Dai Måneskin a Billie Eilish, il meglio del Coachella 2022 | Rolling Stone Italia
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Dai Måneskin a Billie Eilish, il meglio del Coachella 2022

La più giovane headliner di sempre, l'orgoglio latino, la lotta per fermare le leggi anti LGBTQ+, reunion e addii: ecco le 24 performance più forti della tre giorni di pace, influencer e musica

I Måneskin al Coachella

Foto: Matt Winkelmeyer/Getty Images for Coachella

Ci sono voluti tre anni affinché la musica tornasse all’Empire Polo Club di Indio, California, ma il Covid non sembrava al centro dei pensieri dei fan accorsi, spesso senza mascherina, sotto i palchi dei Coachella. La tre giorni è stata una celebrazione della ripartenza della musica, con headliner Harry Styles, Billie Eilish e gli Swedish House Mafia con The Weeknd (la mancanza di Kanye West non s’è fatta sentire).

Nel corso del weekend s’è fatta la storia: Eilish è la headliner più giovane di sempre, Pabllo Vittar la prima drag queen a salire sul palco del festival. Si sono riunite le 2NE1 e c’è stata una forte presenza di artisti latini, da Anitta a Karol G. Come spesso succede, è stato anche il festival delle guest star: Shania Twain con Styles, Damon Albarn e Posdnous dei De La Soul con Eilish.

Gli ingranaggi della grande macchina del Coachella sembravano arrugginiti venerdì, quando il pubblico ci ha messo ore a sfollare dopo il set di Styles. Ma alla fine del weekend s’è capito che il festival è una macchina ben oliata e affidabile. Ecco il meglio di ciò che il weekend ha offerto.

Billie Eilish fa la storia

Billie Eilish ha chiuso la giornata di sabato con una performance per il pubblico, nel senso che ha cantato buona parte dei pezzi di Happier Than Ever sulla passerella in mezzo ai fan. Ha ospitato Damon Albarn e Posdnous e ha dimostrato d’essere in grado di conquistare qualunque tipo di pubblico. Ci sono stati momenti di pura dolcezza nei pezzi acustici col fratello Finneas, per il quale «suonare al Coachella è sempre stato un sogno, essendo io cresciuto a Los Angeles». Billie Eilish ha fatto la storia in quanto headliner più giovane di sempre del festival, ma onestamente è sembrata una veterana, e chiaramente una delle pop star più grandi della sua generazione.

Benvenuti al Latinochella

«Siamo qui per mostrare le nostre radici», ha detto venerdì Eduin Caz del Grupo Firme. Al Coachella si sono esibiti tanti artisti di origine latina: Karol G, Banda MS, Anitta, Omar Apollo, Cuco, Jean Dawson. La drag queen Pabllo Vittar ha brillato sul palco Gobi, Nathy Peluso e Nicki Nicole hanno portato il reggaeton, Natanael Cano i corridos tumbados.

Megan e il suo ex

Impossibile non ballare durante il set di Megan Thee Stallion, per la prima volta al festival con una serie di hit tra cui Body, WAP, Thot Shit, Savage, Hot Girl Summer. Ha anche presentato un inedito, un diss rivolto a un ex. Non è chiaro di chi si tratti, molti fan puntano il dito contro Tory Lanez.

Harry Styles tira giù tutto

Al debutto al Coachella, dopo un tour negli Stati Uniti, Harry Styles ha interpretato due pezzi tratti dall’album ancora inedito Harry’s House: uno melodico, Boyfriends, l’altro funkeggiante, Late Night Talking. Ha portato sul palco la leggenda del country-pop Shania Twain da cui è stato influenzato per duettare in Man! I Feel Like a Woman! e You’re Still the One. «È stata lei a insegnarmi a cantare», ha detto Styles. «E mi ha anche insegnato che gli uomini fanno schifo».

Swedish House Mafia e The Weekend, chiamali sostituti

Sono stati aggiunti come headliner con una settimana o poco più di anticipo, ma gli Swedish House Mafia hanno portato al Coachella il set più complesso dal punto di vista visivo, una celebrazione del loro ritorno sulle scene dopo un decennio. The Weeknd ha ribadito il suo status di pop star globale. Con pezzi come The Hills, Party Monster, Heartless, Starboy e I Feel It Coming ha dimostrato di avere un catalogo da numero uno.

The Weeknd. Foto: Sacha Lecca per Rolling Stone US

Il folle musical di Danny Elfman

Quello di Danny Elfman è stato uno dei set più assurdi e riusciti del Coachella. Ha mescolato la new wave degli Oingo Boingo, l’hard rock venato di industrial dei suoi pezzi solisti e le colonne sonore che ha scritto per Alice in Wonderland, I Simpson, Spider-Man, Batman. Il pubblico era ai suoi piedi quando si è calato nei panni di Jack Skellington per cantare This Is Halloween da Nightmare Before Christmas. «Non c’è niente da capire», ci ha detto prima del set, «sono pezzi messi assieme senza alcuna logica».

Il Latinx Pride di Karol G

Da Nathy Peluso a Nicki Nicole fino a Natanael Cano e alla Banda MS, è stato anche il festival del Latinx Pride. Lo è stato particolarmente durante il set di domenica di Karol G che ha proposto un medley di pop latino (Como La Flor di Selena, La Vida Es Un Carnaval di Celia Cruz, Mi Gente di J Balvin, Gasolina di Daddy Yankee) e ha mostrato cos’è la sorellanza chiamando Becky G a cantare Mamiii. L’apparizione di Tiësto ha trasformato il Coachella in un club. «Questi solo i colori della mia bandiera, sono colombiana», ha detto a proposito di uno dei suoi costumi di scena. «Che orgoglio rappresentare il mio Paese e la comunità latina di tutto il mondo».

Karol G. Foto: Sacha Lecca per Rolling Stone US

Il pianeta di Doja Cat

Quando Kanye West è stato escluso dalla line-up del Coachella, c’è chi ha pensato che Doja Cat fosse degna di rimpiazzarlo. Il suo set di domenica ha dimostrato che sì, avrebbe retto come headliner. Doja ha trasformato il Coachella in Planet Her e la sua hit Say So in un pezzo rock, oltre a ospitare Rico Nasty per Tia Tamera. Questa donna è nata per stare sul palco: davvero vuole smettere?

Fate largo alle queen brasiliane

Fate largo alle queen brasiliane. Anitta e Pabllo Vittar hanno portato un po’ di Rio con performance notevoli. Anitta è la prima artista brasiliana della storia a esibirsi sul palco principale, con una esibizione degna di una headliner, mentre Vittar è stata la prima drag queen in assoluto al festival.

La breve reunion delle 2NE1

Le 2NE1, progenitrici del K-pop, si sono esibite per la prima volta dallo scioglimento del 2015 cantando I Am the Best. Non scommetteremmo però su una vera reunion.

La casa nella prateria degli Idles

Il chitarrista Mark Bowen ha indossato una camicia da notte durante il set degli inglesi Idles. Che c’è di più punk-rock che vedere un uomo suonare la chitarra con indosso un vestito che sembra provenire dal set del telefilm La casa nella prateria?

Idles. Foto: Sacha Lecca per Rolling Stone US

Due volte Finneas

Dopo essere salito sul palco con la sorella, Finneas si è esibito da solo alla luce del giorno. «Nell’ultimo tour ho suonato nei club e in un paio di teatri, comunque posti chiusi», ha detto a Rolling Stone. «Il palco di un festival estivo è un’altra cosa, c’è un’altra energia». Ha fatto The 90s, Medieval e The Kids Are All Dying, oltre a far salire sul palco Lizzy McAlpine per Hate to Be Lame. «Sarebbe bello che qualcuno mi vedesse sul palco per la prima volta e cominciasse ad apprezzarmi».

Omar Apollo cura l’eterosessualità

Ai fan in viaggio verso Indio era stata fatta una promessa: «l’eterosessualità si può curare». Per riuscirci bastava guardare lo show di Omar Apollo nella prima serata del festival. Vestito con un abito rosa-neon, Apollo ha presentato al pubblico il suo complesso LP Ivory, e ha mantenuto la promessa. «Dove cazzo sono i miei omosessuali?», ha chiesto al pubblico prima di cantare pezzi come Killing Me, En El Olvido e Want U Around, insieme a Ruel.

Justin Bieber a volontà

Venerdì sera Daniel Caesar era nel bel mezzo di una performance affascinante e romantica, poi Justin Bieber è salito sul palco per una versione elettrica di Peaches. L’apparizione a sorpresa di una delle popstar più grandi del mondo ha reso ancora più divertente la line-up di venerdì. Il giorno dopo anche Giveon ha suonato Peaches, questa volta senza la star. Bieber, però, è stato avvistato mentre ballava durante il set di Billie Eilish e quello degli Swedish House Mafia, insieme alla moglie Hailey.

Stromae contiene moltitudini

Sette anni lontano dalle scene non hanno impedito a Stromae di dimostrare tutto il suo genio e accompagnare i fan tra i suoni eclettici del suo ultimo album Multitude. Aiutato da un cane robot, un divanetto mobile e splendide animazioni, Stromae ha presentato i suoi brani più emozionanti a un pubblico pronto ad assorbirne la grandezza. Prima di chiudere il set con Mon amour, ha trasformato l’outdoor stage in un club con Alors on dance, con tanto di balletto sulla versione rallentata che è diventata virale su TikTok qualche mese fa, un decennio dopo l’uscita.

Rina Sawayama incoraggia i fan a gridare «gay!»

Sabato il Gobi stage è diventato la piattaforma perfetta per gli attacchi di Rina Sawayama alle leggi anti-LGBTQ. Insieme a lei c’erano anche Pabllo Vittar e Caroline Polacheck, altri due artisti adorati dalla comunità. «In questo Paese bersagliano le persone queer e trans, per qualche ragione non vogliono che usiamo la parola gay», ha detto Sawayama al pubblico. «Quando dico “gay”, gridatelo anche voi!».

Conan Gray e l’empowerment per cuori infranti

Conan Gray non è più il ragazzo triste e ingenuo di una volta. Ma è ancora il tipo strambo di cui si sono innamorati i fan. Sabato è salito sul palco vestito di rosa e con scarpe con la zeppa per cantare Memories, Jigsaw e Astronomy, direttamente dal suo album Superache, oltre alle più note Maniac e Heather, dal disco Kid Krow. «Vi do il permesso di odiare tutte le coppie del festival», ha scherzato dal palco. «Vi do il permesso di sputargli addosso».

A lezione di pop con Carly Rae Jepsen

Carly Rae Jepsen ha aperto il primo weekend del Coachella con un concerto appena prima del tramonto, uno dei migliori in assoluto, in cui ha cantato i pezzi preferiti dai fan come Emotion e No Drug Like Me e le hit Call Me Maybe e I Really Like You. Quando è partita la prima, i migliaia di fan nel pubblico hanno iniziato a cantare tutte le parole, e scatenato un’energia che è rimasta nell’aria per tutto il weekend.

Carly Rae Jepsen. Foto: Sacha Lecca per Rolling Stone US

L’addio agrodolce dei Brockhampton

Sabato sera la boy band hip hop dei Brockhampton ha suonato il suo penultimo concerto in assoluto prima di sciogliersi. Tutti vestiti con giacche Letterman con la frase “all good things must come to an end”, i membri del gruppo hanno suonato soprattutto canzoni dalla trilogia Saturation, riportando i fan al loro momento migliore, nel 2017 (non hanno concerti in programma dopo la prossima settimana, ma il loro ultimo album uscirà quest’anno).

I Måneskin incendiano il Coachella con una cover di Britney

I Måneskin sono arrivati nel mainstream grazie a una cover di Beggin’, il pezzo degli anni ’60 dei Four Seasons, e durante il Coachella hanno dato il loro tocco a un altro classico, Womanizer di Britney Spears. «Britney makes me hot», ha detto Damiano dopo aver cantato il pezzo. In scaletta c’era un’altra cover, I Wanna Be Your Dog degli Stooges, e un momento dedicato all’Ucraina: Damiano ha gridato «fuck Putin» e citato Il grande dittatore di Charlie Chaplin.

I Måneskin. Foto: Sacha Lecca per Rolling Stone US

L’anno perfetto di Japanese Breakfast

Sabato Japanese Breakfast ha fatto un concerto inaspettato e decisamente movimentato, in cui ha presentato i brani migliori del suo ultimo album (nominato ai Grammy) Jubilee e pezzi vecchi come Road Head e Glider. Come altri artisti, anche lei era accompagnata da una sezione di fiati, un trend che speriamo diventi sempre più popolare.

Le emozioni di Yola

Yola aveva uno dei compiti più difficili del festival: il suo set era fissato all’inizio della giornata di domenica, sotto un caldo incredibile e mentre il pubblico era impegnato a riprendersi dalla nottata precedente. È riuscita comunque a portare sul palco uno degli show più emozionanti del weekend. Ha gridato e ruggito, evocando dolore, nostalgia ed eccitazione grazie a canzoni come Great Divide e Diamond Studded Shoes.

La cantante sa benissimo che il suo set è lontano dalle atmosfere festaiole che di solito dominano il festival. «Quando c’è tutta questa voglia di festa, devi colpire basso e ribaltare la situazione», ha detto ridendo. «È difficile commuovere chi non sa cosa sta per succedere, ma possiamo mettere il pubblico in una posizione suscettibile, fargli venire voglia di provare qualcosa».

Kim Petras ha sfruttato ogni momento

La performance di Kim Petras è finita troppo presto? La pop star ha lasciato il palco all’improvviso dopo 40 minuti di concerto a causa di alcuni problemi tecnici. Per dirlo con un fan: «Ma non torna? Non ha neanche cantato Coconuts».

I rappresentanti della cantante spiegano che aveva semplicemente finito il tempo a sua disposizione. Nel set – incredibilmente coreografato – c’erano un brano da dancefloor (Heart to Break), Future Stars Now e la title track del suo ultimo EP Slut Pop. Petras non ha rinunciato ai momenti più sexy, con brani amatissimi dal pubblico come Throat Boat e Treat Me Like a Slut. Nessuno al Coachella si è indignato, perché ha avuto esattamente quello che voleva: Kim Petras in tutta la sua gloria esuberante.

Il dance party di Do LaB

Il palco senza pretese di Do LaB rischiava di essere ignorato dal pubblico del festival, ma chi si è avvicinato ha scoperto un tesoro nascosto, un piccolo festival di artisti EDM e un sacco di sorprese. Rebecca Black, che è salita sul palco sabato pomeriggio, aveva come ospiti a sorpresa Slayyyter, Big Freedia, Blu DeTiger e Vincint. Anche Diplo ha sorpreso il pubblico con un set.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.