Aphex Twin, 10 brani dei suoi alias | Rolling Stone Italia
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I 10 brani più significativi dei progetti paralleli di Aphex Twin

Le pubblicazioni a nome AFX, Polygon Window, The Tuss, ma anche demo degli anni '80 ricomparsi in rete e l'epopea Soundcloud: uno sguardo nell'intricata vita di Richard D. James oltre Aphex Twin

I 10 brani più significativi dei progetti paralleli di Aphex Twin

Due maschere di Richard David James AKA Aphex Twin alla mostra "Electronic: From Kraftwerk to The Chemical Brothers"

Foto: David M. Benett/Dave Benett/Getty Images

Ci sono artisti in grado di crearsi attorno un’aura speciale, un fanatismo e un culto tutto loro che alimentano (o viene alimentato dai fedeli) attraverso leggende, storie interrotte e twist inaspettati. Di questi artisti Aphex Twin – al secolo Richard D. James – è sicuramente un maestro, avendo nel corso di una carriera lunga più di trent’anni fatto il bello e cattivo tempo con la dimensione del tempo, dell’identità e del gossip.

Aphex Twin, infatti, non è un contenitore sufficiente a raccontare le identità infinite di Richard D. James. Perché lui è stato (e continuerà ad essere) anche Caustic Window, Polygon Window, AFX, The Tuss e decine di altri alias, pseudonimi e moniker apparsi dal nulla e diventati poi narrazione perfetta per la fandom in rete. Dietro queste maschere, però, c’è sempre lui, e poco importa si tratti di demo risalenti alla fine degli anni Ottanta e prodotte nella cameretta di casa che vedono la luce vent’anni dopo o di disorientanti storie di ri-edizioni, ristampe e aste online per far riesumare demo dimenticate (come quelle ad esempio acquistate dal creatore di Minecraft).

Insomma, sì, dato che Aphex Twin è appena tornato dopo 5 anni di silenzio con Blackbox Life Recorder 21f / in a room7 F760 (uscito naturalmente su Warp), questa è l’occasione giusta per un viaggio nelle mille maschere pirandelliane che RDJ ha consegnato alla storia, prendendosi gioco di sé stesso prima che degli altri, dando vita a siparietti iconici che hanno cambiato la storia di internet: 10 pezzi per capire Aphex Twin, in ordine cronologico d’uscita (o di comparsa), sotto altro alias.

Analogue Bubblebath

AFX

Mighty Force, 1991
AFX - Analogue Bubblebath 1 (1991)

Seppur la narrazione di Richard D. James sia legata a doppio filo con la Warp Records, decine delle sue release (anticipatorie del clamoroso successo raggiunto poco tempo dopo) circolavano già prima dell’incontro con la label inglese in decine di modi diversi, tra stampe in pochissime copie e demo in cassetta diventate hit solo negli anni a seguire. La storia di Analogue Bubblebath (prima pubblicazione sotto uno degli alias più riconoscibili, AFX), fa parte dell’inizio di questo racconto, essendo stata strappata all’inglese da Mark Darby, proprietario dell’allora negozio di dischi Mighty Force (poi diventato etichetta, proprio come Warp), dopo un lungo tira e molla in cui l’amico di Aphex Twin, Tom Middleton, intermediò per convincere lo stesso a rilasciare quei pezzi così fuori di testa eppure così avanti rispetto al mercato fino a quel momento circolati in tape impolverate e destinate ad amici stretti. Il pezzo che dà il titolo alla release, così come il resto dell’EP, è tutto ciò che di lì a poco avremmo visto uscire dalle funamboliche capacità del buon James: ambient-techno che sfrutta l’onda lunga del rave e accompagna l’ascoltatore nel ritorno a casa per decomprimere in sogni acidi, in un viaggio a metà tra Detroit, Berlino e Londra, capace di catturare l’orecchio della belga R&S Records che consegnò un anno dopo alla storia il vero e proprio esordio di Aphex Twin, come Aphex Twin: Selected Ambient Works 85-92.

Pacman

Power-Pill

Ffrreedom, 1992
Power-Pill - Pacman (Power-Pill Mix)

Tra gli alias più misteriosi e dimenticati del nostro, Power-Pill è sicuramente quello con la storia più curiosa del lotto. Sfruttando il successo dell’omonimo videogame e delle decine di edit e remix alla buona che riprendevano il famoso tema e che cominciavano a circolare agli stessi rave, Pacman esce ai tempi in cui le t-shirt ritraente la sferica creatura di colore giallo invadono la pop culture e la musica elettronica si imbottisce di non troppo velati riferimenti al consumo di ecstasy alle feste. Nell’estate del 1992, sulle pagine del magazine Music Week l’etichetta Ffrreedom pubblicizza l’imminente esordio del pezzo, facendo riferimento solo nelle ultime battute della press release, in maniera celata, a Richard D. James. Il progetto sarebbe destinato a continuare con MTG (Mind The Gap), con sample della metro di Londra, e Jaws, ma le tracce vengono rifiutate dalla stessa etichetta, come ha raccontato lo stesso Aphex Twin in una nota sul suo SoundCloud, quando cominciò a farle circolare sotto un altro, ennesimo, alias: user18081971.

Polygon Window

Polygon Window

Warp, 1993

Celebre per essere la traccia d’apertura (sotto un altro pseudonimo, quello di The Dice Man) di Artificial Intelligence, la prima storica compilation di Warp Records, Polygon Window contiene in realtà la versione originale del pezzo che gli dà il titolo, ovvero uno dei più famosi realizzati da Aphex Twin — senza essere, o apparire, in qualche modo, davvero come Aphex Twin. Tra le perle più pregiate uscite da Llannerlog Studios in Cornovaglia (ovvero: la sua cameretta, fino ai primi anni Novanta) propizia il sodalizio con la Warp Records, che la pubblicherà anche nell’album Sufing on Sine Waves firmato Polygon Window, secondo capitolo delle Artificial Intelligence Series. IDM in tutta la sua essenza.

NgaiModu

Bradley Strider

Rephlex, 1993
Bradley Strider - NgaiModu

Comparso in alcuni dj set degli anni d’oro nei primi anni Novanta, ma poi ritornato nel vuoto come molte delle storie appartenenti agli alias del trickster britannico, Bradley Strider fa parte di quegli esperimenti che divertivano Aphex Twin mentre cominciava a sperimentare i suoi primi successi. Ed è forse per questo che in maniera irriverente si è trasformato in un altro tassello di quel racconto a cui ha voluto dare nuova vita sotto l’alias user18081971, associato ai vari caricamenti dispersi su Soundcloud negli ultimi anni. In parole povere, Aphex Twin prima di Aphex Twin, durante Aphex Twin e dopo Aphex Twin, in a nutshell.

Time To Find Me (AFX Fast Mix)

Seefeel

1993
Time to Find Me (AFX Fast Mix)

Si tratta di un remix, ma è probabilmente il più importante, per il nostro, firmato a nome AFX. Il vinile esce con due versioni (Fast e Slow Mix) del brano dei Seefeel, storica band londinese all’epoca al debutto con l’album Quique che fu in grado di anticipare il post-rock e che molto spesso nel tempo fece spola tra Warp Records, shoegaze cerebrale e virate nel mondo dell’elettronica. Tra pad delicati e un inconfondibile crescendo ambient mai scontato nei toni e nelle intersezioni bass, un giro di storia che spediva di fatto James già nell’olimpo di un certo suono undeground, ma che nei suoi piani evidentemente underground non lo era (più) affatto.

Squidge In The Fridge

Caustic Window

Rephlex, 1994
Caustic Window - Squidge In The Fridge

La storia dietro l’unico album di Caustic Window è alquanto particolare. Un paio di tracce sotto questo pseudonimo vengono fatte circolare tramite alcune compilation negli stessi anni, ma la pubblicazione del disco prevista per il 1996 viene abbandonata. Il forum di musica elettronica We Are The Music Makers, molto dentro le questioni relative a Aphex Twin ed in generale al mondo Warp Records, decide così di promuovere una campagna Kickstarter per convincere la Rehplex, il cui boss – attenzione – era lo stesso Aphex Twin, ad una stampa del dimenticato album. La storia aiuta a capire il particolare rapporto tra fandom e artisti nell’era internet-per-internet (e persino oltre), ma anche a quanto materiale il buon James ha nel tempo seminato nell’etere, finendo per creare intrecci che superano anche il suo stesso personaggio. Dopo la campagna Kickstarter, infatti, una copia è stata effettivamente venduta, all’asta e su eBay, mentre i proventi sono stati divisi tra lo stesso James e Medici senza frontiere. Chi acquistò la famosa copia? Markus Persson, il creatore del famoso videogioco Minecraft, per una cifra di 46.300 dollari. Ad oggi, tra tracce leakate in rete ed altri divertenti episodi, è noto che copie dell’originale risalenti al 1994 siano nelle mani di Mike Paradinas (noto come μ-Ziq), Chris Jeffs (o Cylob), Grant Wilson-Claridge (co-fondatore di Rephlex Records) e RDJ stesso.

GAK 4

GAK

Warp, 1994

Tra le release “scomparse”, altrettanto intrigante è la storia che porta alla luce quella dell’EP GAK, sotto omonimo alias. Una raccolta di demo che James presumibilmente manda a Warp tempo prima del suo esordio sull’etichetta, mai rilasciate ufficialmente e poi comparse in vinile qualche tempo dopo dominato dall’inconfondibile grafica viola acre con font bianco di The Designers Republic, lo studio di Sheffield che ha creato l’identità visiva di Warp. La musica anticipa quello che RDJ stava già facendo, ma se non altro è di nuovo curioso, ascoltando, percepire sfumature qua e là pazzoidi attraverso moniker che non fossero “il vero” Aphex Twin, come un click del mouse che diventa sample e si sostituisce agli hi-hat. Roba da Aphex Twin, insomma. Anzi, da GAK.

Mr. Frosty

Mike & Rich

Rephlex, 1996

Una copertina diventata storica, con James e Mike Paradinas rappresentati nell’atto di giocare ad una versione da tavolo del fittizio Expert Know Twiddlers (“esperti giratori di manopole”, in riferimento alle manopole dei synth) che dà anche il nome all’album. Il disco inaugura il sodalizio tra Paradinas (noto come μ-Ziq) e Aphex Twin, negli anni spesso incrociatisi a Londra e nello stesso cerchio di amici, tra cui Luke Vibert e Cylob (che a questo punto dovreste ricordarvi per la storia di Caustic Window). Mr. Frosty, nel caso specifico, è uno dei brani più solidi, a metà tra dancefloor vecchia maniera e acidate post-IDM, di un album che venne definito kitsch, a tratti delirante ma allo stesso tempo divertente. L’esperimento rimane (e nel tempo è rimasto) un cult, dal momento che risulta ad oggi l’unico lavoro collaborativo tra i due. Storia vuole che Aphex Twin venne a conoscenza della musica di Paradinas da alcuni brani che lo stesso fece circolare sotto alias Jake Slazenger. Un inception senza fine.

Last Rushup 10

The Tuss

Rephlex, 2007
The Tuss - Last Rushup 10

Il verde del Derbyshire in copertina, ma se come il detto suggerisce non bisogna mai giudicare dalla stessa, nulla di veramente morbido, effettivamente, ha a che fare con questa release: prequel di Syro e del mondo che avrebbe riabbracciato RDJ qualche anno dopo aver deciso di scomparire nel nulla, è di fatto una delle ultime trovate, stavolta sotto il nuovo pseudonimo The Tuss, che il britannico mette in atto prima dei nuovi e più recenti capitoli degli anni dieci. Il suono è strettamente digitale, e ci si può ricavare molta dell’idea di linguaggio proseguito fino a Blackbox Life Recorder 21f, con pattern di batteria di vecchio stampo UK e melodie nebbiose accennate sullo sfondo. Per i più fanatici, un disco da recuperare per capire l’evoluzione più recente di Richard D. James, arrivato a quel punto alla soglia dei vent’anni di sperimentazioni e giochi.

Window Peeper

Phonic Boy On Dope

Autoproduzione, 2014
Phonic Boy On Dope - 5 Window Peeper

Nell’estate del 2014, sui cieli di Hackney, a Londra, si scorge un dirigibile con l’inconfondibile logo di Aphex Twin e la cui scritta recita “2014”. È l’inizio di un’altra serie di teaser realizzatii dal trickster, questa volta per l’annuncio del suo ultimo lavoro in studio – Syro – uscito a 13 anni di distanza da Drukqs, spartiacque definitorio di quanto l’inglese avesse realizzato nella sua carriera. Negli stessi mesi sul blog Noyzelab appare inoltre un’improbabile e altrettanto inattesa intervista a James, condotta da David Burraston (un artista e scienziato che si occupa di tecnologia e musica elettronica dalla fine degli anni Settanta) titolata SYROBONKERS! nel quale viene linkato un profilo SoundCloud con il brano in questione. Nell’intervista – scomparsa poi nel giro di poco (per quanto ancora reperibile nei meandri di forum come reddit e affini) – James oltre a parlare dello stato delle cose, tra passato e futuro, insinua persino che il figlio (dell’età al tempo di 6 anni) abbia prodotto già un album. Di storie, insomma, ce ne sono anche in questo caso, mentre la traccia in questione, di nuovo riesumata nel mare magnum di demo ricomparse su Soundcloud, sembra riconducibile ad una delle prime produzioni, risalenti al 1989 e realizzata su un sequencer Yamaha QX21.

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