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Chi sono gli Eugenio in Via di Gioia, in gara tra le nuove proposte di Sanremo 2020

La band torinese è in attività da sette anni e ha pubblicato tre album. Si ispirano a Gaber e al new folk, e con ‘Tsunami’ promettono di far ballare l’Ariston

Gli Eugenio in Via di Gioia

Foto: Getty Images

Gli Eugenio in Via di Gioia, band indie-folk torinese, sono una delle otto nuove proposte del 70° Festival di Sanremo, e questo sera si scontreranno con la giovane Tecla Insolia. Nonostante il debutto al festival, la band è in attività dal 2012 ed è piuttosto nota per chi segue l’indie italiano.

Il gruppo nasce nel 2012 e propone un mix tra musica di strada, swing e folk all’italiana. Il nome è la fusione di quelli dei componenti del gruppo: Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia, più Lorenzo Federici, al quale hanno dedicato il primo album, Lorenzo Federici, uscito nel 2014. Nello stesso anno vincono il premio della critica al Premio Buscaglione, a cui seguirà l’uscita del primo videoclip, per il singolo Argh!, e la partecipazione al progetto Sotto il Cielo di Fred con Brunori, Dente e altri.

L’anno successivo esce un altro video, Non ancora, selezionato da MTV New Generation, e il gruppo diventa la “rivelazione live” di KeepOn, che nel 2016 li porterà in tour in Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania. Nell’aprile del 2017 pubblicano il secondo album Tutti su per terra – presentato con il singolo Giovani illuminati –, e partono per un lungo tour che li terrà impegnati per un anno e mezzo, periodo in cui fanno anche da resident band nella trasmissione Beati Voi di TV2000. A febbraio 2019 annunciano il terzo album in studio, Natura Viva, che li porterà prima sul palco del Concerto del Primo Maggio, poi a Sanremo Giovani, dove conquistano un posto tra i finalisti con il brano Tsunami.

«Con Tsunami abbiamo fatto ballare la Clerici, e ora ci aspettiamo lo stesso dall’Ariston», hanno detto. «Abbiamo in mente delle pazzie. Portiamo una musica che sta a metà tra il cantautorato tipico di Gaber e Jannacci e qualcosa di new folk».