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Chi è stata Ronnie Spector

La cantante delle Ronettes è morta ieri a 78 anni. Aveva centrato hit epocali come 'Be My Baby', aveva influenzato Beatles e Stones, era sopravvissuta alle violenze di Phil Spector. È stata la prima ragazza tosta del pop e simbolo di rinascita

Ronnie Spector circa 1970

Foto: Michael Ochs Archives/Getty Images

È morta Ronnie Spector. La cantante delle Ronettes e voce dei classici Be My Baby e Walking in the Rain, è scomparsa ieri, mercoledì 12 gennaio. Era malata di cancro. Aveva 78 anni.

«Ha vissuto con gli occhi che le brillavano, un carattere vivace, un gran senso dell’umorismo e il sorriso sul volto», recita un comunicato della famiglia. «Era piena d’amore e gratitudine. Il suo sound gioioso, la sua natura giocosa e la sua presenza magnetica continueranno ad essere una presenza vivida in chi l’ha conosciuta, sentita o vista».

Le Ronettes sono state una delle formazioni chiave dell’epoca dei girl group negli anni ’60. Dietro alle loro canzoni c’era la voce di Spector, un po’ seta e un po’ carta vetrata. «I musicisti mollavano tutto per vedere le nuove arrivate», ha ricordato la cantante in un’intervista a Rolling Stone. «Dicevano: oh mio dio, che voce. E io: dite a me? Non sono che una ragazzina di Spanish Harlem».

Le Ronettes diventarono superstar grazie alla hit dell’estate del 1963 Be My Baby, cambiando per sempre il pop. «La prima volta che l’ho sentita alla radio stavo guidando e ho dovuto accostare», ha ricordato tempo fa Brian Wilson dei Beach Boys. «Ho tentato di produrre qualcosa di altrettanto buono, ma non ci sono mai riuscito. A un certo punto ho smesso di provarci. È il disco migliore mai prodotto. Nessuno farà di meglio».

Le stesse Ronettes non sono riuscite ad eguagliarlo, anche se negli anni successivi hanno centrato varie hit e sono state in tour in Inghilterra coi Rolling Stones. Tra le loro canzoni più celebri si ricordano Baby, I Love You, Walking in the Rain, (The Best Part of) Breakin’ Up e Do I Love You.

«Ho appena saputo di Ronnie Spector e non so che dire», ha scritto Wilson su Twitter. «Adoravo la sua voce, era una persona speciale, una cara amica. È devastante. La musica e lo spirito di Ronnie vivranno per sempre».

«Grazie alla sua unicità si è assicurata un posto nella storia», ha detto a Rolling Stone Darlene Love, che all’epoca lavorava con Spector. «Quando la incontrai nel 1964 era una piccoletta, sembrava una Barbie, ma la sua voce era enorme. Il modo in cui cantava e si muoveva sul palco era puro rock’n’roll».

Tutte le hit del gruppo sono state prodotte da Phil Spector, che ha intrecciato una relazione con Ronnie subito dopo avere messo le Ronettes sotto contratto nel 1963. Si sono sposati nel 1968 e separati nel 1972. Nell’autobiografia del 1990 Be My Baby Ronnie ha descritto quegli anni come un periodo di incredibili abusi e violenze.

«Come ho ripetuto più volte quand’era in vita, è stato un produttore brillante, ma un marito schifoso», ha detto Ronnie di Phil dopo la morte di quest’ultimo. «Sfortunatamente, fuori dallo studio di registrazione non aveva una vita normale. C’era qualcosa di cupo in lui, ha rovinato molte vite. Ma sorrido quando sento i pezzi che abbiamo fatto assieme e sempre accadrà. La musica è per sempre».

Nata Veronica Yvette Bennett, Ronnie Spector era cresciuta a New York dove aveva iniziato a cantare giovanissima con la sorella Estelle e la cugina Nedra Talley. Battezzatesi Darling Sisters, si dividevano fra le esibizioni in città e le lezioni alla George Washington High School. Le cose sono cambiate quando Phil Spector le ha messe sotto contratto e ha cominciato a scrivere pezzi appositamente per loro. «In studio era il migliore», ha detto Ronnie. «Controllava ogni aspetto, dirigeva tutti quanti».

Nel 1964 il gruppo è andato in Inghilterra dove l’anno successivo ha aperto alcuni concerti dei Rolling Stones. «Erano ragazzi trasandati», ha ricordato la cantante, «ma li adoravo, specialmente Keith, per via del look». Le loro voci, ha detto Richards delle Ronettes introducendole alla Rock and Roll Hall of Fame nel 2007, «attraversavano il wall of sound» (un riferimento al “muro di suono” creato da Phil Spector, ndr).

Col successo di Stones e Beatles, il pubblico ha perso interesse in gruppi come le Ronettes. Quando il trio è stato chiamato ad aprire il tour americano dei Beatles nel 1966, mosso dalla gelosia Phil Spector non ha dato il permesso a Ronnie di andarci (il gruppo si è esibito senza di lei).

È l’inizio di un periodo cupo della sua vita, quando Phil Spector cercava di controllarla e raramente la lasciava uscire di casa. «Non mi lasciava nemmeno leggere il giornale o guardare la tv», ha spiegato la cantante al New Yorker nel 2012. «Manco sapevo che c’era stato Woodstock. Non sapevo nemmeno che c’era stata il 10 agosto 1969 la strage di Charles Manson vicino a dove abitavamo. L’unica cosa che ho visto è che Phil ha fatto montare del filo spinato, messo i cani di guardia, tirato fuori le armi».

Si è finalmente liberata di Phil Spector nel 1972, rinascendo a nuova vita. «Il mio ex mi ha tolto il canto. È stato tremendo, non credevo che un giorno sarei tornata a registrare o a esibirmi», ha detto a Rolling Stone. «È stato scioccante: parliamo di una persona che ha scritto e prodotto i miei dischi… e d’improvviso mi fa smettere di cantare».

Il ritorno sulle scene è datato 1976, quando ha registrato una cover di Say Goodbye to Hollywood di Billy Joel con la E Street Band, ma è tornata alla grande solo nel 1986, quando Eddie Money ha usato un sample di Be My Baby in Take Me Home Tonight. Il pezzo ha avuto un successo formidabile e ha introdotto Spector alle nuove generazioni.

«È stata quella canzone a ridarle una carriera», ricorda Love. «È la dimostrazione che puoi ribaltare il destino e tornare forte quanto prima».

Spector si è esibita con una certa regolarità negli ultimi decenni, incidendo di tanto in tanto. Il suo ultimo album è la raccolta di cover del 2016 English Heart. «Se qualcuno mi avesse detto cinquant’anni fa che sarei stata ancora in giro a cantare» ha detto all’epoca «lo avrei preso per pazzo».

Questo articolo è strato tradotto da Rolling Stone US.

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