exist del 2018. Dieci tracce ricche di ospiti, come il singolo di lancio Dirty Rat, un muscoloso tool elettronico («Una gigantesca lettera maiuscola» ha spiegato Paul Hartnoll) impreziosito dalla partecipazione degli Sleaford Mods. Restare rilevanti dopo oltre trent’anni di carriera è dura nel mondo dell’elettronica. Ci faranno ricredere?

In|FluxAnna B. Savage17 febbraio


Al secondo album dopo l’acclamato A Common Turn, Anna B. Savage è chiamata a confermarsi una delle cantautrice indie inglesi migliori del suo tempo con un album che descrive come «un’esplorazione dei concetti di guarigione e di terapia come viaggio». Le premesse sono molto buone: si ascoltino The Ghost, Crown Shyness e la title track. In concerto il 4 maggio a Bologna.

Cuts & BruisesInhaler17 febbraio


«Basta secondi album, troppa pressione», ha scherzato Elijah Hewson quando gli abbiamo chiesto di Cuts & Bruises. La band del figlio di Bono degli U2 in Inghilterra sta andando benissimo e sogna di poter seguire le orme degli Arctic Monkeys nella conquista mondiale. Ora devono dimostrare davvero quanto valgono.

TrustfallP!nk17 febbraio


Trustfall, il nono album in studio di P!nk, arriva dopo tre lavori di grande successo, The Truth About Love, Beautiful Trauma, Hurts 2B Human, tutti in grado di raggiungere la prima posizione della classifica americana. La cantante lo ha già definito il suo miglior album: odore di numero uno?

7sAvey Tare17 febbraio


Avey Tare, all’anagrafe David Portner, in libera uscita dagli Animal Collective, arriva al quarto disco solista. 7s è stato descritto come «un paesaggio surrealista e sognante» e già dai primi due singoli estratti, The Musical e Hey Bog, si preannuncia come un’invasione psichedelica e storta negli anfratti del pop.

Opera FuturaLevante17 febbraio


Parlandoci del suo nuovo album, dedicato anche alla primogenita Alma Futura, la cantautrice siciliana ha utilizzato termini come «speranza» e «futuro». Lanciato dalla partecipazione a Sanremo con Vivo, un brano sulla depressione post-parto dal ritmo uptempo, sarà il quinto album in studio, il primo da madre.

How to Replace ItdEUS17 febbraio


«Non ripetersi anche se si ha un proprio stile e provare nuove cose». Così Tom Barman ha descritto lo spirito di How to Replace It, il primo album dei dEUS da 11 anni a questa parte. Se i due dischi precedenti erano nati da jam lunghe e strutturate (cinque giorni alla settimana, da mezzogiorno alle 6 del pomeriggio), le nuove sono nste da session brevi e concentrate. In concerto ai Magazzini Generali di Milano il 29 marzo.

Nowhere and EverywhereUnthank : Smith17 febbraio


È il progetto di Rachel Unthank delle Unthanks e di Paul Smith dei Maxïmo Park, uniti dalle origini comuni nell’Inghilterra nordorientale. Co-prodotto da David Brewis of Field Music, è stato anticipato dai singoli The Natural Urge, Seven Tears e Horumarye e nasce dall’amore comune per il folk e le tradizioni della regione.

Cracker IslandGorillaz24 febbraio


Come vi abbiamo raccontato dopo aver ascoltato in anteprima il nuovo album del progetto di Damon Albarn e Liam Howlett, Cracker Island è il disco più classico della band meno classica del pianeta. Coerente ma non prevedibile, solido ma non noioso, consistente ma non banale, arricchito da collaborazioni intriganti con Bad Bunny, Beck, Stevie Nicks dei Fleetwood Mac, Thundercat, Tame Impala, Bootie Brown, Adeleye Omotayo.

ShookAlgiers24 febbraio


Il quarto album in studio degli Algiers è stato anticipato da Irreversible Damage con Zack de La Rocha dei Rage Against The Machine, Bite Back con Billy Woods e Backxwash e I Cant’ Stand It! con Samuel T. Herring dei Future Islands e Jae Matthews dei Boy Harsher, un quartetto di singoli dal forte senso claustrofobico. Un’oscurità densa, tra ritmi tagliente e parole sparate in faccia. Non farà dormire sonni tranquilli.

Bless This MessU.S. Girls24 febbraio


Quando abbiamo parlato con Meg Remy, l’artista dietro al progetto U.S. Girls, ci ha raccontato di Bless This Mess parlandoci di gravidanza, James Brown e Bruce Springsteen. L’album è puro art pop, un esercizio per vincere la paura e accettare la vita così com’è.

Food for WormsShame24 febbraio


Per Charie Steen Food for Worms è «la Lamborghini degli album degli Shame». Presentato come l’inevitabile album della maturità, dopo quello della rivelazione (Songs of Praise, 2018) e quello della crisi (Drink Tank Pink del 2021, qui la nostra intervista), il disco è una sorta di ode all’amicizia ed è prodotto da Flood.