10 big che sono stati in gara a Sanremo una sola volta | Rolling Stone Italia

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10 big che sono stati in gara a Sanremo una sola volta

Jovanotti che canta di Vasco, il "dio delle cittuà" dei Pooh, il boom dei Subsonica, il Paese reale degli Afterhours, la borsetta di Pelù: futuri big e nomi affermati che si sono messi in gioco all'Ariston

Piero Pelù emblema di sobrietà a Sanremo 2020

Foto: Marco Piraccini/Mondadori Portfolio via Getty Images

Pare che una partecipazione a Sanremo non si neghi a nessuno. E in passato, soprattutto negli anni ’80 e ’90, sono saliti sul palco dell’Ariston personaggi improbabili che con la musica avevano ben poco da spartire. Ma il Festival ha portato in gara anche personaggi di grosso calibro. Ecco allora 10 big della musica che hanno gareggiato una sola volta a Sanremo, dalla fine degli anni ’80 a oggi. Se ci sono tornati, l’hanno fatto come ospiti.

Jovanotti, 1989

Lorenzo, che quest’anno è autore della canzone di Gianni Morandi Apri tutte le porte, partecipa a Sanremo nel 1989 con Vasco. Arriva quinto, ma si piazza secondo nella classifica dei singoli più venduti. In gara non tornerà più. Nel 2000, però, insieme a Carlinhos Brown, presenta come ospite l’inedita Cancella il debito in cui invita i politici a eliminare il debito estero dei Paesi più poveri. L’allora Presidente del consiglio Massimo D’Alema inviterà lui e Bono degli U2 a parlarne a Palazzo Chigi. Jovanotti tornerà al Festival come ospite nel 2008 interpretando Fango con Ben Harper e A te. Anche quest’anno, come nel 2021, si è vociferato di un suo ritorno, ma Lorenzo, amico di Amadeus dai tempi di Radio Deejay, ha detto che non ci sarà.

Pooh, 1990

Nel 1990 i Pooh vincono con Uomini soli, pezzo destinato a diventare un must della band e un evergreen. Diventa stracult l’urlo “Dio delle cittuuuà” di Facchinetti, oggetto di parodie e imitazioni. I Pooh torneranno all’Ariston nel 2016 per la reunion che chiude la carriera e in gara da solisti. Facchinetti nel 2007 col figlio Francesco e il brano Vivere normale e nel 2018 con Riccardo Fogli e Il segreto del tempo. Nella stessa edizione Red Canzian compete con Ognuno ha il suo racconto.

Riccardo Cocciante, 1991

Nel Festival del 1991 si assiste allo “scontro” tra Riccardo Cocciante e Renato Zero (con Spalle al muro). La spunta il primo che vince con Se stiamo insieme, di fatto il secondo singolo più venduto di quell’anno. Cocciante torna a Sanremo nel 2009, come autore e ospite di Filippo Perbellini che concorre fra le nuove proposte con Cuore contro cuore, e nel 2019 eseguendo Bella (da Notre Dame de Paris) e Margherita.

Caparezza, 1997

Michele Salvemini, che all’epoca conduce su Videomusic il programma Segnali di fumo con Paola Maugeri, tenta di partecipare a Sanremo nel 1995 tramite Sanremo Giovani e il pezzo (dimenticabilissimo) Succede solo nei film. Niente da fare. Caparezza, all’epoca Mikimix, ritenta e nel 1997, l’anno dei Jalisse, è una delle Nuove Proposte con E la notte se ne va. Vincono Paola e Chiara con Amici come prima.

Subsonica, 2000

Arrivano a Sanremo sull’onda del successo dell’album Microchip emozionale e portano Tutti i miei sbagli. Il pezzo funziona molto bene in radio e il gruppo torinese esce dal “mondo di MTV”. La presenza dei Subsonica al Festival è un chiaro segnale: là fuori, oltre agli Al Bano, agli Zarrillo e ai Cutugno, c’è un’altra realtà musicale. Il gruppo arriva undicesimo. Samuel tornerà all’Ariston da solista nel 2017 con Vedrai.

Negramaro, 2005

A Sanremo 2005, condotto da Paolo Bonolis, la band salentina si presenta tra le Nuove Proposte. Dalle prime note di Mentre tutto scorre è chiaro che sono tra i possibili vincitori di categoria. E invece no, vengono eliminati subito. Un attonito Bonolis chiede addirittura conferma se i nomi dei giovani esclusi dalla sfida siano corretti. Vince Laura Bono con Non credo nei miracoli. Piccola curiosità: Giuliano Sangiorgi & band ripetono l’esibizione nella stessa sera per un problema tecnico. L’anno scorso sono tornati sul palco dell’Ariston da ospiti.

Afterhours, 2009

La band di Manuel Agnelli è l’unica rappresentante della musica alternativa al 59° Festival, presentato da Paolo Bonolis. La loro Il Paese è reale si aggiudica il Premio della critica “Mia Martini”. Agnelli è risalito sul palco dell’Ariston altre due volte, ma senza band e non in gara: la prima nella serata dei duetti del 2019 intonando Argento vivo insieme a Daniele Silvestri, la seconda nel 2021 come ospite dei Måneskin (che lui stesso ha lanciato come giudice di X Factor) durante la serata delle cover sulle note di Amandoti dei CCCP.

Franco Battiato, 2011

Dopo esere stato ospite nel 1999 e nel 2007, Battiato ha partecipato a Sanremo nel 2011, nell’edizione condotta da Gianni Morandi, accompagnando l’ex Denovo Luca Madonia con L’alieno. Dirige l’orchestra e interviene nel pezzo che si classifica alla quinta posizione della finalissima. Un’operazione simile avviene l’anno successivo quando Lucio Dalla è “padrino” di Pierdavide Carone, sulle note di Nanì.

Marlene Kuntz, 2012

Volevano andare a Sanremo quest’anno, ma non ce l’hanno fatta. La band di Cristiano Godano sarebbe tornata a calcare il palco dell’Ariston a dieci anni da Canzone per un figlio, pezzo eliminato in via provvisoria nella seconda serata. Nonostante la bellissima versione di Impressioni di settembre della Premiata Forneria Marconi insieme a Patti Smith, vengono fatti fuori definitivamente dalla competizione, senza arrivare in finale. Non vanno via a mani vuote: portano a casa il Premio della Sala stampa e lo speciale Viva l’Italia nel mondo per la cover.

Piero Pelù, 2020

Il leader dei Litfiba arriva al primo Sanremo di Amadeus con Gigante, dedicata al nipote e, a sorpresa, arriva al secondo posto della classifica parziale. Alla fine si piazza quinto e fa parlare per il “furto” della borsetta a una signora in platea. Nella serata delle cover canta Cuore matto.