Esiste una lunga tradizione di artisti che hanno cercato ispirazione assumento una nuova identità. Esiste una zona grigia tra ciò che può essere considerato un alter ego e ciò che è semplicemente un nome d’arte, un progetto parallelo, un costume di scena (o, nel caso di Madonna, un accento inglese.) Ecco allora una lista, non in un ordine particolare, di 10 alter ego musicali, compresi quelli più strani. Come direbbe Ziggy Stardust, tutti posso trasormarsi in una rock’n’roll star.

Ziggy Stardust
Ovvero: David Bowie Da ascoltare: ‘The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars’Bowie ha passato anni nella scena musicale londinese senza mai ottenere la fama a cui pensava di essere destinato. Così si è inventato una rockstar da interpretare, un alieno dai capelli arancioni e pansessuale di nome Ziggy Stardust. Il risultato è stato il classicissimo concept dedicato al “messia lebbroso” extraterrestre dotato di un fondoschiena divino. Nella mitologia di Bowie, Ziggy è arrivato dallo spazio per salvare la Terra lasciando che i ragazzi ballassero il boogie insieme alla sua band, gli Spiders from Mars. «Con Ziggy Stardust ho confezionato un cantante rock plastica assolutamente credibile, molto meglio dei Monkees», diceva Bowie. «Voglio dire, il mio rocker di plastica era molto più di plastica di quello di chiunque altro».
Che cos’è successo dopo? Ziggy ha fatto impazzire l’Inghilterra a Top of the Pops suonando Starman con una chitarra blu la sera del 6 giugno 1972: uno scandalo istantaneo. Ziggy ha reso Bowie più celebre di quanto avesse mai osato sognare. Da quel momento, per il resto della sua vita, non è mai più stato uno sconosciuto e si è trasformato in Aladdin Sane, nel Duca Bianco e in innumerevoli altri personaggi.

Dr. Octagon
Ovvero: Kool Keith Da ascoltare: ‘Dr. Octagonecologyst’
Chris Gaines
Ovvero: Garth Brooks Da ascoltare: ‘Garth Brooks in… The Life of Chris Gaines’Garth Brooks si è lanciato anima e corpo nel personaggio della rockstar immaginaria Chris Gaines, mettendo da parte il cappello da cowboy per eyeliner nero, parrucca grunge, pizzetto sotto il labbro e sospensorio in spandex. Nel 1999 ha pubblicato l’album di Chris Gaines, con un booklet del CD che raccontava di dischi come Fornucopia nati da una vita sessualmente sfrenata. Aveva intenzione di trasformare tutto in un film, The Lamb. È arrivato persino a condurre il Saturday Night Live nei panni di Garth, con Chris come ospite musicale. «Quello che vorrei far capire è quanto prendiamo sul serio questa cosa», ha detto. «Non è come i Rutles o gli Spinal Tap, è l’opposto».
Che cosa è successo dopo? L’album è diventato uno dei massimi disastri combinati da una superstar nel decennio e i fan sono fuggiti terrorizzati. Per gli standard di Garth è stato un flop di proporzioni storiche: ha venduto “solo” due milioni di copie (sì, erano altri tempi). C’è chi è convinto che Gaines sia stato il modello per la rockstar immaginaria interpretata da Bradley Cooper in A Star Is Born. Dal 2024, Chris Gaines hai requisiti per entrare ufficialmente nella Rock and Roll Hall of Fame.

Jo Calderone
Ovvero: Lady Gaga Da ascoltare: ‘You and I’ agli MTV Video Music Awards del 2011Lady Gaga aveva già costruito un curriculum impressionante in fatto di giochi mentali, mandando in frantumi gli stereotipi convenzionali su genere e identità, un vestito di carne alla volta. Ma il suo alter ego più iconico è stato Jo Calderone, un tamarro italoamericano che fuma una sigaretta dietro l’altra, con un ciuffo rock’n’roll e un accento del New Jersey. Gaga ha presentato Jo per la prima volta in un servizio fotografico del 2010 per la versione giapponese di Men’s Vogue ed è apparso nel video di You and I, ma il debutto in grande stile è stato quando ha condotto gli MTV Video Music Awards del 2011: nessuno aveva la minima idea che sarebbe successo, né di cosa avesse in mente Gaga. Lei è rimasta calata nel personaggio per tutta la serata, senza dare alcuna spiegazione. Ha cantato You and I con Brian May dei Queen alla chitarra, uno dei più grandi mindfuck mai pensati da Gaga. Jo ha anche avuto l’onore di consegnare un premio alla carriera a una Britney Spears spiazzata. Jo: «Quindi siamo semplicemente un uomo americano vecchio stile e una ragazza americana vecchio stile». Britney: «Grazie?»
Che cosa è successo dopo? Jo è scomparso. «È stato un personaggio importante per me», ha detto Gaga, «il modo in cui ho esplorato ciò che cercavo negli uomini e anche ciò che forse mancava in me».

Camille
Ovvero: Prince Da ascoltare: ‘If I Was Your Girlfriend’ (da ‘Sign O’ the Times’)Prince era talmente impegnato a essere Prince negli anni ’80 che sorprende che abbia trovato il tempo per essere anche qualcun altro. Camille era la sua versione femminile, la ragazza dei suoi sogni in cui si trasormava in studio accelerando la voce. Non era semplicemente uno pseudonimo come Alexander Nevermind o Christopher: Camille è diventata la sua musa. Il genio del Minnesota ha registrato un intero album a nome Camille, con pezzi brillanti come Feel U Up e Good Love.
Che cosa è successo dopo? L’album è stato accantonato. Prince ha invece inserito tre canzoni di Camille in Sign o’ the Times. Non è un caso che siano tutte e tre dei classici assoluti: «Housequake», «Strange Relationship» e «If I Was Your Girlfriend». Il personaggio di Camille ha fatto emergere qualcosa di unico e vulnerabile nella scrittura di Prince: con lei ha provato emozioni che non abbiamo mai sentito esprimere con nessun altro dei suoi personaggi.

Bobby Digital
Ovvero: RZA Da ascoltare: ‘B.O.B.B.Y.’ (da ‘Bobby Digital in Stereo’)I Wu-Tang Clan erano ovunque negli anni ’90 grazie a un paio di dozzine tra i personaggi più vividi del mondo hip hop (molti dei quali erano Ol’ Dirty Bastard, alias Dirt McGirt, alias Big Baby Jesus). Anche RZA ha inventato un alter ego fantascientifico, Bobby Digital, perso tra sesso, droghe e computer. «È venuto fuori da una gran bella canna d’erba», ha raccontato. «Ero in studio. Il mio nome di battesimo è Bobby Diggs. Quindi, a livello creativo, in quel periodo mi sentivo immerso in una dimensione digitale. Mi sembrava di essere immerso nell’alta velocità, in un mondo in cui tutto era digitale, fatto di numeri, di matematica».
Che cosa è successo dopo? Dopo il controverso debutto del 1999 Bobby Digital in Stereo, RZA si è calato nel personaggio per altri due album. «Nei panni di Bobby Digital potevo raccontare alcuni dei primi anni della mia vita. Fare festa, cazzeggiare, impazzire, andare dietro alle donne, drogarmi. Allo stesso tempo, ci mettevo dentro il mio amore per i fumetti. Era un mix di finzione e realtà che insieme davano vita a un personaggio divertente che potevo usare per far avvicinare i fan a me come MC, come paroliere, e per spingerli a seguire anche il percorso della mia vita».

Nathaniel Hornblower
Ovvero: Adam “MCA” Yauch dei Beastie Boys Da ascoltare: l’incursione agli MTV Video Music Awards del 1994Questo svizzerotto anziano diretto video dei Beastie Boys, come So What’cha Want dietro ai suoi baffoni, la pipa in bocca, i lederhosen addosso. Avete notato che non è mai stato visto nella stessa stanza con Adam Yauch? Ha fatto un figurono agli MTV Video Music Awards del 1994, una delle edizioni più divertenti di sempre, quella del famoso bacio tra Michael Jackson e Lisa Marie Presley. Quando gli R.E.M. hanno vinto il premio per il video di Everybody Hurts, Nathaniel Hornblower è salito sul palco come una furia, ha strappato il microfono dalle mani di Michael Stipe e ha detto che a vincere avrebbe dovuto essere Spike Jonze, regista del video dei Beastie Boys Sabotage. «È uno scandalo!», ha sbraitato con il suo improbabile accento svizzero. Nessuno aveva la minima idea di chi diavolo fosse, nemmeno quando la security lo ha trascinato via.
Che cosa è successo dopo? Dopo la cerimonia Stipe ha detto che «all’inizio pensavo fosse Bono». Uno dei momenti più anni ’90 degli anni ’90. Nel 2004 Yauch ha diretto A Day in the Life of Nathaniel Hornblower, con David Cross nel ruolo del protagonista.

Percy Thrillington
Ovvero: Paul McCartney Da ascoltare: ‘Uncle Albert/Admiral Halsey’ (da ‘Thrillington’)A Paul McCartney è sempre piaciuto inventarsi nuovi personaggi da interpretare per vedere il mondo da un’altra prospettiva. Nel 1967, coi Beatles intrappolati dalla fama e dai tour, è stato lui ad avere l’idea di ricominciare da capo presentandosi come Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Da solista, Paul ha registrato una bizzarra versione strumentale in stile big band del suo album del 1971 Ram, assumendo l’identità del bandleader irlandese Percy “Thrills” Thrillington. Secondo la biografia ufficiale, Thrillington era nato nel 1939 nella cattedrale di Coventry e aveva poi studiato musica a Baton Rouge.
Che cosa è successo dopo? McCartney ha mantenuto segreta per anni l’identità di Percy, fino a quando nel 1989 ha finalmente ammesso che dietro quel Tricheco c’era lui. In seguito ha realizzato, insieme a Flood, dischi sperimentali di musica elettronica con lo pseudonimo di Fireman. Anche gli altri Beatles amavano gli alter ego: John si è nascosto dietro il nome di Dr. Winston O’Boogie, George dietro quello di L’Angelo Misterioso (in italiano), Ringo dietro quello di Billy Shears.

The Traveling Wilburys
Ovvero: George Harrison, Bob Dylan, Tom Petty, Roy Orbison, Jeff Lynne Da ascoltare: ‘Volume One’Il miglior esempio possibile di una band formata da alter ego. Cinque leggende del rock che si mettono alle spalle la fama trovando fingendosi una band di fratelli della provincia americana: George Harrison (Nelson Wilbury), Bob Dylan (Lucky Wilbury), Tom Petty (Charlie T. Wilbury Jr.), Roy Orbison (Lefty Wilbury), Jeff Lynne (Otis Wilbury). Nei panni dei Wilburys hanno scritto le loro canzoni più vivaci da anni proprio perché liberi dalla pressione. La cosa più folle? Nessuno aveva pianificato niente. George voleva semplicemente registrare in fretta un lato B insieme al produttore Jeff Lynne, ma prima ha pranzato con Orbison… poi aveva bisogno di recuperare la sua chitarra a casa di Tom Petty… finché si sono ritrovati tutti nello studio-garage di Dylan a Malibu, dove hanno tirato fuori una canzone destinata a diventare un gigantesco classico di successo, Handle With Care. Hanno inciso due album.
Che cosa è successo dopo? Ci si vede alla fine della strada, Nelson, Charlie e Lefty.

MF Doom
Ovvero: Daniel Dumile Da ascoltare: ‘Madvillainy’Nessuno è come MF Doom, il genio del rap che per ha fatto di tutto per assicurarsi che nessuno sapesse chi fosse continuando a cambiare identità come un illusionista. Il mondo ha conosciuto per la prima volta il giovane Daniel Dumile nei panni di Zev Love X, membro della crew tragicamente sottovalutata chiamata KMD. È tornato nei panni di un supercriminale con una maschera di metallo, MF Doom, in Operation: Doomsday del 1999. Era un tale maestro del travestimento che, durante i concerti, arrivava a mandare sul palco dei sosia mascherati al posto suo.
Che cosa è successo dopo? Con le sue varie incarnazioni ha avuto una delle carriere più eccentriche e al tempo stesso influenti della storia dell’hip hop underground: Madvillain (il duo formato con Madlib), King Geedorah (un drago a tre teste che vuole conquistare la Terra), Viktor Vaughn, Metal Fingers, Danger Doom (insieme a Danger Mouse). È morto tragicamente ad Halloween del 2020, anche se la notizia è stata resa pubblica soltanto la notte di Capodanno. Ha lasciato il pianeta proprio come ci aveva vissuto: un enigma assoluto.















