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15 fumetti bellissimi da non perdere

Ve ne consigliamo per tutti i gusti: dalla fantascienza al thriller, daile opere di formazione a quelle storiche, dai lavori più divertenti a quelli più drammatici

Un estratto da La strada delle Rondini

Il mondo del fumetto è uno spazio di grande fermento creativo. Fermarsi ogni tanto a fare un piccolo recap di quali pubblicazioni sono entrate nel mercato italiano, infatti, è un’ottima occasione per tastarne lo stato di salute, perdendosi tra le infinite possibilità del fumetto. Dalla fantascienza al thriller, dal crime al racconto coming-of age, dal divertissement satirico alla drammaticità del quotidiano, vi abbiamo raccolto, in un’unica lista, quindici opere che hanno attirato la nostra attenzione e di cui vi consigliamo la lettura.

“La strada delle rondini” Alessandro Locati (Shockdom)

Giovanni e Attilio, o meglio, John e Attila sono due ragazzi rimasti orfani dopo la guerra. Alla ricerca di un futuro, partiranno dalle pianure lombarde verso il mare di Genova. Locati ci consegna un delicato racconto coming-of-age, attraversando il nord Italia del dopoguerra con una delicatezza unica. Quello che potrebbe sembrare, a prima vista, un albo per bambini, nasconde in sé una preziosa storia per adulti.

“Radium Girls” CY (Star Comics)

Radium Girls racconta una vicenda realmente accaduta negli USA nel 1918. Protagoniste della vicenda sono le lavoratrici della United States Radium Corporation, una compagnia che produceva orologi per l’esercito. Non sapendo che il materiale che maneggiavano era radioattivo, molte di queste donne si ammalarono. Cy ripercorre questo momento tragico della storia americana per raccontare, soprattutto, il coraggio civile con cui queste donne lottarono per i propri diritti di lavoratrici.

“Dietro agli occhi” Darkam (Eris Edizioni)

Più che un fumetto, un viaggio antropologico nel sud est asiatico, tra culture, riti, stati di trance. Darkam mette su carta quasi 250 pagine di tavole in bianco e nere arricchite da alcune sfumature di colore in cui l’occidente si abbandona (o almeno ci prova) al mondo. Se Gilbert Rouget avesse amato disegnare, probabilmente avrebbe disegnato qualcosa di simile.

“Roma terribile” Eleonora Amianto e Simone Tso (Bizzarro Books)

Fidanzati che fanno operazioni per diventare cani di compagnia, corpi che fingono di essere il mare di Ostia, donne-Medusa: è questa la Roma terribile immaginata da Eleonora Amianto e Simone Tso. Non la Roma patinata da cartolina, né tantomeno la Roma degradata dei servizi giornalistici, ma una capitalae imprevedibile e distopica per una serie di colpi ad effetto su semplici linee di nero su bianco.

“E poi muori. Una storia horror neomelodica” Federica Ferrara (Sputnik Press)

Un thriller, un crime, un horror (inteso più come uno sguardo dritto nell’orrore) sono le coordinate attraverso cui leggere la storia di disperazione urbana della giovane Federica Ferraro. Sullo sfondo il 2004, le canzoni di Franco Ricciardi e il fallimento della SSC Napoli. Dialoghi stretti in dialetto napoletano su di un tratto nero, scuro a riportare la precarietà degli avvenimenti, con, ogni tanto, alcuni sprazzi di poesia popolare: «Signò, [il climatizzatore] è scassato. Comm’ ‘sta città».

“Strange Rage” Giorgia Kelley (Rizzoli Lizard)

La ripetizione, la routine, il distacco. La strana rabbia di Giorgia Kelly è quella della crisi dei trent’anni, il momento in cui la vita, le responsabilità e i doveri si intromettono sulla giovinezza boicottandola per sempre. Non si è più giovani, ma nemmeno ancora adulti. Ambientato in una Manchester in bianco e nero, Strange Rage lascia un vuoto, quel vuoto ‘che non si riempie mai, per tutti è così’ come cantavano gli 883 in Cumuli.

“Milano Emotiva – diario illustrato di psicogeografia urlata” Holly Heuser (Agenzia X)

Milano è estroversa o claustrofobica? È un dessert o un veleno? È un’amica o una nemesi? Sicuramente, la Milano disegnata di Holly Heuser è emotiva ed ormonale, una finestra aperta di un grattacielo di vetro che mostra i pro e i contro di una gentrificazione a tratti aggressiva, in cui l’essere umano deve lottare per non essere sepolto dal progresso. Se avete il coraggio di farvi un giro nell’acidità intestinale di Milano, Holly Heuser vi ha disegnato la psicogeografia ideale.

“Keeping Two” Jordan Crane (Oblomov Edizioni)

Keeping Two è una di quelle storie che ti contorgono le stomaco e ti fanno sentire una strana sensazione di vertigine. È una storia sulla perdita, sulla morte, sul vuoto, ma anche profondamente sull’amore e le sue conseguenze. Una coppia litiga in auto, e rientra in casa. Uno degli innamorati esce a prendere del cibo e noleggiare un film. Forse tornerà, forse no. Qui una trama a ragnatela si inoltrerà nei meandri delle paure di una coppia, trascinando il lettore in una corrente da cui è difficile uscirne.

“Disfacimento” Linnea Sterte (ADD Editore)

Disfacimento è una poesia di morte, decomposizione, rinascita, un racconto (di fantascienza? New weird? Ambientalista?) che si muove nella ciclicità della storia, dal passato al futuro, attraverso il disfacimento di una balena. Un animale, forse una divinità, un’anima aliena, dal cui disfacimento si sprigiona una forza generativa: ciò che muore diviene nutrimento. Le parole (anche il fumetto ne ha molto poche) fanno fatica a raccontare un’opera in cui è necessario annegare, per rinascere.

“La tempesta” Marino Neri (Oblomov Edizioni)

La tempesta si apre con una citazione di Teenage Riot degli Sonic Youth e già per questo ci ha conquistati. Il racconto dura invece una mezza giornata, una sera di temporale in una non specificata provincia italiana dove un giovane ragazzo si trova bloccato a causa di un guasto alla corriera su cui viaggiava. Un thriller teso e misterioso, scandito da tavole buie riaccese improvvisamente dai lampi della tempesta.

“This Machine” Simone Saccucci e Federico Appel (Diabolo)

Un immaginario e immaginifico viaggio nell’America di metà Novecento, accompagnati dalla chitarra di Woody Guthrie e dal banjo di Pete Seeger. Saccucci e Appel entrano nel mito dei due folk singer statunitensi per una rocambolesca avventura tra jam session vagabonde e inseguimenti polizieschi che sa di sa di polvere e America.

“La grande crociata” Theo Szczepanski (Neo Edizioni)

Il fumettista brasiliano Szczepanski ci consegna una propria interpretazione della crociata dei fanciulli, una serie di eventi, reali o leggendari, avvenuti nel 1212 quando un pastore dodicenne di nome Stefano, dopo una visione divise, tentò una crociata per conquistare la città santa di Gerusalemme. Tra storia e mito, il racconto dell’autore si dispiega in un complesso turbinio fantasy di demoni, teste mozzate e divinità, in cui momenti di caotica ironia (spesso sessuale) si alternano a gloriose tavole esoteriche, con intervalli che diventano filosofici simposi sul divino.

“All the love I can get” Tommy Parrish (Minimum Fax)

In un momento di insicurezza collettiva, anche la più ingenua dimostrazione d’apprezzamento, supporto e amore può trasformarsi in un rapporto tossico. Tommy Parrish, una delle autrici più importanti della sua generazione, dopo averci deliziato con La Bugia, torna con i suoi personaggi goffi e fisicamente deformati per passare al microscopio le dinamiche più complesse e spietate dei rapporti umani.

“Toto Monogatari” Shigeru Mizuki (Canicola)

La rilettura a fumetti del Tono Monogatari, uno scritto del 1910 del ricercatore Kunio Yanagita, testo centrale del folklore giapponese equiparabile alle nostre fiabe dei fratelli Grimm, è un viaggio nel mondo del fantastico e del soprannaturale. 119 leggende, racconti orali e miti, che Mizuki rielabora con il suo tratto unico (e a volte con una certa ironia), tra creature fantastiche e divinità, sortilegi e dannazioni.

“Un’estate fa” Zidrou & Jordi Lafebre (Bao Publishing)

La storia di una sgangherata famiglia belga scandita attraverso il ricordo di alcune estati trascorse. Un viaggio (nel vero senso del termine) tra gli anni ’70 e ’80, tra la cultura belga e francese, tra avventure impreviste e gite familiare. Nei bellissimi colori dei due volumi pubblicati dal Bao, un racconto che lascia il sorriso anche nei momenti più bui, riportando al centro del discorso la cosa più importante: l’amore.