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10 canzoni che forse non conoscevate suonate da Sly & Robbie

I Riddim Twins sono stati l’arma ritmica segreta di migliaia di registrazioni. Ecco qualche esempio fuori dal mondo del reggae, da Grace Jones a De Gregori passando per Bob Dylan, Mick Jagger, Jovanotti

Foto: Lynn Goldsmith/Corbis/VCG via Getty Images

Dalla Giamaica al resto del mondo, dal reggae al pop. Suonavano in un gruppo chiamato Revolutionaries e il batterista Sly Dunbar e il bassista Robbie Shakespeare hanno davvero rivoluzionato il suono della musica giamaicana lavorando con artisti che vanno da Jimmy Cliff e Peter Tosh. Sono poi diventati negli anni ’80 presenze fisse negli studi di registrazione internazionali. Ecco 10 canzoni in cui hanno suonato Dunbar (morto il 26 gennaio) e Shakespeare (scomparso nel 2021), da Grace Jones a Jovanotti passando per Bob Dylan, Francesco De Gregori, Mick Jagger, No Doubt.

Warm Leatherette

Grace Jones

1980

Molti appassionati rock e pop, anche italiani, hanno conosciuto Sly & Robbie per via della collaborazione con Grace Jones nei primissimi anni ’80 e in particolare in Warm Leatherette, album in cui proponeva una sorta di fusione delle radici giamaicane con atmosfere new wave. La title track iè una cover degli inglesi The Normal (a questo link l’originale). Tra l’81 e l’82 la coppia è apparsa anche in altri dischi di Jones, Nightclubbing e Living My Life.

Bana Basadi Balalo

Serge Gainsbourg

1981

Come molti, anche Serge Gainsbourg a un certo punto della carriera ha preso una sbandata per il reggae. Una sbandata così grande che nel 1979 parte per Kingston dove registra prima Aux armes et cætera seguito, due anni dopo, da Mauvaises nouvelles des étoiles. Per i due lavori Serge forma una vera e propria band con Sly & Robbie, Rita Marley e altri musicisti del giro di Lee “Scratch” Perry. Il singolo meglio riuscito è Bana Basadi Balalo, aperto dal pattern militaresco di Dunbar che presto lascia strada a polifonie percussive su cui la voce languida di Serge dialoga con un coro.

Girls (Watching)

Ian Dury

1981

Lord Upminster è il secondo disco solista di Ian Dury. Registrato a Nassau, Bahamas, è un lavoro molto vario che incorpora funk, disco e rock. Scritto un po’ in viaggio e in parte direttamente a Nassau con l’aiuto di Chas Jankel e, ovviamente, Sly & Robbie, vede in scaletta un brano, Girls (Watching), scritto proprio da Dunbar. Lord Upminster, però, non è stato ben accolto dalla critica e lo stesso Dury lo ha descritto come una delusione.

Future Shock

Herbie Hancock

1983

Future Shock è un disco particolare nella carriera Herbie Hancock, a partire dalla traccia d’apertura Rockit e i suoi sei minuti di strumentale electro-hip hop. L’electro è in tutto l’album addolcito dalle ritmiche di Sly in due brani, uno dei quali è Future Shock, la cover del brano di Curtis Mayfield che dà il titolo al disco.

Jokerman

Bob Dylan

1983

La coppia ha portato Infidels in un universo ritmico inedito, dal sapore caraibico e allo stesso tempo pop, suonando come si usa dire stando dietro al beat. I due sono stati chiamati da Dylan e non dal produttore dell’album Mark Knopfler, un’ottima scelta come è particolarmente evidente nel singolo Jokerman, una specie di enigma mistico nato durante un soggiorno di Dylan nei Caraibi e ispirato agli spiriti malevoli di quei posti.

Sotto le stelle del Messico a trapanar

Francesco De Gregori

1985

Dopo aver sentito Sly & Robbie suonare nel disco di Dylan, da sempre uno dei suoi punti di riferimento, De Gregori li ha voluti nell’album Scacchi a tarocchi, quello che si apre con La storia. Pur di averli lui e Ivano Fossati hanno fatto una piccola pazzia: sono andati a New York e hanno affittato per tre giorni una sala. Coi Riddim Twins hanno registrato I cowboys e Sotto le stelle del Messico a trapanar. Il bassista Guido Guglielminetti ricorda un dibattito sulla metrica di quest’ultima: «Ricordo un’intera notte di discussioni. Gilberto Martellieri (pianista, ndr) sosteneva che fosse metricamente sbagliata. A me e a Elio Rivagli (batterista, ndr) sembrava invece che quella metrica anomala fosse una delle cosa belle del pezzo».

Just Another Night

Mick Jagger

1985

Se pochi ricordano o ascoltano ancora oggi il primo album solista di Mick Jagger She’s the Boss un motivo c’è ed è semplice: non è un gran disco. Era però suonato da musicisti favolosi come Jeff Beck alla chitarra, Bill Laswell ai synth e la coppia Sly & Robbie. In Just Another Night la batterista di Dunbar è accompagnata da quella elettronica Simmons di Anton Fier dei Golden Palominos.

Hey Baby

No Doubt

2001

Le origini dei No Doubt affondano nello ska e nel reggae, ecco perché nel 2001 la band ha chiesto a Sly & Robbie di produrre due tracce dell’album che già dal titolo richiama quell’universo sonoro, Rock Steady. I due si mettono al lavoro col gruppo e tirano fuori Hey Baby e Underneath It All (in cui troviamo Shakespeare al basso e la cantante dancehall Lady Saw, nonché David Stewart degli Eurythmics come co-autore), che diventano presto due grandi successi dei No Doubt. Nel disco c’è spazio anche per Prince, Dr. Dre, Timbaland e Pharrell Williams.

War

Sinéad O’Connor

2005

Dopo l’apparizione al Saturday Night Live in cui la aveva intonata (e strappato la foto del Papa) per attirare l’attenzione sugli abusi nella Chiesa cattolica, War di Bob Marley è diventata anche un po’ di Sinéad O’Connor. L’ha voluta riprendere 13 anni dopo nel finale di Throw Down Your Arms andando a richiamare alcuni musicisti reggae di cui si era servito Serge Gainsbourg, tra cui Sly & Robbie.

Temporale

Jovanotti

2008

Nelle centinaia di collaborazioni di Sly & Robbie in giro per il mondo c’è anche stato spazio per l’Italia. Fanno apparizione, oltre che al fianco di De Gregori, anche in Safari (2008) di Jovanotti per il brano Temporale, scritto dallo stesso Jova con Riccardo Onori e prodotto da Canova. Non saranno però gli unici artisti internazionali di spicco di quel viaggio sonoro tra i continenti di Jovanotti: con loro anche altri tre nomi importanti come Ben Harper, Sérgio Mendes, Michael Franti, oltre a una serie di musicisti ingaggiati come strumentisti. Ha detto Jovanotti nella conferenza stampa di lancio: «Sly e Robbie me li ha fatti conoscere Mousse T, sono due papi del reggae, ed è fantastico averli in Temporale».

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